Discariche e cancro in 24 siti italiani contaminati

Posted by: | Posted on: dicembre 18, 2014

Gli effetti dannosi sulla salute associati con il trattamento dei rifiuti costituiscono un importante problema per i responsabili della salute pubblica. Lo affermano gli autori del rapporto della World Health Organization (WHO) “Population health and waste management: Scientific data and policy options” secondo i quali le possibili conseguenze delle pratiche di trattamento dei rifiuti richiedono l’adozione di misure urgenti poiché un numero molto elevato di persone vive in prossimità di questi siti in tutto il mondo.  Il traffico illegale di rifiuti è un problema prioritario in Europa a causa delle sue gravi conseguenze, per esempio gli eventi avversi sull’ambiente durante il trasporto nelle nazioni nei quali questi rifiuti vengono depositati. Le vie principali dei traffici illegali di rifiuti interessano l’Europa del sud e del sud-est, i Balcani dell’est e alcuni paesi dell’Africa. Le nazioni più povere rappresentano un bersaglio particolare a causa dell’assenza di sistemi di controllo e di legislazioni appropriate e del crescente traffico illegale internazionale di sostanze tossiche e rifiuti pericolosi provenienti dalle nazioni più industrializzate. Preoccupano in particolare le correlazioni più volte segnalate fa discariche e cancro  e con le malformazioni congenite.

In alcuni studi che hanno valutato in modo specifico singoli siti di trattamento dei rifiuti tossici è stato riportato un eccesso di specifiche malattie (tumori del rene e della vescica, leucemia linfatica cronica, linfomi, diabete, cirrosi, asma e malattie infettive dell’apparato respiratorio, infertilità e anomalie congenite) nella popolazione residente in prossimità del sito incriminato.

mappa di alcune discariche italiane con aumento della mortalità

Ubicazione delle discariche italiane attorno alle quali è stata indagata la mortalità per cause tumorali

In questo studio italiano, è stata analizzata la mortalità per cause tumorali in 24 siti compresi nel progetto SENTIERI, i quali sono stati classificati in due categorie: la prima comprendeva siti autorizzati per il trattamento  di rifiuti industriali con 50 comuni e circa 800.000 abitanti. Nel secondo gruppo furono inseriti 14 impianti illegali di trattamento dei rifiuti sia pericolosi che non pericolosi, insistenti su 155 comuni con oltre 3 milioni di abitanti. Le discariche del primo gruppo, cioè quelle legali erano localizzate principalmente nel Nord e nel Centro dell’Italia ed una in Sardegna. Le discariche del secondo gruppo erano localizzate cinque nelle regioni del Nord-Centro  e nove in quelle del Sud, isole comprese.

Nella popolazione inserita nel gruppo 1, quello delle  discariche industriali autorizzate, fu osservato un aumento della mortalità per cancro del rene nelle donne. Nel secondo gruppo fu osservato un aumento della mortalità per cancro del fegato, cirrosi epatica e cancro alla vescica in entrambi i sessi; la mortalità per cancro polmonare risultò aumentata soltanto nei maschi. Non fu osservato un aumento della mortalità per tumori del sistema emolinfopoietico né per anomalie congenite o altre problematiche sanitarie tipiche del periodo prenatale.

Discariche e cancro – un problema anche italiano

Nei siti localizzati nel sud d’Italia, fu osservato un aumento significativo della mortalità per cancro del fegato in entrambi i sessi e per cirrosi epatica nelle donne; nei siti del Nord fu osservato circa di un eccesso di cancro del fegato, della vescica nelle donne e di cirrosi nei maschi.

Commento

Il fatto che la maggior parte degli eccessi di mortalità osservati in questo studio riguardino siti non autorizzati, indipendentemente dalla localizzazione geografica nel Nord o Sud d’Italia, sembrerebbe confermare che le discariche illegali abbiano effetti avversi sulla salute delle popolazioni residenti nelle loro vicinanze. Le cause di mortalità che sono stati in eccesso in questo studio sono risultate anche aumentate in diversi studi effettuati in contesti simili caratterizzati dalla presenza di siti o impianti di trattamento dei rifiuti tossici o illegali.

L’aumentata mortalità per cancro del fegato e cirrosi epatica, malattie entrambe caratterizzate da eziologia multifattoriale, nelle quali un ruolo principale è svolto da virus e dall’alcol, potrebbe essere spiegata, almeno in parte, dall’esposizione a sostanze chimiche epatotossiche, per esempio pesticidi, metalli pesanti, idrocarburi aromatici o alogenati e composti aromatici clorurati rilasciati nell’ambiente dalle discariche. Un’interazione tra virus epatitici e sostanze epatotossiche nella cancerogenesi epatica è stata già segnalata, in particolare le per molecole ad azione prefibrotica, per esempio il cloruro di vinile . Rari casi di cancro del fegato in persone residenti in zone pesantemente contaminate sono stati riportati nella letteratura medica . Inoltre, nelle vicinanze dei siti per il trattamento di rifiuti tossici negli Stati Uniti, è stato riportato un aumento dell’incidenza di cirrosi biliare primitiva, suggerendo che l’esposizione a sostanze chimiche tossiche, in particolare il benzene e il policloroetilene sia un possibile fattore di rischio (15).

I risultati di questo studio italiano confermano che le procedure di trattamento o smaltimento dei rifiuti inadeguate, illegali o incontrollate, in particolare di quelli tossici, possono costituire un fattore di rischio per la salute della popolazione residenze nelle loro vicinanze.

Riferimenti bibliografici

1: Fazzo L, Minichilli F, Pirastu R, Bellino M, Falleni F, Comba P, Bianchi F. A 
meta-analysis of mortality data in Italian contaminated sites with industrial
waste landfills or illegal dumps. Ann Ist Super Sanita. 2014;50(3):278-85. doi:
DOI: 10.4415/ANN_14_03_10. PubMed PMID: 25292275.




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