Il bisfenolo e i composti perfluoroalchilici (PFAS) interferiscono con l’espressione di recettori nucleari nei leucociti di una popolazione di donne infertili

Posted by: | Posted on: novembre 13, 2014

Un’interferente (o distruttore) endocrino è definito come “una sostanza esogena che interferisce con la sintesi, la secrezione, il trasporto, il metabolismo, il legame o l’eliminazione di ormoni naturalmente prodotti e circolanti nel sangue umano e che sono presenti fisiologicamente nel corpo essendo responsabili per l’omeostasi, la riproduzione e lo sviluppo dell’essere umano”.

L’omeostasi degli steroidi sessuali e degli ormoni tiroidei rappresenta uno dei principali bersagli degli interferoni endocrini; inoltre, il processo riproduttivo, considerato come un processo continuo dalla produzione dei gameti e loro fertilizzazione durante la vita intrauterina e lo sviluppo post-natale della progenie, è particolarmente vulnerabile agli effetti della distruzione endocrina.

Questo studio fa parte del progetto PREVIENI, finanziato dal ministero per l’ambiente italiano. Lo scopo del progetto è di valutare la correlazione fra biomarcatori di esposizione chimica, la dose biologicamente efficace dei biomarcatori e alcune caratteristiche cliniche, in modo da studiare la correlazione fra la salute riproduttiva della coppia e i distruttori endocrini emergenti che ancora non sono adeguatamente considerati nella sorveglianza ambientale e della salute.

 Questo studio presenta i risultati relativi alle concentrazioni di alcuni interferenti endocrini in donne infertili seguite in tre differenti reparti italiani. Gli autori hanno valutato la correlazione fra l’espressione di recettori nucleari per alcuni ormoni nei leucociti del sangue periferico.

Le molecole considerate in questo studio sono il bisfenolo A, l’acido perfluoroottanoico (PFOA) , l’acido perfluoroottano sulfonato (PFOS) e due diversi ftalati. il bisfenolo A è utilizzato principalmente nella produzione di contenitori per alimenti o oggetti in plastica; la cessione del bisfenolo dai contenitori e dalla lattine per alimenti rappresenta la modalità principale di contaminazione della catena alimentare e dell’ambiente. PFOA e PFOS sono presenti in numerosi prodotti di consumo, compresi manifatturati tessili o elettrici e pellicole usate per proteggere alimenti. L’esposizione attraverso la dieta può raggiungere livelli considerevoli, in particolare attraverso cibi di origine animale, soprattutto il pesce.

Le molecole definite ftalati come gruppo sono largamente utilizzate come plastificanti e sono ubiquatiariamente presenti nei cosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei materiali utilizzati per contenere alimenti.

I recettori nucleari studiati sono i recettori per gli estrogeni Alfa (Erα) e beta (Erβ), il pregnane X Receptor (PXR), il   peroxisome proliferator-activated receptor gamma (PPARγ)   e l’aryl hydrocarbon receptor (AhR).

Sono state studiate 111 donne infertili di età compresa fra 18 -40 anni. Come gruppo di controllo sono state utilizzate 44 donne fertili di pari età.

Le cause di infertilità erano idiopatica nel 31,5% dei casi, immunologica nel 15%, disfunzione tiroidea nel 14%, endometriosi del 10%, sindrome dell’ovaio policistico del 7% tubariche nel 20%.

Bisfenolo e PFOA sono aumentati nel siero delle donne infertili

La percentuale di donne con elevati livelli nel siero di bisfenolo era significativamente più elevata nel gruppo infertile (50 su 111,45%, range 0,5-133,5 ng/millilitro rispetto al gruppo di controllo (10 su 44,22%, range 0,5-60,9 nanogrammi/millilitro). Una differenza statisticamente non significativa fra il gruppo studiato e quello il controllo fu osservata anche per il PFOA ( 43,2 dei casi contro il 18% dei controlli) e per il PFOS (32,4% dei casi contro il 18% dei controlli) . Non furono osservate differenze significative nella percentuale di soggetti con elevati livelli di ftalati nei due gruppi di donne.

Le donne infertili mostravano livelli di espressione dei geni Erα e Erβ, del recettore per gli androgeni e di PXR significativamente più elevati rispetto al gruppo di controllo.

Commento

Questo studio evidenzia la correlazione fra esposizione ambientale e infertilità femminile. Rispetto alle donne sane, il gruppo di donne infertili mostrava un’espressione significativamente aumentata nei leucociti del sangue periferico di diversi recettori nucleari (Erα e Erβ, PXR e AR). Nelle donne infertili il bisfenolo A mostrava una correlazione positiva con l’espressione di PXR e AhR, mentre le concentrazioni di PFOS e PFOA mostravano una correlazione positiva con l’espressione di AR.

Il bisfenolo A è considerato un agonista del recettore Alfa per gli estrogeni e di quello Beta, ma è inoltre in grado di interagire con il recettore per gli androgeni. I risultati di recenti studi sperimentali confermano che l’esposizione al bisfenolo A altera la steroidogenesi ovarica, può ostacolare le prime frasi dell’impianto dell’uovo fecondato nell’utero, la qualità degli ovociti e la risposta dell’estradiolo alla stimolazione con gonadotropine.

Anche i PFAS interferiscono con le fasi più precoci della riproduzione umana e, in questo studio, la loro concentrazione risultò aumentata, sebbene la differenza non era statisticamente significativa rispetto al gruppo di controllo. Gli ftalati, un’altra categoria di distruttori endocrini in grado di interferire con i processi riproduttivi, non erano aumentati. Gli autori di questo studio italiano hanno osservato una forte correlazione positiva fra concentrazione nel siero di bisfenolo A ed espressione dei recettori ERα, Erβ e AR, confermando i risultati di studi simili condotti in precedenza che avevano però valutato le concentrazioni di bisfenolo nelle urine. Nelle donne infertili arruolate in questo studio fu osservata anche una correlazione specifica positiva fra bisfenolo A e espressione dei recettori PXR e AhR (noto anche come il “ recettore per la diossina” ma che regola anche importanti processi riproduttivi femminili).   Nelle donne infertili fu osservata anche un’associazione positiva fra espressione diPXR ed esposizione a bisfenolo o PFOS.

In conclusione, i risultati di questo studio dimostrano l’importanza di considerare l’esposizione umana contemporaneamente alle numerose sostanze chimiche contaminanti l’ambiente e largamente presenti nel prodotto di consumo e di applicare il principio di precauzione nella valutazione degli effetti degli interferenti endocrini.

Riferimenti bibliografici

1: Caserta D, Ciardo F, Bordi G, Guerranti C, Fanello E, Perra G, Borghini F, La Rocca C, Tait S, Bergamasco B, Stecca L, Marci R, Lo Monte G, Soave I, Focardi S, Mantovani A, Moscarini M. Correlation of endocrine disrupting chemicals serum levels and white blood cells gene expression of nuclear receptors in a population of infertile women. Int J Endocrinol. 2013;2013:510703. doi: 10.1155/2013/510703. Epub 2013 Apr 21. PubMed PMID: 23710174; PubMed Central PMCID: PMC3654366.





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