I composti perfluoroalchilici PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS aumentano i livelli di colesterolo ed il peso corporeo in una popolazione adulta americana.

Posted by: | Posted on: dicembre 16, 2014

La somiglianza strutturale dei composti perfluoroalchilici con gli acidi grassi e la scoperta che essi si legano ai peroxisome proliferator-activated receptor (PPAR), una famiglia di recettori nucleari che svolgono un ruolo essenziale nel controllo del metabolismo lipidico e nell’adipogenesi, suggerisce che queste molecole alterino i meccanismi di regolazione dei lipidi e del peso corporeo. Infatti, la riduzione dei livelli di colesterolemia è stato uno dei primi effetti collaterali segnalati negli studi animali trattati con alte dosi di composti perfluoroalchilici. Tuttavia, diversi studi condotti nell’uomo indicano che l’esposizione ai due principali composti perfluoroalchilici, l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottaanosulfonato (PFOS), aumenta i livelli di colesterolo nel siero. Le prove a favore di un’associazione fra composti perfluoroalchilici con il peso corporeo e la resistenza all’insulina sono molto più deboli.

L’aumentata prevalenza della sindrome metabolica, che comprende obesità, dislipidemia e resistenza all’insulina sta diventando un problema di salute pubblica in tutto il mondo, anche nei bambini, essendo strettamente correlata con le coronaropatie e le malattie degenerative croniche. Sebbene le modificazioni della dieta, ll’aumento delle calorie ingerite e la riduzione dell’attività fisica siano fattori indubbiamente importanti nel determinare la progressione costante di questa tendenza, nella comunità scientifica sta aumentando sempre di più l’interesse verso l’ipotesi che gli interferenti endocrini svolgono anch’essi un ruolo considerevole.

In questo studio epidemiologico preliminare di tipo cross-sezionale gli autori hanno valutato la correlazione fra esposizione a quattro composti perfluoroalchilici, compresi due che sono stati poco studiati nell’uomo, i livelli di colesterolo, l’obesità e la resistenza all’insulina.

Caratteristiche della popolazione studiata

Le concentrazioni nel siero di quattro composti perfluoroalchilici (PFOS, PFOA, PFHxS e PFNA) presenti inoltre il 98% della popolazione statunitense sono state misurate assieme a quelle di altre otto molecole della stessa categoria in precedenza svelate in meno del 28% della stessa popolazione. Ad un campione rappresentativo dell’intera popolazione americana inclusa nello studio epidemiologico The National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) sono state determinate anche alcune variabili cliniche: Glipeso corporeo, altezza, indice di massa corporeo o BMI , la circonferenza addominale, il colesterolo totale, LDL,, HDL, VLDL, la glicemia e l’insulina a digiuno.

Gli autori hanno considerato nella loro analisi vari fattori confondenti fra i quali età, sesso, gruppo etnico di appartenenza, stato socioeconomico, livello di educazione scolastica, quantità di grassi ingeriti con la dieta, attività fisica svolta, tempo trascorso davanti alla tv o al computer, fumo di sigaretta e altri ancora.

I composti perfluoroalchilici aumentano il colesterolo nei soggetti non esposti

Tutti i dati sopra ricordati erano disponibili per 2094 partecipanti allo studio. I livelli di PFOS erano di un ordine di grandezza superiore rispetto agli altri composti perfluorinati, con una mediana di 19,9 µg/litro nel siero rispetto a 3,8 µg/litro per il PFOA. I livelli erano generalmente più alti nei maschi, nei bianchi non-ispanici rispetto ai messicani-americani e ai neri non ispanici, nei soggetti con più elevata istruzione scolastica e stato socioeconomico. Non furono osservate differenze significative fra le concentrazioni nei diversi gruppi d’età. La distribuzione dei quattro composti perfluoroalchilici dimostrava un andamento logaritmico-normale ed era moderatamente correlata fra i quattro composti.

Gli autori hanno osservato un’associazione positiva fra colesterolo totale e PFOS, PFOA e PFNA. Gli adulti nel quartile più alto di PFOS avevano livelli di colesterolo di 13,4 mg/decilitro (IC 95% 3,8-23) più elevati rispetto ai soggetti posti nel quartile inferiore. Per Il PFOA e il PFNA, rispettivamente, l’aumento medio era di 9,8 mg/decilitro e 13,9 mg/decilitro. L’aumento del colesterolo era lineare nei quartili di esposizione ai composti perfluoroalchilici, particolarmente nel caso del PFNA.

Esaminando i risultati per età e sesso, i risultati erano simili, con associazioni particolarmente significative nelle persone di età compresa fra 60 e 80 anni di età. Le associazioni erano più deboli e di ampiezza minore nei giovani di età compresa fra 12 e 19 anni. Invece, i risultati per il PFHxS suggeriscono un trend inverso negli adulti. I soggetti posti nel quartile più elevato delle concentrazioni di PFHxS avevano livelli di colesterolo totale inferiore, rispetto a quelli nel quartile inferiore , di – 7 mg/decilitro (IC 95%   da – 13,2 a – 0,8). La tendenza era meno evidente per il colesterolo HDL. Le concentrazioni di PFOA e PFOS erano associate con un aumento del colesterolo HDL nelle adolescenti, con un andamento opposto nel gruppo più anziano.

Dopo correzione per i livelli di albumina (principale sito di legame nel siero dei composti perfluoroalchilici) PFOS, PFOA PFNA erano tutti positivamente associati con i livelli di colesterolo totale e di colesterolo non-HDL (con stime statisticamente significative per PFOS e PFOA). Un andamento opposto fu osservato per il PFHxS che era negativamente associato con il colesterolo totale, con il non-HDL e LDL.

I composti perfluoroalchilici causano variazioni del peso corporeo

Le associazioni fra peso corporeo e concentrazioni di composti perfluoroalchilici erano meno importanti. Gli effetti maggiori furono osservati con il PFOS nei maschi, nei quali, sia nel gruppo d’età compreso fra 12 e 19 anni e 20-59 anni, il BMI diminuiva con l’aumentare dell’esposizione al PFOS. Gli adolescenti del quartile più alto di PFOS avevano valori di BMI di 2,8 punti (IC 95% da – 4,1 a – 1,4) minori rispetto a quelli posti nel quartile più basso. Nei maschi di 60-80 anni d’età, invece, l’aumentata esposizione al PFOS era associata con un aumento del BMI di 1,6 punti (IC 95% 0,14-3,0) Nelle donne non fu osservata alcuna correlazione.

Per quanto riguarda la resistenza all’insulina non furono osservate associazioni significative con le concentrazioni di composti perfluoroalchilici se si esclude, forse, una significativa tendenza positiva con il PFNA nelle donne adulte ed un’associazione negativa con il PFHxS nelle adolescenti.

Anche i cosiddetti “nuovi” composti perfluoroalchilici aumentano il colesterolo

I risultati di questo studio dimostrano una forte associazione fra le concentrazioni nel siero di composti perfluoroalchilici e i livelli di colesterolo totale e colesterolo non-HDL, associazione positiva per quanto riguarda le concentrazioni di PFOS, PFOA PFNA, associazione invece negativa con le concentrazioni di PFHxS dopo aggiustamento per numerosi fattori confondenti. Anche i livelli di colesterolo LDL dimostravano una tendenza simile per PFHxS e PFNA, sebbene di minore consistenza ed ampiezza. Non fu osservata alcuna associazione con i livelli di colesterolo HDL.

I risultati di questo studio suggeriscono che i livelli di composti perfluoroalchilici ai quali la popolazione generale è quotidianamente esposta per motivi non professionali esercitano effetti sulla frazione non-HDL del colesterolo, mentre non è stata osservata un’associazione consistente fra tutti i composti perfluoroalchilici e BMI, circonferenza addominale o resistenza all’insulina.

I risultati di questo studio confermano quelli di studi precedenti condotti sia nella popolazione generale che nei lavoratori esposti ad alte concentrazioni di composti perfluoroalchilici.

L’esame congiunto di tutti questi studi suggerisce che l’esposizione ai composti perfluoroalchilici, anche a quelli meno studiati, produce effetti notevoli sul metabolismo lipidico negli esseri umani.

Un’altra osservazione interessante emersa da questo studio è l’importanza di studiare anche altri composti perfluoroalchilici diversi dal PFOS PFOA, particolarmente nell’epoca attuale che vede una progressiva riduzione delle concentrazioni nel   siero umano di PFOS e PFOA, che negli ultimi anni sono stati sostituiti da altri composti. Particolare preoccupazione induce il PFNA, la cui presenza è stata rilevata in oltre 98% della popolazione americana e le cui concentrazioni nel siero tendono ad aumentare nel corso degli anni. In alcuni casi, gli effetti del PFNA sul colesterolo si sono dimostrati superiori a quelli di PFOS e PFOA.

 Riferimenti bibliografici

1: Nelson JW, Hatch EE, Webster TF. Exposure to polyfluoroalkyl chemicals and cholesterol, body weight, and insulin resistance in the general U.S. population. Environ Health Perspect. 2010 Feb;118(2):197-202. doi: 10.1289/ehp.0901165. PubMed PMID: 20123614; PubMed Central PMCID: PMC2831917.

 





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