Inquinamento atmosferico e aterosclerosi carotidea: i risultati di uno studio canadese

Posted by: | Posted on: dicembre 19, 2014

L’inquinamento atmosferico e aterosclerosi: l’associazione  con le malattie cardiovascolari può avvenire attraverso due principali meccanismi: promozione della progressione dell’aterosclerosi e scatenamento di eventi acuti cardiaci in individui con aterosclerosi avanzata, specialmente se con placche vulnerabili.

L’aterosclerosi è una malattia cronica-degenerativa caratterizzata dalla formazione di placche nelle arterie maggiori e dalla loro progressiva estensione fino a provocare ischemia cronica da ridotto rifornimento di sangue nonché eventi acuti cardiaci causati dalla rottura delle placche e della formazione di trombi. Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che la gravità dell’aterosclerosi misurata mediante lo spessore intima-media carotideo è in grado di prevedere il rischio cardiovascolare futuro (per esempio cardiopatia ischemica e ictus cerebrale) nella popolazione senza malattie cardiovascolari in atto.

Studi di esposizione a breve termine hanno chiaramente dimostrato gli effetti acuti del particolato atmosferico. Gli studi di esposizione a lungo termine generalmente analizzano la progressione dell’aterosclerosi e gli eventi acuti scatenanti, per cui hanno un maggiore impatto rispetto agli studi di breve termine. Tuttavia, questi studi sono in genere incapaci di distinguere le due differenti categorie di effetti collaterali del particolato atmosferico. Pertanto sono necessarie delle prove a conferma dell’ipotesi del ruolo dell’inquinamento atmosferico sulla progressione dell’aterosclerosi.

Studi sperimentali su animali con fattori di rischio per l’aterosclerosi hanno fornito prove che suggeriscono che l’esposizione al particolato presente nell’aria atmosferica è associato con un’accelerata progressione dell’aterosclerosi. Tuttavia negli esseri umani le prove epidemiologiche di tale associazione sono più scarse e non sempre concordanti.

Inquinamento e aterosclerosi : lo stress ossidativo gioca un ruolo determinante

L’aria inquinata contiene una complessa miscela di particelle, di grassi e di liquidi derivati principalmente dalla combustione fossile. Nelle aree metropolitane, il traffico stradale è una delle principali cause dell’inquinamento dell’aria atmosferica e produce importanti gradienti spaziali delle concentrazioni dell’inquinamento. È stato dimostrato che la concentrazione degli inquinanti dispersi nell’aria dal traffico veicolare diminuisce rapidamente dalle strade principali fino a raggiungere i livelli tipici dell’inquinamento di fondo entro un raggio di 150 m dal ciglio stradale. Pertanto, la distanza fra la residenza di ogni individuo e una strada principale può essere utilizzata come un ottimo surrogato per valutare l’esposizione all’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni dei gas di scarico dei veicoli.

Gli autori di questo studio hanno analizzato in un’area metropolitana di Vancouver, Canada, le concentrazioni di quattro inquinanti atmosferici tipici del traffico stradale, compreso il carbon nero, il PM 2,5, il biossido di azoto e l’ossido nitrico in uno studio longitudinale disegnato per studiare le associazioni fra progressione dell’aterosclerosi dell’arteria carotide e l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico valutato mediante la vicinanza della casa di residenza alle strade principali.

Dallo studio furono esclusi soggetti con una precedente diagnosi di malattia cardiovascolare, diabete o ipertensione arteriosa; pazienti che assumevano farmaci ipoglicemizzanti, ipotensivi, ipolipemizzanti; soggetti con eccessiva variazione di peso corporeo nei tre mesi precedenti e quelli che avevano subito amputazioni o inserimento di protesi.

La valutazione dell’aterosclerosi carotidea fu effettuata mediante ultrasuoni analizzando il numero, l’estensione e l’area totale delle placche secondo criteri standardizzati.

colesterolo pfoaSu 829 partecipanti invitati, 760 (92% degli invitati) avevano dati completi all’inizio dello studio soltanto 509 completarono il follow-up della durata media di 5,4 anni (range 3,7-7,2). Rispetto ai pazienti che abbandonarono lo studio, i partecipanti avevano uno status socioeconomico più elevato, migliori condizioni di salute generale, anche se non c’erano differenze significative fra i due gruppi nell’aterosclerosi carotidea.

All’inizio dello studio 117 (23%) partecipanti vivevano in vicinanza delle grosse arterie stradale. Questi partecipanti, come ci si attendeva, risultarono esposti a più elevate concentrazioni di particolato atmosferico e ad inquinamento acustico rispetto a quelli residenti lontano dalle strade principali. Dopo correzione per vari fattori confondenti, non furono osservate differenze significative fra questo gruppo dei partecipanti e quelli residenti lontano dalle strade principali in termini di spessore intima-media, di numero di placche, area delle singole placche e area totale delle placche. Dopo cinque anni di follow-up, i marcatori di aterosclerosi dimostrarono un aumento in quasi tutti i partecipanti. Tuttavia, i valori medi delle variazioni annuali dei marcatori di aterosclerosi ero simile nei due gruppi, di minima entità e non statisticamente significativa dopo correzione per i potenziali fattori di confusione nei modelli di analisi utilizzate.

Commento

I risultati  di questo studio non hanno confermato l’ipotesi che la residenza in vicinanza di strade ad elevato traffico veicolare acceleri la progressione dell’aterosclerosi carotidea valutata con metodiche ad ultrasuoni; altri studi hanno invece dimostrato che l’aterosclerosi asintomatica è causata anche dall’inquinamento atmosferico. . Il principale limite di questo studio è che circa un terzo dei pazienti fu perso al follow-up, cosicché il campione definitivo risultò relativamente piccolo, attorno a 500 soggetti. Inoltre, è possibile che durante il periodo dello studio alcuni soggetti abbiano iniziato ad assumere statine o altri farmaci che possono rallentare la progressione dell’aterosclerosi. Infine, la regione in cui fu effettuato lo studio si caratterizza per un basso il più bello di inquinamento atmosferico con concentrazione medi annuali di PM 2,5 di circa 4 µg/metro cubo). Pertanto, i risultati di questo studio potrebbero non essere rappresentativi di quanto avviene in aree a maggior inquinamento atmosferico.

Riferimenti bibliografici

 Gan WQ, Allen RW, Brauer M, Davies HW, Mancini GB, Lear SA. Long-term exposure to traffic-related air pollution and progression of carotid artery atherosclerosis: a prospective cohort study. BMJ Open. 2014 Apr 7;4(4):e004743. doi: 10.1136/bmjopen-2013-004743. PubMed PMID: 24710134; PubMed Central PMCID: PMC3987708.





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