Lo sviluppo cognitivo e psicomotorio è ridotto nei bambini europei esposti durante la gravidanza materna a tassi elevati di inquinamento atmosferico

Posted by: | Posted on: dicembre 29, 2014

L’inquinamento atmosferico può avere effetti deleteri sul sistema nervoso centrale, fra i quali ricordiamo l’induzione di infiammazione cronica cerebrale, l’alterazione della barriera ematoencefalica, l’attivazione della microglia e alterazioni della materia bianca cerebrale. Gli inquinanti atmosferici, specialmente il materiale particolato e i suoi componenti solubili, sono in grado di arrivare fino agli alveoli polmonari e penetrare nella circolazione sistemica raggiungendo tutti gli organi, cervello compreso. Come effetto generale sul cervello o a causa dei danni più specifici in particolare aree cerebrali come la corteccia frontale, l’ippocampo, il corpo striato e la sostanza nera (alterazione osservate sperimentalmente tutte dopo esposizione dell’inquinamento atmosferico), si potrebbe avere una compromissione del funzionamento cognitivo e psicomotorio, due delle principali funzioni cerebrali. Gli effetti potenzialmente neurotossici del particolato atmosferico sul cervello assumono una particolare importanza nel feto e nei neonati, alla luce soprattutto della relativa immaturità dei meccanismi di detossificazione nelle prime fasi della vita, durante i quali il cervello in via di sviluppo è molto più vulnerabile alle sostanze tossiche ambientali.

La progenie di topi esposti durante la gravidanza al materiale particolato, al carbon nero o al biossido di azoto presenta spesso alterazioni delle funzioni motorie o della capacità di apprendimento. Nell’uomo l’esposizione ad aria inquinata durante la gravidanza, specialmente agli idrocarburi policiclici aromatici e al gas delle cucine, può ridurre la funzione cognitiva globale, anche se i risultati degli studi non sono sempre stati concordanti per quanto riguarda altri aspetti dello sviluppo cognitivo nei bambini, per esempio le funzioni cognitive non verbali, lo sviluppo del linguaggio o lo sviluppo psicomotorio.

Gli autori di questo studio multicentrico si proponevano di valutare se l’esposizione all’aria inquinata durante la gravidanza compromette lo sviluppo cognitivo psicomotorio durante l’infanzia. Con questo obiettivo, sono stati analizzati i dati relativi a quasi 10.000 bambini europei arruolati in diversi studi nell’ambito del progetto the European Study of cohorts for air Pollution effects (ESCAPE), nei quali erano disponibili i dati prospettici sull’inquinamento atmosferico oltre ai dati personali relativi alle coppie madre-figlio valutate dal 1997 al 2008.

Lo sviluppo cognitivo e psicomotorio fu valutato in ogni partecipante mediante la somministrazione di test neuropsicologici da parte di psicologi o pediatri esperti oppure inviando un questionario ai genitori.

Le caratteristiche materne erano molto diverse nei sei paesi europei partecipanti allo studio: l’età media al momento del parto era di trent’anni in Francia e di 33 in Italia; la percentuale di madri che fumavano durante la gravidanza variava dall’11% in Italia al 40% della Spagna, mentre l’indice di massa corporea variava da 22,2 kg/metro quadro nelle mamme italiane a 24,4 kg/metro quadro di quelle olandesi.

I livelli medi di biossido di azoto variavano da 11,5 µg/metro cubo in Grecia a 43,9 µg/metro cubo della Spagna, mentre i livelli di PM 2,5 variavano da 13,4 µg/metro cubo della Grecia al 22,3 µg/metro cubo della coorte italiana.

Lo sviluppo cognitivo generale e lo sviluppo del linguaggio non erano associati con nessuno degli inquinanti atmosferici. Invece, lo sviluppo globale psicomotorio risultò ridotto, con una correlazione con l’aumentare dell’esposizione all’inquinamento atmosferico. Lo sviluppo psicomotorio globale era ridotto per ogni 10 µg/metro cubo di aumento del biossido di azoto, mentre era ridotto di 1,64 punti per ogni 5 µg/metro cubo di aumento del PM 2,5. Questi effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sullo sviluppo psicomotorio globale erano presenti nella maggioranza dei paesi studiati.

Commento

I risultati di questa metanalisi europea condotta su quasi 10.000 bambini, confermano che l’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza, particolarmente al biossido di azoto, la cui fonte principale è il traffico veicolare, ha effetti negativi sullo sviluppo psicomotorio, ma non su quello cognitivo, nei bambini valutati nei primi sei anni di vita.

L’associazione negativa osservata in questo studio conferma i risultati di alcuni studi animali che avevano suggerito come le particelle dei gas di scarico dei motori diesel, il biossido di azoto e il carbon nero, cui le madùri erano state esposte durante la gravidanza, causava alterazioni delle funzioni motorie nei topi nati da queste madri. Tuttavia studi epidemiologici umani condotti in precedenza non avevano dato risultati concordanti sull’associazione fra inquinamento atmosferico durante la gravidanza e sviluppo psicomotorio infantile.

Sebbene la riduzione media di un punto, o poco meno, della scala dello sviluppo psicomotorio per ogni 10 µg/metro cubo dei livelli medi di biossido di azoto durante la gravidanza possa a prima vista sembrare insignificante al livello individuale, numerosi dati della letteratura, derivati principalmente dall’analisi di bambini esposti ad elevati livelli di piombo, suggeriscono che questa riduzione è sufficiente per spostare, a livello di popolazione, il quoziente intellettivo verso sinistra aumentare il numero di persone con un quoziente d’intelligenza al di sotto dell’intervallo considerato normale.

Riferimenti bibliografici

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