venerdì, novembre 7th, 2014

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Posted by: | Posted on: novembre 7, 2014

L’inquinamento atmosferico accelera la progressione dell’aterosclerosi?

Introduzione

Che lo sviluppo clinico delle malattie cardiovascolari sia il risultato dell’interazione fra i geni e l’ambiente è una premessa biologica universalmente accettata: l’espressione dei geni che porta alla malattia è il risultato di influenze ambientali che operano sullo sfondo di una predisposizione genetica. Numerosi sforzi sono stati compiuti per esplorare la natura di questa predisposizione genetica. L’ impegno dei ricercatori per l’identificazione dei fattori ambientali responsabili delle malattie cardiovascolari si è focalizzato soprattutto sui fattori modificabili a livello personale come la dieta, il livello di attività fisica e i farmaci. Tuttavia, i risultati di studi sempre più numerosi confermano l’importanza di altri fattori ambientali sui quali i singoli soggetti hanno scarse possibilità di controllo, come l’inquinamento atmosferico, e nondimeno sono di notevole importanza per lo sviluppo e la comparsa di malattie cardiovascolari. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 7, 2014

La prevalenza di diabete tipo 2 è aumentata in popolazioni esposte a inquinamento con basse concentrazioni di arsenico negli USA

L’arsenico inorganico a concentrazioni relativamente alte aumenta i livelli di glucosio e di insulina in modelli animali, diminuisce l’ assorbimento del glucosio nelle cellule insulino-sensibili, interferisce in vitro con i fattori di trascrizione coinvolti nella trasduzione del segnale dell’insulina e la sensibilità all’insulina. In studi epidemiologici effettuati n Taiwan, in Bangladesh  e in Messico, l’elevata esposizione cronica all’arsenico inorganico nell’acqua potabile (> 100 mcg / L) è stata associata con il diabete. L’elevata esposizione occupazionale cronica all’arsenico inorganico era associata a più alti livelli di emoglobina glicata. Tuttavia, l’effetto dei bassi livelli di esposizione all’arsenico inorganico sul rischio di diabete è in gran parte sconosciuto.

Oltre che all’arsenico inorganico, gli esseri umani sono esposti a composti organici di arsenico, come arsenobetaina e arsenozuccheri, contenuti soprattutto nei frutti di mare. La biotrasformazione e la tossicità dei composti dell’arsenico inorganico e organico sono sostanzialmente diversi. I composti di arsenico inorganico (arsenito e arseniato) sono metabolizzati a metilarsonato e dimetilarsinato che vengono escreti nelle urine insieme con l’arsenico inorganico non odificato. L’arsenobetaina, un composto organico, viene escreto immodificato nelle urine ed è considerato non tossico. La relazione dell’arsenobetaine con il diabete non è stata valutata in studi sull’uomo. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 7, 2014

Associazione fra inquinamento atmosferico e scompenso cardiaco: revisione sistematica e metaanalisi della letteratura

Gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sull’apparato cardiovascolare sono stati dimostrati in una serie di importanti studi epidemiologici e osservazionali. L’organizzazione mondiale della sanità stima che l’inquinamento atmosferico è responsabile di oltre 1 milione di morti prematura nel mondo ogni anno. Persino l’esposizione breve all’inquinamento atmosferico è stata associata con un aumento della mortalità per cause cardiovascolari, particolarmente in soggetti predisposti.

Lo scompenso cardiaco è una delle principali cause di ricovero in ospedale e di morte

Lo scompenso cardiaco rappresenta un problema di sanità pubblica di crescente gravità, che interessa oltre 23 milioni di individui nel mondo, con una prevalenza in aumento soprattutto nelle persone anziane. Si stima che il 2% dei ricoveri ospedalieri nel mondo ogni anno sia causato dallo scompenso cardiaco, con una mortalità del 30% nell’anno seguente al ricovero. Lo scompenso cardiaco è fra le più frequenti cause di ammissione in ospedale e di ricoveri ripetuti nelle persone anziane, rappresentando il 5% di tutte le diagnosi di dimissione dall’ospedale. Le cause di scompenso cardiaco acuto, soprattutto in persone particolarmente suscettibili, rappresentano, quindi, un motivo di preoccupazione per i responsabili della salute pubblica. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 7, 2014

L’inquinamento acustico da traffico aumenta il rischio di ictus cerebrale nei soggetti anziani

L’esposizione acuta all’inquinamento acustico è sospettata di attivare i sistemi endocrino e nervoso simpatico, causando quindi variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca oltre al rilascio di ormoni dello stress. Inoltre, l’esposizione all’inquinamento sonoro notturno, anche ai livelli che normalmente si osservano in ambiente urbano, causa disturbi del sonno.

L’esposizione persistente all’inquinamento acustico sembra aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Una rassegna critica pubblicata nel 2006 di 61 studi epidemiologici sugli effetti dell’esposizione al rumore del traffico veicolare (strade, aerei, ferrovie) sulla salute cardiovascolare ha dimostrato un’associazione con l’ipertensione arteriosa e le cardiopatie ischemiche negli adulti. Recentemente, una meta-analisi ha suggerito che il rischio di infarto del miocardio aumenta con l’aumentare dell’inquinamento acustico da traffico in modo dose-dipendente. Queste osservazioni sono state corroborate dai risultati di studi caso controllo, anche dopo aggiustamento per l’inquinamento atmosferico, altra causa nota di malattie cardiovascolari. Read More …