Aumento del rischio di menopausa precoce in donne esposte ai composti perfluoroalchilici (PFAS)

Posted by: | Posted on: novembre 14, 2014

Nonostante gli effetti tossici dei composti perfluoroalchilici (PFAS) non siano completamente noti, queste molecole sono state associate con numerosi effetti fisiologici sia nell’uomo che negli animali. Fra i principali effetti riportati vi è la distruzione endocrina, che è stata dimostrata nei ratti, nei topi e nei pesci. Da questi studi è emerso che i composti perfluoroalchilici hanno attività estrogena, essendo capaci di aumentare l’espressione del recettore beta degli estrogeni nel fegato dei pesci sia di genere maschile che femminile. Nei topi trattati prima della pubertà, il PFOA aumenta il progesterone ed aumenta le risposte della ghiandola mammaria all’estradiolo esogeno. Nei ratti maschi il PFOA riduce la concentrazione del testosterone nel siero e nel liquido interstiziale testicolare e aumenta i livelli di estradiolo. Nelle cellule di Leydig rimosse da questi testicoli è stata dimostrata un’inibizione diretta da parte del PFOA del rilascio di testosterone.

In uno studio su lavoratori maschi non è stata dimostrata alcuna associazione significativa con i livelli di estradiolo o testosterone dopo correzione per diversi fattori confondenti; tuttavia, nei lavoratori con i più elevati livelli nel siero di PFOA fu osservato un aumento del 10% dei livelli medi di estradiolo.

L’obiettivo degli autori di questo studio era di analizzare lo stato menopausale e le concentrazioni di estradiolo in donne adulte in età fertile, in donne in età peri-menopausale e in donne in menopausa.

 Risultati

Furono arruolate 13.458 donne di età compresa fra 18-42 anni, considerate in età fertile; 5782 donne di età compresa fra 42 e 51 anni (peri-menopausa) e 6717 donne di età fra 51 ai 65 anni considerate in menopausa.

PFOS e PFOS in donne in Menopausa

Nel gruppo delle donne più anziane esposte al PFOS, di età superiore a 51 anni e fino a 65 anni, fu osservata una risposta lineare, monotonica, caratterizzata da livelli significativamente superiori in tutti i quintili rispetto al quintile inferiore. Per le donne in peri-menopausa non fu osservata la stessa risposta monotonica di aumento in tutti i quintili ma i tre quintili con valori più elevati presentavano livelli significativamente maggiori rispetto al quintile più basso.

Per quanto riguarda il PFOA fu osservata una risposta simile ma non monotonica nel gruppo di donne più anziane (risposta monotonica o lineare significa che ad ogni aumento nel siero del PFOS o del PFOA corrisponde costantemente, in tutti i soggetti, un aumento dell’estradiolo). Tutti i quintili erano significativamente più elevati rispetto al primo quintile. Nelle donne in peri-menopausa i tre quintili superiori erano significativamente più elevati rispetto a quello inferiore.

Concentrazioni di estradiolo e PFOA

Dopo esclusione delle donne in gravidanza o che assumevano ormoni o farmaci che influenzano i livelli ormonali e dopo correzione per alcune variabili, il PFOA non era significativamente associato con le concentrazioni di estradiolo nel siero in tutti gruppi. Invece, il PFOS mostrava un’associazione negativa con le concentrazioni di estradiolo in tutti gruppi ma la differenza risultò statisticamente significativa soltanto nelle donne in peri-menopausa ((p<0,0 001) ed in quelle in menopausa (p = 0,007)

Le concentrazioni di PFOS e PFOA erano significativamente superiori (p<0,0001) nelle donne che avevano subito un’isterectomia.

 Commento

I risultati di questo studio dimostrano chiaramente che il rischio di menopausa era superiore nelle donne che avevano le maggiori concentrazioni nel siero di PFOS o PFOA rispetto alle donne con livelli inferiori. Esaminando la correlazione fra concentrazioni di estradiolo endogeno e livelli di PFAS nel siero dei gruppi di età simile, soltanto il PFOS mostrava un’associazione inversa con i livelli di estradiolo.

La menopausa prematura o precoce è associata con un aumento della mortalità da qualsiasi causa e per cause cardiovascolari. Una riduzione degli anni di produzione degli estrogeni endogeni ed una giovane età al momento della menopausa sono stati associati con un aumento del rischio cardiovascolare. Inoltre la quantità assoluta di osso perso dopo la menopausa aumenta notevolmente nei casi di menopausa precoce rispetto alla menopausa che avviene in epoca normale o in menopausa tardiva.

Dal momento che è stato ormai dimostrato che le donne che hanno una menopausa precoce presentano anche un’aumentata velocità di riduzione o declino della fertilità prima di 32 anni, è chiaro che l’associazione di un inquinante ambientale ubiquitario con una riduzione della sintesi degli estrogeni e con la menopausa precoce rappresenta un fattore di notevole importanza.

I risultati di questo studio devono essere interpretati con cautela, poiché possono essere spiegati in diversi modi. Per esempio, esiste la possibilità che le concentrazione di composti perfluoroalchilici siano più alte nelle donne in post-menopausa perché queste non perdono più sangue attraverso il ciclo mestruale. Quindi, la scomparsa dei cicli potrebbe causare un aumento delle concentrazioni delle sostanze perfluoroalchiliche e non essere la menopausa precoce la conseguenza dell’aumento di queste molecole nel siero. A conferma di questa ipotesi ci sarebbe l’osservazione che le donne sottoposte ad isterectomia in questo campione avevano livelli medi più elevati di composti perfluoroalchilici rispetto le donne senza isterectomia.

Tuttavia queste osservazioni non riescono a spiegare l’associazione inversa fra livelli di PFOS per quintile ed estradiolo in tutti i gruppi di donne.

In uno studio di questo tipo, non è possibile decifrare i meccanismi alla base della riduzione della sintesi di estradiolo endogeno causata dagli aumentati livelli di PFOS e PFOA né l’associazione con la menopausa precoce. Cioè, non è possibile sapere se queste molecole siano tossiche per i follicoli, se abbiano proprietà simil-estrogeni (si legano cioè ai recettori per gli estrogeni o li modifichino), se sopprimano il rilascio ipofisario di LH o FSH o, infine, se modulino il rilascio di GnRH dall’ipotalamo.I risultati dello studio confermano senza ombra di dubbio che i PFAS si comportano da distruttori endocrini e sono associati con un aumentato rischio di menopausa precoce attraverso meccanismi sostanzialmente ignoti che, si spera, possano esser e chiariti da studi futuri.

 Riferimenti bibliografici

1: Knox SS, Jackson T, Javins B, Frisbee SJ, Shankar A, Ducatman AM. Implications of early menopause in women exposed to perfluorocarbons. J Clin Endocrinol Metab. 2011 Jun;96(6):1747-53. doi: 10.1210/jc.2010-2401. Epub 2011 Mar 16. PubMed PMID: 21411548; PubMed Central PMCID: PMC3206400.

 





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