Composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani: i risultati dello studio LIFE

Posted by: | Posted on: gennaio 13, 2015

L’infertilità e la sub-fertilità maschile sono problemi osservati con frequenza crescente nella società occidentale. Gli studi epidemiologici mostrano un aumento dell’infertilità e del ricorso alle tecniche di produzione assistita. Questa tendenza crescente si osserva non solo come conseguenza di fattori correlati con lo stile di vita, di abitudini personali, degli effetti collaterali di terapie antineoplastiche o immunosoppressive, ma anche a causa dell’esposizione a inquinanti ambientali. Si stima che nel 20% dei casi l’infertilità di coppia può essere attribuita esclusivamente a fattori maschili e che i fattori maschili contribuiscono con un altro 30%-40% al totale. Ciononostante, l’infertilità maschile rimane un problema complesso le cui possibili cause sono ancora poco conosciute. Soltanto negli ultimi anni un i ricercatori hanno cominciato ad interessarsi alla possibile associazione fra esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani.

Questo contrasta con la messe di dati provenienti da studi sperimentali condotti in laboratorio su colture cellulari e animali che hanno fornito prove convincenti di alterazioni della fecondità maschile o riduzione dei livelli di testosterone e aumento delle concentrazioni di estradiolo nel siero nei ratti esposti ai composti perfluoroalchilici, o riduzione dei livelli serici di testosterone e del numero di spermatozoi nei topi.

spermatosoi

Spermatozoi umani in crisi, anche per colpa dei PFAS

Nei maschi adulti, la spermatogenesi è regolata dalle gonadotropine ipofisarie: l’ormone luteinizzante (LH), che stimola la steroidogenesi nelle cellule di Leydig (LCS) e l’ormone follicolo-stimolante, che agisce sulle cellule del Sertoli. La steroidogenesi testicolare locale, vale a dire la produzione di androgeni ed estrogeni, è essenziale nella regolazione della spermatogenesi e coinvolge gli enzimi del sistema del citocromo P450 (CYP) e la idrossisteroide deidrogenasi (HSD).

Negli animali e nell’uomo l’esposizione ai PFAS è stata associata con numerosi altri effetti dannosi per la salute umana: immunotossicitàinfertilità, , ipercolesterolemia negli adulti e nei bambini, menopausa precoceipertensione arteriosa, neurotossicità, epatotossicità, distruzione endocrina, cancerogenicità. I PFAS sono anche trasmessi verticalmente durante la gravidanza dalla madre al feto e persistono nei neonati.

I risultati dello studio LIFE recentemente pubblicati confermano le profonde correlazioni fra esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani

Infatti, almeno sei PFAS, fra i quali PFOS, PFOA e PFNA, risultarono associati con alterazioni di 17 dei 35 parametri utilizzati per valutare la qualità dello sperma in 501 maschi. Questi erano partner di donne che avevano sospeso ogni metodo contraccettivo da mesi, avendo programmato una gravidanza. Il PFOS era associato con una riduzione delle dimensioni della testa degli spermatozoi e con un aumento della percentuale di spermatozoi bicefali e immaturi, mentre PFNA, PFOA e PFOS erano associati con una ridotta percentuale di spermatozoi provvisti di coda.

I risultati di questo studio americano su esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani, dimostrano che alcuni dei PFAS presenti nel siero  in concentrazioni abitualmente osservate nella popolazione generale, sono associati negativamente con la qualità dello sperma umano, le alterazioni più frequentemente osservate essendo le anomalie della testa (aumento della percentuale degli spermatozoi bicefali) e della morfologia (aumento della percentuale di spermatozoi immaturi). Queste anomalie degli spermatozoi possono contribuire a determinare l’associazione fra composti perfluoroalchilici e infertilità maschile nell’uomo.

I meccanismi con i quali i composti perfluoroalchilici alterano la qualità e la morfologia degli spermatozoi umani non sono conosciuti nei minimi dettagli, sebbene siano state proposte diverse spiegazioni, tutte biologicamente plausibili. Il meccanismo più frequentemente considerato l’azione estrogenica di questi composti che hanno la capacità di alterare la distribuzione di diversi ormoni nell’organismo, di alterare il metabolismo lipidico del colesterolo (un precursore degli ormoni sessuali maschili e femminili), di modulare i processi e le risposte infiammatorie e lo stress ossidativo.

Riferimenti bibliografici

1: Buck Louis GM, Chen Z, Schisterman EF, Kim S, Sweeney AM, Sundaram R, Lynch CD, Gore-Langton RE, Barr DB. Perfluorochemicals and Human Semen Quality: The LIFE Study. Environ Health Perspect. 2014 Aug 15. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 25127343.





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