marzo, 2015

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Posted by: | Posted on: marzo 15, 2015

La TDI per i PFAS dell’EFSA può essere facilmente superata nelle zone più contaminate

La TDI (dose max tollerabile) di PFAS proposta dall’EFSA, può essere superata nelle zone maggiormente contaminate, soprattutto nei forti mangiatori di pesce, come nel caso del PFOS. In uno studio italiano, per esempio, il PFOS (ma non il PFOA) risultò presente nel muscolo di tutti i campioni (90) di Coregonus lavaretus (lavarello) e Perca fluviatilis (persico reale) pescati nel Lago Maggiore, con concentrazioni massime di 46 ng/g di peso secco. Le concentrazioni medie erano 22,2 ng/g nel persico reale e 20 ng/g nel lavarello. Rispetto ai dati riportati in letteratura, i risultati di questo studio suggeriscono che i pesci del Lago Maggiore possono rappresentare una fonte significativa di esposizione al PFOS nella dieta, nonostante i valori osservati siano inferiori alla TDI proposta dall’EFSA (Squadrone et al., 2014).

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