Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti

Posted by: | Posted on: gennaio 19, 2015

Recenti ricerche hanno fornito risultati convincenti circa la correlazione fra esposizione inquinamento atmosferico e danni cerebrali. Studi condotti sia negli animali che nell’uomo hanno osservato un’associazione fra esposizione ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico e aumentata infiammazione cerebrale con accumulo di beta amiloide, un marcatore di alterata funzione neuronale. I soggetti con infiammazione cerebrale e neurodegenerazione causata dall’inquinamento atmosferico hanno maggiori probabilità di sviluppare difetti cognitivi e di sviluppare malattie neurodegenerative progressive come la malattia di Alzheimer. L’associazione fra Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti non è stata studiata a fondo.

Anche se i dati a sostegno dell’ipotesi della neurodegenerazione indotta dal particolato atmosferico sono quantitativamente minori rispetto a quelli accumulatisi negli anni, per esempio sull’associazione fra particolato e malattie cardiovascolari o polmonari, sono stati pubblicati dati che dimostrano come i soggetti anziani che risiedono in prossimità di una strada principale, un parametro surrogato dell’esposizione al particolato atmosferico emesso dai gas di scarico dei veicoli a motore, presentano un declino cognitivo più grave rispetto ai controlli. Gli studi che hanno valutato l’associazione con il PM 10 non hanno osservato alcun associazione con la funzione cognitiva. Tuttavia negli studi nei quali sono stati valutati PM 2,5 e il PM intermedio (cioè il particolato di diametro compreso tra 2,5 e 10 micron o coarse) è stata osservata un’associazione fra elevati livelli di esposizione residenziale a entrambi i componenti particolati ed accelerazione del declino cognitivo. Anche l’esposizione a elevate concentrazioni di carbon nero, un componente del PM 2,5 è stata correlata con il peggioramento delle funzioni cognitive negli anziani. In sintesi, prove sperimentali ed epidemiologiche si stanno accumulando a favore dell’ipotesi che il particolato atmosferico, soprattutto le particelle fini, svolgono un ruolo importante nella neurodegenerazione.

inquinamneto atmosferico e declino cognitivoGli autori di questo studio hanno esplorato l’ipotesi che vivere in zone ad elevate concentrazione di particelle fini è associata con un peggioramento delle funzioni cognitive, anche dopo correzione dei fattori individuali di rischio e delle caratteristiche economiche e sociali personali e della comunità di appartenenza.

I soggetti partecipanti allo studio che stiamo esaminando partecipano al progetto the Health and Retirement Study (HRS), uno studio rappresentativo della popolazione americana di età superiore ai cinquant’anni.

I ricercatori americani osservarono che le funzioni cognitive erano inferiori nei tre quartili superiori di esposizione al PM 2,5 rispetto al quartile più basso. Le differenze più significative furono osservate fra il primo e il terzo quartile. Fra le funzioni cognitive valutate, la compromissione era particolarmente rilevante nel caso della memoria episodica, mentre per quanto riguarda un’altra componente della funzione cognitiva, lo stato mentale, i soggetti anziani maggiormente esposti all’inquinamento avevano anche una performance peggiore, anche se la differenza era solo marginalmente significativa.

Le differenze osservate nei soggetti maggiormente esposti all’inquinamento da PM 2,5 rimanevano statisticamente significative anche dopo aggiustamento per vari fattori di confondimento personali sociali, demografici, economici e per lo stato di salute. Tuttavia, l’associazione non era di tipo lineare, poiché la funzione cognitiva non mostrava la compromissione massima nei soggetti residenti nelle zone più inquinate. Comunque, le stime elaborate dagli autori dimostrano che vivere in zone caratterizzate da concentrazioni medie annuali di PM 2,5 superiori agli standard di qualità americani produce effetti deleteri sulla funzione cognitiva degli adulti. Le stime effettuate dai ricercatori indicano che vivere nelle zone più inquinate causa una riduzione della funzione cognitiva simile a quella che si osserva nei soggetti adulti per una differenza di età di 2-3 anni. Gli effetti negativi sulla funzione cognitiva sono accentuati dal fumo di sigaretta, poiché il declino cognitivo era peggiore, anche per concentrazioni di PM 2,5 relativamente basse, nei fumatori.

I risultati di questo studio confermano la correlazione fra inquinamento atmosferico e declino cognitivo già osservata in bambini e adolescenti.

In conclusione, in una popolazione di adulti americani, risiedere in zone inquinate con una concentrazione media annuale di PM 2,5 superiore a 15 µg/metro cubo (lo standard di qualità prevista dalle autorità americane all’epoca dello studio, successivamente abbassato a 12 µg/metro cubo) causa un peggioramento delle funzioni cognitive. È intuitivo che qualsiasi sforzo intrapreso per ridurre le concentrazioni di particolato atmosferico può avere notevoli conseguenze benefiche sulla salute cognitiva degli adulti migliorando e l’inquinamento atmosferico e il declino cogniitivo.

Riferimenti bibliografici

1: Ailshire JA, Crimmins EM. Fine particulate matter air pollution and cognitive function among older US adults. Am J Epidemiol. 2014 Aug 15;180(4):359-66. doi: 10.1093/aje/kwu155. Epub 2014 Jun 24. PubMed PMID: 24966214; PubMed Central PMCID: PMC4128773.





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