Inquinamento atmosferico e aterosclerosi asintomatica: i risultati di uno studio spagnolo

Posted by: | Posted on: dicembre 15, 2014

L’inquinamento dell’aria atmosferica da traffico veicolare o da qualsiasi altra causa determina un aumento della mortalità prematura, principalmente a causa di un aumento delle malattie cardiovascolari. Secondo la World Health Organization (WHO), il 2008 le malattie cardiovascolari rappresentavano la principale causa di morte in tutto il mondo. Queste malattie sono caratterizzate dalla comparsa di lesioni tipiche dell’aterosclerosi, un processo degenerativo cronico che si osserva principalmente nelle arterie di medie e grandi dimensioni ed è caratterizzata dall’ispessimento localizzato asimmetrico dello strato più interno della parete arteriosa, l’intima. Lo sviluppo dell’aterosclerosi rappresenta risultato dell’esposizione cumulativa diversi fattori di rischio: ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, obesità, fumo di tabacco, ridotta attività fisica, predisposizione genetica ed altri fattori legati allo stile di vita. L’esposizione a breve termine all’inquinamento atmosferico causa infarto del miocardio e ictus cerebrale, ma, almeno nell’uomo, prove definitive a conferma dell’ipotesi che l’inquinamento atmosferico contribuisca alla aterogenesi non ve ne sono, mentre studi sperimentali, condotti soprattutto nei topi obesi confermano questa associazione.

L’associazione fra inquinamento atmosferico e spessore dell’intima-media della carotide, un marcatore universalmente accettato di aterosclerosi subclinica, è stata riportata in volontari arruolati in due studi clinici condotti in California. Altri due studi di popolazione di tipo cross-sezionale, uno in Germania e l’altro negli Stati Uniti hanno confermato quest’associazione. Uno studio condotto su giovani adulti in Olanda non ha invece confermato questa associazione. Finora soltanto uno studio longitudinale è stato pubblicato, ed è basato su un campione eterogeneo di volontari arruolati in cinque studi clinici. I dati di questo studio prospettico longitudinale suggeriscono un possibile ruolo per gli inquinanti nell’aria atmosferica, nello specifico il PM 2,5 la residenza in prossimità di strade ad elevato volume di traffico, nella progressione dell’aterosclerosi subclinica.

Le popolazioni arruolate negli studi finora pubblicati solo molto eterogenee, e spesso i ricercatori non hanno valutato il ruolo della dieta nel modulare gli effetti dell’inquinamento atmosferico, un’ipotesi plausibile derivata dai risultati degli studi animali. Inoltre è noto che la dieta può influenzare lo stress ossidativo e l’infiammazione sistemica contribuendo agli effetti sistemici causati dall’aria inquinata.

Nel sud della Spagna si osserva uno dei più bassi tassi di mortalità cardiovascolare europea, nonostante l’elevata prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolari “classici”, un effetto paradossale che può essere in parte spiegato dalla protezione esercitata dalla dieta mediterranea. Gli autori di questo studio hanno valutato l’associazione fra l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico da traffico veicolare e l’arteriosclerosi asintomatica o subclinica, analizzando nello specifico il ruolo della dieta, e di altri fattori identificati in studi precedenti, nel modificare questa associazione. L’aterosclerosi asintomatica fu valutata misurando lo spessore intima-media della carotide con metodiche ad ultrasuoni e criteri standardizzati nonché con la determinazione dell’indice caviglia-braccio, un marcatore di presenza e gravità di arteriopatia obliterante degli arti inferiori. Sia lo spessore intima-medio carotide che l’indice caviglia-braccio sono associati con gli eventi cardiovascolare e la mortalità. In assenza di determinazione del particolato atmosferico, gli autori utilizzarono come marcatori di esposizione agli inquinanti contenuti nei gas di scarico dei veicoli l’intensità del traffico presidenziale è Le concentrazioni medie decennali del di ossido di azoto.

In questo studio cross-sezionale, denominato REGICOR-Air è disegnato per valutare un’associazione fra inquinamento dell’aria atmosferica e malattie cardiovascolari, sono state arruolate tre popolazione di 12 città del sud della Spagna con livelli di inquinamento atmosferico notevolmente diverse.

Nei modelli non aggiustati, il biossido di azoto, l’intensità del traffico nella strada più vicina per il traffico entro un raggio di 100 m dalla residenza erano fortemente associate con lo spessore dell’intima-media. La media decennale di biossido d’azoto il traffico residenziale erano entrambe associate con un’elevata prevalenza di un alto indice caviglia-braccio.

Commento

L’analisi multivariata dei risultati di questo studio ha confermato l’esistenza di associazioni positive fra tre marcatori di esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico da traffico veicolare, specificatamente l’intensità del traffico in un raggio di 100 m dalla residenza e  l’intensità del traffico nella strada più vicina alla residenza, con le concentrazioni stimate di biossido di azoto nell’aria atmosferica e con l’aterosclerosi carotidea subclinica in un campione nei soggetti sani del sud della Spagna. Tuttavia, l’associazione con il biossido di azoto erano deboli e raggiungevano la significatività statistica soltanto nel sottogruppo di soggetti con un alto indice di educazione. Gli indicatori di maggior traffico residenziale erano associati con uno spessore dell’intima-media carotideo superiore del 2% rispetto agli altri soggetti.

I risultati di questo studio suggeriscono che l’inquinamento atmosferico da traffico veicolare persistente può contribuire all’aterosclerosi dell’arteria carotide. Dal momento che l’esposizione al traffico ad elevate intensità riguarda larghe fasce della popolazione, le potenziali implicazioni dell’associazione fra aterosclerosi e inquinamento atmosferico persistente nel tempo può avere importanti implicazioni per la salute pubblica.

Riferimenti bibliografici

1: Rivera M, Basagaña X, Aguilera I, Foraster M, Agis D, de Groot E, Perez L, Mendez MA, Bouso L, Targa J, Ramos R, Sala J, Marrugat J, Elosua R, Künzli N. Association between long-term exposure to traffic-related air pollution and subclinical atherosclerosis: the REGICOR study. Environ Health Perspect. 2013 Feb;121(2):223-30. doi: 10.1289/ehp.1205146. Epub 2012 Dec 11. PubMed PMID: 23384708; PubMed Central PMCID: PMC3569680.





Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares
Leggi articolo precedente:
Aumento del tasso di malformazioni congenite dopo l’aperura di discariche in Galles

La possibilità di effetti dannosi sulla salute a carico dei residenti in vicinanza di discariche è divenuta un problema di...

Chiudi