Inquinamento atmosferico e ipertensione della gravidanza

Posted by: | Posted on: dicembre 17, 2014

È definitivamente dimostrato che l’inquinamento atmosferico aumenta la morbilità e la mortalità per malattie cardiovascolari e aterosclerosi. Sono stati proposti diversi meccanismi per spiegare questa associazione, fra cui le alterazioni del sistema nervoso autonomico, l’ induzione di infiammazione e di stress ossidativo a livello sia polmonare che sistemico, la disfunzione endoteliale, l’ aumentata coagulabilità del sangue. L’ aumento della pressione arteriosa è un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e può contribuire a questa associazione tra inquinamento atmosferico e mortalità e morbilità cardiovascolare. Sebbene molti studi abbiano dato risultati a volte differenti, le prove di un rapporto tra esposizione all’aria atmosferica inquinata e aumentati livelli della pressione arteriosa divengono sempre più corpose.

Le donne gravide rappresentano una popolazione particolarmente predisposta allo sviluppo d’ipertensione arteriosa, dal momento che le variazioni osservate durante la gravidanza aumentano lo stress sul sistema cardiovascolare. Alcuni studi precedenti avevano osservato un rischio più elevato di preeclampsia dopo esposizione all’aria inquinata. Tuttavia, l’associazione fra inquinamento atmosferico e pressione arteriosa nelle gravide non era stata finoa esaminata. Gli autori di questo studio hanno valutato l’associazione fra concentrazione del particolato atmosferico PM10 e l’esposizione al biossido di azoto (NO2) durante la gravidanza, misurando ripetutamente la pressione arteriosa e il rischio d’ipertensione gravidica e di preeclampsia in una popolazione di 7006 donne gravide olandesi.

In questo studio l’esposizione individuale a PM10 e al biossido di azoto durante la gravidanza fu misurata nel domicilio della paziente, usando un particolare sistema di monitoraggio continuo in grado di calcolare sia le variazioni spaziali che quelle temporali dell’inquinamento atmosferico. In breve, le concentrazioni annuali di PM10 e biossido di azoto negli anni 2001 – 2006 furono calcolate usando i dati provenienti da tre stazioni di monitoraggio continuo e considerando le variazioni orarie dei venti. La pressione arteriosa è stata misurata prima dell’arruolamento dello studio e periodicamente in seguito, escludendo le donne con una storia d’ipertensione arteriosa e di preeclampsia pregresse. Un’ipertensione della gravidanza fu diagnosticata nel 3,6% delle donne, e il 2% sviluppò preeclampsia oppure la sindrome HELLP ( anemia emolitica, elevazione degli enzimi epatici, bassa conta piastrinica ). L’esposizione media durante la gravidanza era di 30,3 µg/metro cubo per il PM10 e 39,8 µg/metro cubo per il biossido di azoto.

L’inquinamento atmosferico causa ipertensione della gravidanza

Per quanto riguarda l’andamento della pressione arteriosa sistolica durante la gravidanza, i ricercatori osservarono che, rispetto al quartile inferiore delle concentrazioni di PM10, i tre quartili più alti mostrarono un aumento più accentuato della pressione sistolica arteriosa. Rispetto al quartile inferiore di biossido di azoto, i tre quartili con i livelli superiori di esposizione avevano un aumento maggiore della pressione sistolica nei primi mesi di gravidanza ed un aumento graduale nei mesi successivi. In tutte le donne, la pressione arteriosa diastolica mostrò una progressiva riduzione fino a metà circa della gravidanza, con un aumento nelle epoche successive. Rispetto al gruppo di riferimento, il secondo quartile di esposizione al PM10 mostrò un aumento più spiccato della pressione arteriosa diastolica durante la gravidanza. La pressione diastolica del terzo e quarto quartile di esposizione al PM10 non era significativamente differente dai controlli. Per quanto riguarda il PM10, mentre nel primo trimestre non fu osservata una differenza significativa, nel secondo e terzo trimestre le concentrazioni elevate di PM10 erano associate con una pressione sistolica più alta (differenza della pressione sistolica: 1,1 mm di mercurio; IC 95% 0,43 – 1,79 e 2,11 mmHg, IC 95% 1,34 – 2,89 per ogni 10 µg/metro cubo di aumento del PM10, rispettivamente. La pressione arteriosa diastolica non era associata con i livelli di PM10 durante tutta la gravidanza. L’esposizione al biossido di azoto era associata con la pressione arteriosa nel primo, secondo e terzo trimestre (p < 0,001,p <0, 01 e p <0,05 rispettivamente. L’esposizione al biossido di azoto non era associata con la pressione arteriosa diastolica nel primo, secondo e terzo trimestre.

 

L’esposizione al PM10 era associata con un aumentato rischio di ipertensione della gravidanza (odds ratio 1,72; IC 95% 1,12 – 2,3 per ogni 10 µg/metro cubo di aumento delle concentrazioni di PM10). Non fu osservata alcuna associazione tra esposizione a PM10 e rischio di preeclampsia.

I risultati di questo studio condotto in una popolazione di donne, seguite fin dalle prime settimane della loro gravidanza, suggeriscono che l’esposizione ad elevati livelli di PM10 nell’aria ispirata aumenta la pressione arteriosa sistolica ed aumenta il rischio di ipertensione della gravidanza . Nella gravidanza normale la pressione arteriosa comincia a diminuire durante il primo trimestre, raggiungendo il valore più basso verso la metà fino al ritornare ai livelli pre-gravidanza. Questo andamento è più evidente per la pressione diastolica che per quella sistolica, mentre è noto che le donne che sviluppano complicanze ipertensive gravidiche presentano un diverso modello di comportamento della pressione arteriosa. La loro pressione è stabile durante la prima metà della gravidanza o continua ad aumentare al momento del parto. Per spiegare i potenziali effetti deleteri sull’ ipertensione arteriosa dell’inquinamento atmosferico elencati all’inizio, è stato ipotizzato che sostanze contenute nell’aria possano provocare infiammazioni della placenta ed aumentare il rischio di ipertensione gestazionale. L’aumento dei prodotti inquinanti non influenza soltanto la prognosi materna e neonatale nel breve termine, ma aumenta anche il rischio di malattie cardiovascolari.

van den Hooven e coll. hanno osservato che, con l’aumentare dei livelli di PM10 nell’aria atmosferica, aumentano i livelli di pressione arteriosa sistolica nel secondo e nel terzo mese di gravidanza, senza effetti sulla pressione arteriosa diastolica. Le concentrazioni elevate di biossido di azoto erano associate con aumentati livelli di pressione arteriosa nel primo, secondo e terzo trimestre. Elevati livelli di biossido di azoto erano associati anche con aumentati valori della pressione arteriosa diastolica verso la metà della gravidanza e con un aumento graduale nei mesi successivi.

Sebbene le differenze dei livelli di pressione arteriosa osservata siano minime e si mantengano negli intervalli fisiologici, esse sembrano causare lo stesso effetto del fumo di sigarette materno durante la gravidanza. Anche se le differenze sono cinicamente irrilevanti nei singoli casi, esse potrebbero avere notevole rilevanza a livello di popolazione.Inoltre non sono noti gli effetti combinati dell’esposizione contemporanea all’inquinamento atmosferico e a sostanze chimiche ubiquitarie come i composti perfluoroalchilici.

 

1: van den Hooven EH, de Kluizenaar Y, Pierik FH, Hofman A, van Ratingen SW,

Zandveld PY, Mackenbach JP, Steegers EA, Miedema HM, Jaddoe VW. Air pollution,

blood pressure, and the risk of hypertensive complications during pregnancy: the

generation R study. Hypertension. 2011 Mar;57(3):406-12. Epub 2011 Jan 10. PubMed

PMID: 21220700.





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