I composti perfluoroalchilici (PFAS) aumentano il rischio di cancro della prostata

Posted by: | Posted on: dicembre 3, 2014

I fattori di rischio per il cancro alla prostata sono numerosi ed eterogenei: fattori genetici, infettivi, infiammatori, età, dieta, gruppo etnico di appartenenza, eccesso di androgeni, gli ormoni sessuali maschili.

Fra i fattori di rischio recentemente identificati vi sono i composti perfluoroalchilici o PFAS. Queste molecole artificiali sono state associate con diversi tipi di cancro, prevalentemente a carico delle vie genito-urinarie (testicolo, prostata, reni, vescica) sia nei lavoratori esposti per motivi professionali che negli individui residenti in aree contaminate.

In uno studio danese fu stimato un aumento del 30-40% del rischio di cancro prostatico nei soggetti con concentrazioni molto elevati di acido perfluorooctansulfonico (PFOS), cioè in quelli posti nei tre quartili superiori di concentrazione di PFOS rispetto a quelli del quartile inferiore.

In questo studio svedese è stata valutata l’associazione fra cancro alla prostata e livelli serici di alcuni PFAS nel siero di maschi danesi appartenenti alla popolazione generale.

Hardell e collaboratori invitarono 252 soggetti con cancro alla prostata di recente diagnosi e non trattati a rispondere ad un sondaggio, ottenendo 200 consensi (79% del totale).

I ricercatori osservarono concentrazioni di PFDA significativamente più alte da un punto di vista statistico nei casi rispetto ai controlli con un OR = di 1,4; IC 95% = 0,9-2,1. I livelli di siero di PFOA e di PFOS non erano associati con un rischio elevato. Stabilendo un valore soglia del 75º percentile, un aumento del rischio fu osservato anche per il PFOA, PFHxS e PFNA, al limite della significatività statistica per il PFHxS, con un OR = 1,6; IC 95% = = 0,99-2,7. Non fu osservata alcuna associazione con il punteggio di Gleason.

Quaranta casi rispetto a 24 controlli avevano un familiare di primo grado affetto da cancro alla prostata con un OR = 1,8 punti, il 55% percento = 1,01-3,1. Combinando le concentrazioni dei PFAS nel siero e l’ereditarietà, il rischio risultò significativamente più elevato nei soggetti con familiarità positiva e concentrazioni superiori alla mediana di PFOA, PFOS,PFHxS, PFDA, PFUnDA.

Commento

I risultati di questo studio svedese dimostrano un’associazione fra alcuni PFAS e il cancro alla prostata ereditario. L’interazione risultò statisticamente significativa per il PFHxS. Se si escludono le concentrazioni di PFDA, che risultarono più elevate nei casi rispetto ai controlli, non c’erano differenze statisticamente significative nelle concentrazioni di PFAS nei casi rispetto ai controlli.

In conclusione, i risultati dello studio di Hardell e collaboratori dimostrano una chiara interazione fra fattori genetici-ereditari del cancro alla prostata e fattori ambientali, in questo caso l’esposizione a PFAS. I meccanismi responsabili di questa interazione non sono note. I risultati dello studio dimostrano anche l’importanza di considerare i fattori ereditari quando si valuta il rischio di cancro alla prostata nei soggetti esposti a composti perfluoroalchilici. Infatti, molti studi precedenti, nei quali non fu osservata alcuna associazione fra cancro alla prostata e PFAS, non avevano valutato i fattori genetici che aumentano il rischio di questa neoplasia.

Riferimenti bibliografici

Hardell E, Kärrman A, van Bavel B, Bao J, Carlberg M, Hardell L. Case-control study on perfluorinated alkyl acids (PFAAs) and the risk of prostate cancer. Environ Int. 2014 Feb;63:35-9. doi: 10.1016/j.envint.2013.10.005. Epub 2013 Nov 16. PubMed PMID: 24246240.





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