Tetracloroetilene e danni alla salute

Posted by: | Posted on: gennaio 15, 2015

Il lavaggio a secco sfrutta la capacità di alcuni solventi (percloroetilene, tricloroetilene, riclorotrifluoroetano) di estrarre i grassi trattenuti nei tessuti.

Il tetracloroetilene è stato rinvenuto nell’acqua potabile, negli ambienti confinati (case, uffici ecc.), nell’aria ambiente, nelle falde acquifere profonde e nei suoli. La via principale di esposizione è rappresentata dalle vie aeree, anche a causa della contaminazione dell’aria inspirata da parte di vapori provenienti dal suolo e/o dall’acqua. Il tetracloroetilene è metabolizzato a diversi composti secondari, principalmente nel fegato, ed è molto probabile che almeno alcuni dei suoi metaboliti contribuiscano a determinare gli effetti tossici tipici della molecola originaria. Numerosi sono gli studi che hanno valutato la correlazione fra tetracloroetilene e danni alla salute.

Il metabolismo del tetracloroetilene coinvolge numerosi meccanismi ascrivibili a due grandi categorie di vie metaboliche irreversibili: 1) ossidazione da parte del sistema delle ossidasi miste mitocondriali, cioè i citocromi P450(CYP) e 2) la coniugazione con il glutatione da parte della glutatione-S-sintetasi. L’ossidazione avviene prevalentemente nel fegato con l’intervento di un intermedio contenente ossido ferrico (Fe-O), che viene poi idrolizzato a acido tricloroacetico (TCA). Il tetracloroetilene può anche essere ossidato a epossido (PCE-O) che si decompone a 1,2-dicloroetano e poi a monossido di carbonio e anidride carbonica. Sia l’intermedio Fe-O che l’epossido possono dare origine in vitro e in vivo ad acido ossalico. La coniugazione con GSH si svolge nel fegato o nel rene e forma triclorovinilglutatione, TCVG, che è poi metabolizato dalla gGT e dalla cisteinilglicina dipeptidasi (DP) nei reni, formandosi un prodotto di coniugazione con la cisetina, la cisteinlglicina-S-triclorovinil-L-ciseina (TCVC). Quest’ultima può essere bioattivata dalla beta-ligasi o da monoossigenasi contenenti flavina (FMO3s) o da CYP3A a specie reattive, oppure essere acetilata reversibilmente dalla N-acetiltransferasi per formare N-acetil-triclorovinilcisteina (NacTCVC) che è eliminata con le urine o trasformata in specie reattive dalla CYP3A. Nella reazione catalizzata dalla beta-liasi si forma anche acido dicloroacetico (DCA) che viene eliminato con le urine.

tetracloroetilene formula chimica

Formula di struttura del tetracloroetilene

Gli effetti tossici sul fegato del tetracloroetilene sono probabilmente causati dai suoi metaboliti ossidati, mentre i GSH-metaboliti sono probabilmente implicati negli effetti tossici renali. Il tetracloroetilene sembra invece provocare neurotossicità direttamente.

Finora i ricercatori non sono riusciti a elaborare un modello farmacocinetico affidabile, anche a causa del gran numero di metaboliti che si formano nel corpo umano esposto al tetracloroetilene. Non sono inoltre disponibili informazioni sull’importanza relativa delle diverse vie metaboliche.

Tetracloroetilene e danni alla salute umana – Cancerogenicità

La cancerogenicità del tetracloroetilene è stata valutata soprattutto nei lavoratori delle lavanderie a secco industriali o delle industrie o impianti in cui il tetracloroetilene è utilizzato come sgrassante di metalli o plastiche.

I risultati dei più importanti studi epidemiologici di coorte o caso-controllo forniscono prove di un’associazione fra esposizione a tetracloroetilene  e danni alla salute di tipo cancerogeno: cancro della vescica, linfomi e mieloma multiplo negli adulti. Soprattutto per i primi due tumori, le prove sono di maggiore consistenza sulla base della concordanza delle misurazioni dell’esposizione compiute con metodiche di elevata qualità e sulla base della dimostrazione di un aumento del rischio parallelo all’aumentare dell’esposizione, in particolare in alcuni tipi di lavoratori maggiormente esposti (tintori, lavandaie, candeggiatori, addetti alle presse).

Le prove della cancerogenicità del tetracloroetilene nei roditori possono essere considerate definitive: leucemie a cellule mononucleate nei ratti di entrambi i sessi; tumori renali e testicolari nei ratti maschi, gliomi cerebrali in ratti di entrambi i sessi; eptocarcinomi e adenomi epatici, emangiosarcomi o emangiomi del fegato, della milza e del tessuto sottocutaneo sono tutti aumentati in modo statisticamente significativo negli animali esposti,

In base ai risultati degli studi esaminati nella metanalisi, il tetracloroetilene è stato considerato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo” dall’EPA, Questa definizione deriva dalla constatazione che la somministrazione ai roditori del tetracloroetilene per via inalatoria o per via orale aumenta significativamente l’incidenza di diversi tipi di neoplasie maligne. Inoltre gli studi epidemiologici hanno fornito nell’uomo prove “suggestive” della cancerogenicità del tetracloroetilene e/o dei suoi numerosi metaboliti. Anche se i meccanismi della cancerogenesi da tetracloroetilene non sono noti nei minimi dettagli, l’ipotesi che essa sia dovuta alla mutagenicità della molecola originaria e dei suoi derivati non può essere definitivamente esclusa, soprattutto nel caso del cancro renale.

Tetracloroetilene e danni alla salute umana – Tossicità non neoplastica.

Secondo gli esperti dell’EPA il tetracloroetilene è tossico per il sistema nervoso centrale, per il sistema immunitario ed emopoietico, per il fegato per i reni e per gli organi riproduttivi.

In particolare, la neurotossicità è comprovata dai risultati concordanti di numerosi studi animali, umani e meccanicistici. Inoltre, la neuro-tossicità si osserva anche a dosi più basse rispetto agli altri effetti non neoplastici.

I tre principali effetti neurotossici causati dall’esposizione umana cronica o sub-cronica al tetracloroetilene sono i disturbi della visione, della memoria visuospaziale e delle funzioni neuropsicologiche (per esempio il tempo di reazione). Il deficit della visione dei colori è stato riportato in diversi studi occupazionali, ed un suo peggioramento negli anni successivi è stato osservato negli individui maggiormente esposti rispetto ai non esposti. Una riduzione del punteggio in vari test di valutazione della memoria visuospaziale, dal 4 al 30% secondo il test, è stata riportata da vari autori in soggetti adulti. Infine per le funzioni neuropsicologiche si segnala un allungamento dei tempi di reazione del 10-20% nei lavoratori esposti rispetto a quelli non esposti.

Risultati analoghi a quelli ottenuti negli studi epidemiologici umani sono stati ottenuti negli studi sperimentali sugli animali di laboratorio. Anche le modificazioni istologiche, le variazioni dei livelli di RNA, di DNA e dei neurotrasmettitori osservate negli animali concordano con gli effetti neurocomportamentali conseguenti all’esposizione al tetracloroetilene negli esseri umani.

Alterazioni di diverso tipo sono state osservate nel cervelletto, nell’ippocampo e nella corteccia frontale di animali adulti esposti durante la gravidanza al percloroetilene.

Altri studi hanno dimostrato che il tetracloroetilene causa malformazioni congenite e restrizione della crescita fetale.

In conclusione, il tetracloroetilene è tossico per il sistema nervoso centrale, per il sistema linfoemopoietico, per il fegato, per i reni e per gli organi riproduttivi. L’associazione fra esposizione al tetracloroetilene e danni alla salute umana è oramai definitivamente dimostrata. Il tetracloroetilene è rapidamente assorbito per via inalatoria, orale o cutanea per essere in parte eliminato come CO2 o immodificato nell’aria espirata e in parte nelle urine in forma di vari metaboliti. La neurotossicità è l’effetto osservato anche a concentrazioni molto basse sia negli studi animali che in quelli condotti sull’uomo. Anche per gli effetti cancerogeni esiste una notevole concordanza fra gli studi animali e quelli umani, tanto che la molecola è stata classificata come probabilmente cancerogena per l’uomo dall’EPA e dalla IARC.

Riferimenti bibliografici

1: Guyton KZ, Hogan KA, Scott CS, Cooper GS, Bale AS, Kopylev L, Barone S, MakrisSL, Glenn B, Subramaniam RP, Gwinn MR, Dzubow RC, Chiu WA. Human health effectsof tetrachloroethylene: key findings and scientific issues. Environ HealthPerspect. 2014 Apr;122(4):325-34. doi: 10.1289/ehp.1307359. Epub 2014 Feb 11.PubMed PMID: 24531164; PubMed Central PMCID: PMC3984230.

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2 Comments to Tetracloroetilene e danni alla salute

  1. Adriano ha detto:

    Buongiorno,
    Sono un cittadino del comune di Montoro (AV) qualche anno fa l’ente che gestisce la fornitura idrica ha chiuso dei pozzi perché dalle analisi periodiche è emerso una quantità di tetracloroetilene oltre le percentuali consentite. Voci di corridoio annunciavano già da tempo la pericolosità dell’acqua che ci giungeva nelle case, quindi non si sa per quanto tempo abbiamo bevuto e utilizzato quest’acqua inquinata dal tetracloroetilene.
    Ciò premesso e dopo aver letto il Vs. articolo vorrei chiederVi :
    Possiamo fare dei controlli o esami medici mirati che ci possano rivelare se questa situazione abbia procurato dei danni alla nostra salute e quella dei ns. figli?
    Grazie.
    Adriano.

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