La tossicità dei composti perfluoroalchilici (PFAS) a carico del sistema immunitario nei bambini potrebbe osservarsi anche a concentrazioni di PFAS nell’acqua potabile di un nanogrammo/mL

Posted by: | Posted on: dicembre 2, 2014

I composti perfluoroalchilici sono impiegati da oltre sessant’anni in una vasta gamma di prodotti. L’acido perfluorottanoico e l’acido perfluorottano sulfonato sono i prodotti più noti di questa categoria di molecole e rappresentano un esempio paradigmatico di composti chimici in grado di contaminare il suolo e le acque di superficie. La loro elevata inerzia chimica, termica e biologica li rende particolarmente adatti in numerosi processi industriali ma, allo stesso tempo, crea un rischio ambientale molto rilevante. Infatti, questi composti, possedendo un forte legame carbonio-fluoro, sono inquinanti persistenti nell’ambiente e tendono ad accumularsi nel corpo umano.

Negli Stati uniti le sostanze perfluorinate sono presenti virtualmente in tutti gli individui, con una concentrazione spesso superiore nei bambini rispetto a quelle degli adulti. Il dosaggio combinato di questi composti nel siero materno e nel cordone ombelicale ne dimostra il passaggio attraverso la placenta umana. A causa della disseminazione globale delle sostanze perfluorinate, la loro concentrazione nei bambini e nelle donne gravide sono simili a quelle dei soggetti che risiedono negli Stati Uniti persino nelle isole più remote del Pacifico. L’esposizione a questi composti nelle isole maggiormente distanti dalle coste americane avviene principalmente attraverso la dieta prevalentemente a base di pesce. Estrapolando all’uomo i risultati di tossicità ottenuti negli animali, sono state calcolate concentrazioni di riferimento di 23 mg/litro e 35 mg/litro per il PFOA e il PFOS, rispettivamente. Per quanto riguarda i livelli accettabili nelle acque potabili non esistono limiti univoci, nemmeno negli Stati Uniti, dove nei diversi Stati sono ammesse concentrazioni variabili fra 0,03 µg/litro e 0,4 µg/litro. Anche in Europa sono stati raccomandati livelli massimi di esposizione simili a quelli più bassi americani.

I dati di tossicità sugli animali suggeriscono che il fegato sia l’organo bersaglio principale di queste molecole, i cui effetti tossici possono comparire anche per concentrazioni molto più basse rispetto a quelle ritenute sicure per gli esseri umani.

La tossicità per il sistema immunitario di questi composti è stata dimostrata in diverse specie animali, sia nei mammiferi che nei non mammiferi. Per esempio, nei topi queste sostanze causano una riduzione del peso del timo e della milza, diminuiscono il numero di timociti e di splenociti, il livello delle immunoglobuline e inducono alterazioni di specifiche sottopopolazioni linfocitarie nella milza e nel timo.

In questo studio oltre 500 bambini residenti nelle isole Faroe furono studiati all’età di 5 e 7 anni mediante la determinazione di anticorpi specifici nel siero, parametro considerato come il più importante per la valutazione della funzione immunitaria.

In base alle variazioni delle concentrazioni delle immunoglobuline nel siero e della funzione dei globuli bianchi con l’aumentare delle concentrazioni nel siero dei composti perfluoroalchilici gli autori ritengono che, per prevenire la comparsa di significative disfunzioni del sistema immunitario, sia necessario ridurne la concentrazione massima nel siero a 0,1 ng/millilitro, corrispondente a concentrazioni nell’acqua potabile massime di 1 (uno) nanogrammo/millilitro, cioè livelli di circa 300 volte inferiori rispetto a quelli considerati sicuri dall’agenzia americana per la protezione dell’ambiente (EPA). Pertanto gli autori suggeriscono che sia necessario ridurre drasticamente i limiti della concentrazione nell’acqua potabile dei composti perfluorinati, alla luce dell’immunotossicità osservata negli animali da esperimento e nell’uomo in seguito all’esposizione anche a dosi molto basse di queste molecole.

Riferimenti bibliografici

Grandjean P, Budtz-Jørgensen E. Immunotoxicity of perfluorinated alkylates: calculation of benchmark doses based on serum concentrations in children. Environ Health. 2013 Apr 19;12(1):35. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 23597293; PubMed Central PMCID: PMC3643874.

 





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