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Posted by: | Posted on: dicembre 7, 2015

I “nuovi” PFAS – La Dichiarazione di Madrid

Questa è la traduzione più o meno fedele di un articolo scientifico recente  liberamente scaricabile dal sito Pubmed. Ho tradotto la dichiarazione di un gruppo di scienziati “preoccupati” che già avevano lanciato un analogo appello, noto come dichiarazione di Helsingør.

Dichiarazione di Madrid sui composti perfluoroalchilici (PFAS)

Dichiarazioni tranquillizzanti da parte delle autorità venete, come al solito

Come scienziati e professionisti di diverse discipline siamo preoccupati dalla produzione rilascio nell’ambiente di di un numero crescente di sostanze poli – e perfluoroalchiliche per i seguenti motivi:

  1. I PFAS sono molecole artificiali oramai presenti dappertutto. Sono molto persistenti e contengono catene perfluoroalchiliche che si degradano molto lentamente, o per nulla, in condizioni ambientali. È stato documentato che alcune molecole poliflorurate possono trasformarsi in PFAS corto (1).
  2. I PFAS si trovano negli ambienti esterni ed interni, nella fauna selvatica, nei tessuti e nei liquidi corporei umani in ogni parte del globo. Sono immessi nell’ambiente da processi industriali e militari, o nel corso di spegnimento di incendi (2,3) e possono migrare dai prodotti di consumo nell’aria (4), nella polvere di casa (5), nei cibi (6, 7, 8), nel suolo (9 10), nelle acque superficiali e profonde fino a contaminare l’acqua potabile (11,12).
  3. Negli studi animali, alcuni PFAS a lunga catena provocano tossicità e morte neonatale, malattie del fegato, alterazione del metabolismo lipidico, anomalie del sistema endocrino ed immunitario, alterazioni neurocomportamentali e tumori in numerosi organi e tessuti (13,14). Le prove epidemiologiche che si stanno accumulando, confermano specifici composti perfluoroalchilici causano: cancro renale e testicolare (15,16), malattie del fegato (17), ipotiroidismo (18), aumento del colesterolo nel sangue (19,20), colite ulcerosa (21), restrizione della crescita fetale (22), obesità (23), riduzione della risposta immunitaria alle vaccinazioni (24), riduzione delle concentrazioni ormonali è ritardo della pubertà (25).
  4. A causa della loro elevata persistenza, della loro distribuzione globale, della loro potenziale tossicità e capacità di bioaccumulo, alcuni composti perfluoroalchilici sono stati inseriti nella lista della convenzione di Stoccolma (26) come inquinanti organici persistenti (persistent organic pollutants o POPs).
  5. Come già documentato nella dichiarazione di Helsingør (27),
    1. sebbene alcuni dei PFAS a lunga catena siano stati regolati o banditi dalla produzione, le molecole più frequentemente utilizzate per la loro sostituzione sono PFAS a corta catena con simile struttura o composti florurati legati ad altre molecole;
    2. mentre alcune delle molecole fluorurate a corta catena proposte come alternativa sembrano dotate di una minore capacità di bioaccumulo, esse sono pur sempre persistenti nell’ambiente come gli analoghi a lunga catena o producono composti di degradazione molto persistenti. Pertanto, l’utilizzo di composti a corta catena e di altre molecole florurate alternative, probabilmente, non ridurrà la quantità totale di PFAS nell’ambiente. Inoltre, poiché alcune di queste molecole a corta catena sono meno efficienti, può essere necessario usarne quantità maggiori per ottenere la stessa efficacia
    3. nonostante siano presenti sul mercato numerose di queste molecole florurate alternative, molto scarse sono le informazioni disponibili pubblicamente sulla loro struttura chimica, sulle loro proprietà, sui loro utilizzi e profili tossicologici;
    4. il crescente utilizzo delle molecole florurate alternative causerà un aumento dei livelli di prodotti di degradazione perfluorati stabili nell’ambiente e, probabilmente, anche nel biota e negli esseri umani, con la conseguenza di aumentare i rischi di eventi avversi per la salute umana e ambientale.
  6. Gli sforzi iniziali per calcolare le emissioni totali dei PFAS nell’ambiente sono stati ostacolati dalle incertezze relative : alla loro formulazione presente nei prodotti di consumo finali; alle quantità prodotte; alla localizzazione degli impianti di produzione; all’efficacia delle misure di controllo e alle curve di produzione storiche (28).
  7. La maggioranza dei paesi produttori di PFAS non possiede attualmente la tecnologia per distruggerle

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