Inquinamento atmosferico e cancro polmonare in 17 popolazioni europee: i risultati dello studio europeo ESCAPE

Posted by: | Posted on: dicembre 21, 2014

Il cancro polmonare è uno dei più frequenti tumori e ha una cattiva prognosi. Il fumo di sigaretta ne è la causa principale, ma l’esposizione occupazionale, l’esposizione al radon nella propria residenza, il fumo di tabacco passivo sono fattori di rischio ben noti. Inoltre l’appartenenza a classi sociali di livello socioeconomico inferiore aumenta il rischio di cancro polmonare. L’inquinamento atmosferico, soprattutto il materiale particolato con gli idrocarburi policiclici aromatici ed altre molecole genotossiche assorbite è fortemente indiziato di provocare il cancro polmonare. L’associazione fra inquinamento atmosferico e cancro polmonare è stata osservata in moltissimi studi epidemiologici,  i cui risultati  hanno evidenziato un aumentato rischio di cancro polmonare dopo esposizione  con vari parametri utilizzati per misurare l’inquinamento dell’aria atmosferica. L’associazione è particolarmente evidente nei non-fumatori, nei soggetti che non hanno mai fumato e in quelli con un basso consumo di frutta. Nelle nazioni sviluppate l’incidenza totale di cancro polmonare si è stabilizzata durante le ultime decadi, anche se sono state notate variazioni nella frequenza dei diversi tipi istologici, con un sostanziale incremento relativo degli adenocarcinomi e una riduzione del carcinoma a cellule squamose. Variazioni delle miscele di tabacco e della composizione degli inquinanti atmosferici può aver contribuito a determinare questa variazione.

Nell’ambito del progetto ESCAPE, sono stati analizzati i dati di 17 studi europei, condotti in altrettante città caratterizzate da notevoli differenze delle concentrazioni di inquinanti nell’aria atmosferica, con l’obiettivo principale di valutare le seguenti ipotesi: se l’inquinamento atmosferico nella zona di residenza, specialmente le concentrazioni del particolato, siano associate con il rischio di cancro polmonare; se l’associazione fra inquinamento atmosferico e rischio di cancro polmonare è maggiore dei non fumatori e negli individui che consumano poca frutta; se l’associazione con l’inquinamento è maggiore per gli adenocarcinomi e i carcinomi a cellule squamose rispetto a quella di tutti i tipi istologici di cancro polmonare combinati.

Le concentrazioni degli inquinanti atmosferici è stata valutata presso il domicilio dei partecipanti allo studio utilizzando modelli standardizzati.

Inquinamento atmosferico e cancro polmonare – Binomio indissolubile

Durante il periodo dello studio della durata media di 12,8 anni furono osservati 2095 nuovi casi di cancro polmonare.

cancro polmonare

Massa polmonare neoplastica nel polmone sinsitro

 L’analisi congiunta dei risultati dei singoli studi ha evidenziato un’associazione con il rischio di sviluppare un cancro polmone che era statisticamente significativa nel caso del PM 10:   hazard ratio (HR) = 1,22 (IC 95% = = 1,03-1,45) per ogni 10 µg/metro cubo di aumento delle sue concentrazioni. Per il PM 2,5 fu calcolato un l’HR = 1,18 (IC 95% = 0,96-1,46) per ogni aumento di 5 µg/metro cubo. Per la densità del traffico nelle strade principali entro un raggio di 100 m dalla zona di residenza si ottenne un HR = 1,09 (il 55% 0,99-1,21) per 4000 veicoli-kilometro al giorno. Le associazioni con gli altri inquinanti atmosferici non risultarono significative.

L’associazione risultò statisticamente significativa fra PM 10, PM 2,5 e densità del traffico veicolare. Non furono notate variazioni significative nel rischio di cancro polmonare associato con il PM10 e il PM ,5 dopo stratificazione per sesso, età, grado di educazione scolastica, stato di fumatore o consumo di frutta. Le associazioni fra particolato e cancro polmonare rimanevano invariate prima e dopo esclusione delle popolazioni arruolate nei due studi più grossi, che contribuivano per la maggior parte dei casi di cancro polmonare. Dal momento che le concentrazioni del particolato e degli altri inquinanti atmosferici stanno mostrando una riduzione in tutte le città considerate nello studio, le stime del rischio basate sui dati attuali, e non su quelli iniziali, (lo studio fu avviato negli anni 1990) potrebbero risultare inferiori. Tuttavia, le analisi dei dati basate sulle concentrazioni attuali non mostrano nessuna variazione nel caso del PM 2,5 èesoltanto una lieve riduzione nel caso del PM10.

Commento

L’analisi congiunta dei risultati di 17 studi di coorti europee arruolate prospetticamente evidenzia un’associazione fra esposizione residenziale al particolato dell’aria atmosferica e il rischio di cancro polmonare. L’associazione era più forte per gli adenocarcinomi del polmone e nei partecipanti allo studio che non cambiarono residenza durante il periodo dello studio stesso.

Uno dei punti di forza di questo rapporto è che, oltre ad essere uno studio multicentrico condotto in diverse città europee, i livelli di inquinamento atmosferico erano molto diversi fra una città e l’altra.

I risultati del presente lavoro, uno dei più importanti mai effettuati, avendo arruolato 2095 casi di cancro polmonare, ha stimato un HR = di 1,4 (C 95% 0,92-2,13) per ogni aumento di 10 µg/metro cubo di prime 2,5 (equivalente ad un HR = 1,18 per ogni aumento di 5 µg/metro cubo) che è molto simile a quelli ottenuti in studi precedenti condotti negli Stati Uniti e in Canada, ma leggermente superiore rispetto ad altri studi condotti negli Stati Uniti, in Olanda, in Giappone, in Cina e in Italia. Tuttavia, gli intervalli di confidenza di queste stime si sovrappongono, cosicché le differenze possono essere considerate come casuali.

Dei quattro principali sottotipi istologici di cancro polmonare soltanto l’adenocarcinoma si sviluppa in un numero significativo di non fumatori, cosicché questo sottogruppo di tumori polmonari  risulta particolarmente utile nella valutazione di cause diverse dal fumo di tabacco rispetto, per esempio, ai pazienti con carcinoma a cellule squamose. La sempre maggiore diffusione di sigarette con filtro a basso contenuto di catrame potrebbe essere la spiegazione del relativo incremento dei tassi di incidenza degli adenocarcinomi e della riduzione del carcinoma a cellule squamose del polmone negli Stati Uniti.  Questo tipo di sigaretta, infatti,  produce un fumo con minor contenuto di idrocarburi policiclici aromatici, i quali  sono sospettati di provocare il carcinoma a cellule squamose, mentre hanno un maggior contenuto di nitrati e di sostanze tossiche formate dagli ossidi di azoto, come le nitrosammine,  che sono state invece associate con gli adenocarcinomi. Poiché le concentrazioni degli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria atmosferica stanno progressivamente diminuendo in molte città delle dei paesi sviluppati nelle ultime quattro decadi, è probabile che anche l’aumentata formazione di nitrati e di altre  sostanze tossiche a partire dagli ossidi di azoto in atmosfera  possa dare un importante contributo per il rischio di cancro polmonare.

In uno studio epidemiologico di questo tipo non è possibile valutare il contributo relativo di ogni singolo inquinante presente nella complessa e dinamica miscela a cui i singoli soggetti sono esposti. Tuttavia,  è molto probabile che il materiale particolato sia il componente più importante per quanto riguarda il rischio di cancro polmonare. Coerentemente con questa osservazione, i gas di scarico dei motori diesel sono stati recentemente classificati come cancerogeni per gli esseri umani dalla International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione. L’aria atmosferica inquinata contiene diverse sostanze cancerogene e materiale particolato che ha assorbito idrocarburi policiclici aromatici, metalli di transizione ed altre sostanze in grado di causare stress ossidativo, infiammazioni, interferenza endocrina e genotossicità diretta e indiretta. Pertanto, l’associazione con il materiale particolato piuttosto che con gli ossidi di azoto sembra un’ipotesi biologicamente plausibile.

In conclusione, questo importante studio multicentrico europeo mostra un’associazione fra esposizione al particolato contenuto nell’aria atmosferica e l’incidenza di cancro polmonare, soprattutto gli adenocarcinomi, confermando definitivamente l’importanza e la forza delle prove epidemiologiche disponibili.

Riferimenti bibliografici

Air pollution and lung cancer incidence in 17 European cohorts: prospective analyses from the European Study of Cohorts for Air Pollution Effects (ESCAPE)

Raaschou-Nielsen, Ole et al.

The Lancet Oncology , Volume 14 , Issue 9 , 813 – 822

 





Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares
Leggi articolo precedente:
Inquinamento atmosferico e basso peso alla nascita: i risultati dello studio europeo ESCAPE

L'inquinamento dell'aria atmosferica è uno dei più importanti fattori modificabili che minacciano la salute umana. L'esposizione materna all’ inquinamento atmosferico...

Chiudi