Inquinamento atmosferico e mortalità da cause naturali: i risultati dello studio europeo ESCAPE

Posted by: | Posted on: dicembre 24, 2014

In questo articolo sono riportati i risultati del progetto europeo ESCAPE relativi all’associazione fra inquinamento atmosferico e mortalità. Altri studi  da ogni causa naturale. Altri articoli sono stati pubblicati con i risultati dell’analisi relativa alle cause specifiche di morte.

La popolazione arruolata in questo studio consisteva di 367.251 persone a rischio, seguite per un follow-up di 13,9 anni (range 6,5-18,6 anni). Di queste 29.076 morirono di causa naturale durante il periodo dello studio. Le popolazioni furono arruolate principalmente negli anni 1990 in 22 città europee ed erano molto diverse per quanto riguarda l’età media al momento dell’ingresso nello studio, la presenza di altri fattori confondenti, la percentuale di soggetti che si erano trasferiti durante il follow-up. Anche le concentrazioni dell’inquinamento atmosferico erano molto variabili nelle città studiate, ed aumentavano in genere passando dal Nord al Sud d’Europa.

Per esempio, le concentrazioni di biossido di azoto (NO2) variavano da 5,2 µg/metro cubo ad un massimo di 59,8 µg/micro cubo (registrato a Torino) e le concentrazioni medie di PM 2,5 dal 6,6 µg/metro cubo al 31 µg/metro cubo (registrati sempre a Torino).

I ricercatori osservarono un aumento del rischio per tutte le esposizioni di inquinanti atmosferici, con un incremento statisticamente significativo del rischio di circa il 7% per ogni 5 µg/metro cubo di aumento del PM 2.5 (HR = 1,07; IC 95% = 1,02-1,13).

Stratificando i risultati secondo le concentrazioni del PM 2.5, l’aumento del rischio rimaneva statisticamente significativo soltanto per le concentrazioni inferiori a 25 µg/metro cubo e a 20 µg/metro cubo, mentre per concentrazioni inferiori a 15 µg/metro cubo il rischio era ancora aumentato ma non in modo significativo.

Il rischio non variava dopo aggiustamento dei risultati per ipertensione arteriosa, attività fisica, diabete e colesterolo.

Considerando le concentrazioni di PM 2,5 il rischio era significativamente diverso tra maschi e femmine in ogni coorte che includeva entrambi i sessi. Gli HR erano aumentati nei maschi (= 1,14; IC 95% 1,04-1,24) ma non nelle donne. In ogni coorte la percentuale di maschi e femmine era sostanzialmente simile.

Inquinamento atmosferico e nortalità da cause naturali, aumento confermato

L’esposizione a lungo termine al PM 2,5 è associata con la mortalità naturale da ogni causa in molte città europee. Le associazioni mantengono l’incremento di rischio della significatività statistica persino a concentrazioni inferiori a quelle stabilite dalle normative vigenti come media annuale massima in Europa, cioè 25 µg/metro cubo).

I risultati del progetto multicentrico europeo ESCAPE confermano i risultati di studi precedenti i quali, anche se non tutti, avevano già dimostrato un’associazione statisticamente significativa fra concentrazione di particolato atmosferico, PM 2,5 o PM10, e mortalità per cause naturali. I risultati del progetto l’europeo confermano che esiste un rapporto diretto fra concentrazione di PM 2,5, e aumento dell’incidenza di cancro polmonare e di mortalità per ictus cerebrale, ma non per cardiopatia ischemica o mortalità per cause respiratorie.

Le stime degli effetti dell’esposizione al particolato variano notevolmente nei diversi studi. Per esempio lo studio dell’American Cancer Society stima un aumento della mortalità da ogni causa naturale di circa il 6% (1,06; IC 95% =1, 02-1,11) per un aumento di 10 µg per metro cubo di PM 2,5. La stima espressa per 10 µg/metro cubo di PM 2,5 corrisponde un effetto stimato nel progetto europeo di 1,13 (1,01-1,25) e risulta più alto rispetto a quella di studi precedenti.

Le differenze fra gli studi possono dipendere da numerosi motivi, non ultimo la riduzione delle concentrazioni di particolato atmosferico che è stata registrata negli ultimi anni in molte città dei paesi industrializzati. Anche la diversa composizione del particolato può avere un ruolo nel giustificare queste differenze. Per esempio, è noto che le emissioni dei gas di scarico dei veicoli si sono ridotte negli ultimi tempi, mentre aumenta l’importanza relativa del particolato angosciato dall’usura dei pneumatici o dei freni.

Un aspetto preoccupante è che l’aumento del rischio per l’esposizione al PM 2,5 rimaneva statisticamente significativo soltanto se nell’analisi dei risultati venivano inclusi i partecipanti esposti a concentrazioni di PM 2,5 inferiori a 20 µg/metro cubo, mentre la legislazione attuale europea consente un limite massimo medio annuale di 25 µg/micro cubo. I risultati di questo studio suggeriscono che gli effetti negativi significativi sulla salute umana si osservano anche a concentrazioni inferiori a questi limiti considerati “accettabili”. Le linee guida della WHO, invece, consigliano una media annuale di PM 2, 5 massima di 10 microgrammi/metro cubo. I risultati del progetto europeo ESCAPE suggeriscono che effetti significativi sulla salute umana potrebbero ottenersi qualora ci si avvicinasse a questi valori di concentrazione di PM 2,5 nell’aria respirata dagli europei.

Riferimenti bibliografici

1: Beelen R, Raaschou-Nielsen O, Stafoggia M, Andersen ZJ, Weinmayr G, Hoffmann B, Wolf K, Samoli E, Fischer P, Nieuwenhuijsen M, Vineis P, Xun WW, Katsouyanni K, Dimakopoulou K, Oudin A, Forsberg B, Modig L, Havulinna AS, Lanki T, Turunen A, Oftedal B, Nystad W, Nafstad P, De Faire U, Pedersen NL, Östenson CG, Fratiglioni L, Penell J, Korek M, Pershagen G, Eriksen KT, Overvad K, Ellermann T, Eeftens M, Peeters PH, Meliefste K, Wang M, Bueno-de-Mesquita B, Sugiri D, Krämer U, Heinrich J, de Hoogh K, Key T, Peters A, Hampel R, Concin H, Nagel G, Ineichen A, Schaffner E, Probst-Hensch N, Künzli N, Schindler C, Schikowski T, Adam M, Phuleria H, Vilier A, Clavel-Chapelon F, Declercq C, Grioni S, Krogh V, Tsai MY, Ricceri F, Sacerdote C, Galassi C, Migliore E, Ranzi A, Cesaroni G, Badaloni C, Forastiere F, Tamayo I, Amiano P, Dorronsoro M, Katsoulis M, Trichopoulou A, Brunekreef B, Hoek G. Effects of long-term exposure to air pollution on natural-cause mortality: an analysis of 22 European cohorts within the multicentre ESCAPE project. Lancet. 2014 Mar 1;383(9919):785-95. doi: 10.1016/S0140-6736(13)62158-3. Epub 2013 Dec 9. PubMed PMID: 24332274.

 

 

 





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