Inquinamento e lupus eritematoso sistemico

Posted by: | Posted on: gennaio 18, 2015

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmunitaria cronica le cui cause sono sconosciute, con una prevalenza di circa un caso ogni 2500 donne. Il lupus è caratterizzato da alterazione delle funzioni e dell’attività del sistema immunitario che distruggono i normali tessuti di quasi tutti gli organi. L’infiammazione che ne risulta causa danni e alterazione della funzione degli organi. Particolarmente devastanti possono essere gli effetti su organi vitali come i reni, il cuore, il sistema nervoso centrale.Diversi fattori ambientali sono stati implicati fra le cause scatenanti di questa malattia. Tuttavia, gli studi finora compiuti non hanno ottenuto risultati concordanti. Negli ultimi anni l’interesse per la possibile correlazione fra inquinamento e lupus eritematoso sistemico è aumentato, come per la patogenesi ambientale  di altre condizioni autoimmunitarie,  in seguito alla pubblicazione di risultati di studi ben condotti che hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico ,e il materiale particolato, possono indurre, fra l’altro, uno stato di infiammazione sistemica che potrebbe avere importanti ripercussioni sull’autoimmunità.

In questo studio canadese sono stati arruolati 237 pazienti (323 donne, 14 maschi) con un’età media di 41,2 anni seguiti per numerosi anni in un ambulatorio universitario. L’associazione con il PM 2,5 fu valutata in base alle concentrazioni del particolato rivelate da stazioni fisse nei giorni precedenti la visita ambulatoriale. L’attività della malattia fu valutata secondo i criteri e il punteggio previsto dallo SLEDAI-2K, oltre che con la valutazione dei cilindri tubulari presenti nel sedimento urinario e con i livelli degli autoanticorpi nel siero. Anche se l’utilità del dosaggio ripetuto nel tempo dei livelli degli autoanticorpi come guida per le decisioni terapeutiche è oggetto di discussione, questo approccio è comunemente accettato nella pratica clinica quotidiana.

Inquinamento e lupus eritematoso sistemico – Il particolato può causare riacutizzazioni della malattia

Lo studio prese in considerazione le visite compiute fra il gennaio 2000 e settembre 2007, periodo durante il quale ogni partecipante effettuò in media cinque visite ambulatoriali. Durante il periodo dello studio, le concentrazioni di PM 2,5 nell’aria raramente superarono i livelli massimi previsti dalle leggi canadesi di 30 µg/metro cubo.

I livelli di autoanticorpi anti-DNA a doppia elica ed il numero di cilindri nel sedimento urinario risultarono significativamente associati con le concentrazioni di PM 2,5 nelle 24-48 ore precedenti la visita ambulatoriale. La probabilità della positività della ricerca dei cilindri e degli autoanticorpi anti-DNA aumentava con l’aumentare del PM 2,5: per un aumento di 10 µg/metro cubo nelle 48 ore precedenti, l’odds ratio [OR] = era 1,26 (IC 95% = 0,96-1,65) per la presenza di autoanticorpi e di 1,43 (IC 95% 1,05-1,95) per la presenza di cilindri nel sedimento urinario. Le concentrazioni di ozono e la temperatura ambientale avevano un’importanza trascurabile.

I risultati di questo studio suggeriscono, probabilmente per la prima volta, che le malattie infiammatorie a patogenesi autoimmunitaria, come il lupus eritematoso sistemico, possono essere associate con variazioni delle concentrazioni di inquinanti presenti nell’aria atmosferica. Questi dati vanno ad aggiungersi a quelli di una moltitudine di studi che hanno in modo consistente dimostrato l’associazione fra il particolato fine presente nell’aria ambientale e diversi effetti deleteri sulla salute umana.

È noto che le particelle fini e le nanoparticelle presenti nell’aria atmosferica, una volta raggiunti direttamente gli alveoli polmonari, possono penetrare nella circolazione ed essere assorbiti nelle cellule dove scatenano stress ossidativo ed infiammazione diffusa, che può stimolare la sintesi e secrezione di numerose citochine proinfiammatorie che, a loro volta, possono innescare e/o riacutizzare le malattie autoimmuni. Studi precedenti avevano dimostrato un’associazione fra riacutizzazione dell’artrite giovanile idiopatica o dell’artrite reumatoide e i livelli di PM 2,5 nell’aria atmosferica. Infatti, l’inquinamento atmosferico causa malattie dell’apparato respiratorio, dell’apparato cardiovascolare, ictus cerebrale, cancro polmonare, altri tumori, malformazioni congenite e basso peso alla nascita, autismo, diabete mellito, malattia di Alzheimer, ridotto sviluppo intellettivo dei bambini, alterazioni delle risposte immunitarie.

In conclusione i risultati di questo studio mostrano come le variazioni a breve termine delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici possono influenzare l’attività della malattia nel lupus eritematoso sistemico umano. Anche se i risultati di questo studio preliminare dovranno essere confermati da studi successivi, è ora che i medici, le autorità responsabile della salute umana e dell’ambiente, i pazienti tutti comincino ad interessarsi seriamente dei potenziali effetti dell’inquinamento atmosferico sulle malattie autoimmuni.

 

Riferimenti bibliografici

1: Bernatsky S, Fournier M, Pineau CA, Clarke AE, Vinet E, Smargiassi A. Associations between ambient fine particulate levels and disease activity in patients with systemic lupus erythematosus (SLE). Environ Health Perspect. 2011 Jan;119(1):45-9. doi: 10.1289/ehp.1002123. Epub 2010 Sep 22. PubMed PMID: 20870568; PubMed Central PMCID: PMC3018498.

 





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