Endocrinologia

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Posted by: | Posted on: dicembre 1, 2015

PFAS e diabete gestazionale – Elevate concentrazioni di PFAS prima della gravidanza aumentano il rischio di diabete gravidico

Uno studio prospettico negli Stati Uniti suggerisce una correlazione fra PFAS e diabete gestazionale

 

Il diabete gestazionale, o gravidico, è definito come uno stato di intolleranza al glucosio che compare o viene riconosciuto per la prima volta durante la gravidanza. L’incidenza del diabete gravidico è in continuo aumento e rappresenta un problema per la salute pubblica, in quanto correla con una serie di eventi avversi a breve e lungo termine sia per la madre che per la progenie . Il diabete gravidico aumenta il rischio di diabete di tipo 2 dopo la gravidanza. I neonati sono molto più frequentemente macrosomici alla nascita e sviluppano obesità infantile e intolleranza al glucosio in età adulto più spesso dei controlli. L’incidenza del diabete gestazionale aumenta parallelamente con l’aumentare dei tassi di sovrappeso e obesità nelle donne in età fertile.

I composti perfluoroalchilici sono una classe di inquinanti persistenti globali, presenti nel sangue della maggioranza della popolazione generale e diffusi anche nelle zone più remote del pianeta, come l’antartico o le montagne del Tibet. I composti perfluoroalchilici, noti con la sigla PFAS, sono dei profondi disturbatori del metabolismo endocrino e lipidico. In particolare, è stata dimostrata un’associazione positiva fra concentrazione nel siero di PFOA e livelli di colesterolo, trigliceridi e acido urico nel siero. Ognuno di questi tre parametri, se aumentato, accresce il rischio di diabete mellito di tipo 2 e di diabete gestazionale in modo indipendente. I risultati di alcuni studi condotti nella popolazione generale hanno dimostrato un’associazione positiva fra PFAS e diabete mellito nella popolazione non gravida e nei lavoratori esposti. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 30, 2015

I bambini con diabete di tipo 1 hanno concentrazioni elevate di PFOS nel sangue al momento della diagnosi iniziale

Ricercatori del Dipartimento di pediatria dell’Università di Modena e Reggio Emilia hanno studiato 25 bambini e adolescenti con diabete mellito di tipo 1 al momento della diagnosi iniziale e 19 soggetti sani di controllo. Oltre ai comuni esami di laboratorio tutti i soggetti furono analizzati per PFOS e PFOA.

Le concentrazioni di PFOA erano simili nei bimbi diabetici e in quelli di controllo, mentre le concentrazioni di PFOS erano significativamente più alte nei bambini diabetici (1,53 + O/- 1,5 versus 0,55 +/- 0,15 ng/millilitro; P <0, 001). Le concentrazioni di PFOS variavano da 0,48 a 6,68 ng/millilitro con valore mediani di 0,95 nanogrammi/millilitro nei bambini diabetici, mentre nei soggetti di controllo le concentrazioni di PFOS andavano da 0,47 a 0,93 ng/millilitro, con valori mediani di 0,49 ng/millilitro. Nei bambini diabetici i livelli medi di colesterolo erano significativamente più elevati rispetto ai controlli. Nel gruppo dei bambini diabetici il numero di linfociti era significativamente inferiore rispetto ai controlli sani, anche se non fu possibile dimostrare differenze significative nel numero totale di globuli bianchi. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 13, 2015

Composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani: i risultati dello studio LIFE

L’infertilità e la sub-fertilità maschile sono problemi osservati con frequenza crescente nella società occidentale. Gli studi epidemiologici mostrano un aumento dell’infertilità e del ricorso alle tecniche di produzione assistita. Questa tendenza crescente si osserva non solo come conseguenza di fattori correlati con lo stile di vita, di abitudini personali, degli effetti collaterali di terapie antineoplastiche o immunosoppressive, ma anche a causa dell’esposizione a inquinanti ambientali. Si stima che nel 20% dei casi l’infertilità di coppia può essere attribuita esclusivamente a fattori maschili e che i fattori maschili contribuiscono con un altro 30%-40% al totale. Ciononostante, l’infertilità maschile rimane un problema complesso le cui possibili cause sono ancora poco conosciute. Soltanto negli ultimi anni un i ricercatori hanno cominciato ad interessarsi alla possibile associazione fra esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 5, 2015

Associazione tra diabete e esaclorocicloesano, un pesticida organoclorurato

Fattori di rischio noti per il diabete mellito di tipo 2 sono l’obesità, la sedentarietà, il tipo di dieta, la storia familiare, il gruppo etnico, l’età, la ridotta tolleranza al glucosio, l’ipertensione arteriosa, la riduzione del colesterolo HDL e l’aumento dei trigliceridi. La prevalenza del diabete mellito di tipo 2 nel mondo era del 2,8% nel 2000 e, secondo le stime più accreditate, raggiungerà il 4,4% nel 2030. Considerando che soltanto il 6% dei casi di diabete mellito sono spiegati da fattori ereditari, i fattori ambientali sembrano avere un’importanza determinante nel contribuire all’aumentata incidenza di questa malattia osservata in tutto il mondo. In tutti i paesi, la prevalenza del diabete mellito progredisce parallelamente con l’aumentare dello sviluppo industriale, soprattutto nei soggetti adulti. I risultati di uno studio condotto fra il 1995 e il 2000 dimostrano che il circa il 20% degli arabi sauditi adulti è affetto del diabete mellito di tipo 2. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 28, 2014

Associazione fra concentrazione nel siero di acido perfluoroottanoico (PFOA) e malattie della tiroide nella popolazione americana

I composti perfluoroalchilici hanno proprietà tensioattive e sono utilizzate in numerosi processi produttivi. Recenti studi indicano la persistenza a lungo termine dell’ambiente di queste molecole nella popolazione umana e negli animali selvatici in tutto il globo. Fra i composti perfluoroalchilici le maggiori preoccupazioni derivano dai composti costituiti da otto atomi di carbonio l’acido perfluoroottanoico (PFOA)  e l’acido perfluoroottano sulfonato (PFOS). 

La maggioranza degli inquinanti organici persistenti (POP) è costituita da molecole dotate di lipofilìa che si accumulano nel tessuto adiposo, ma PFOS   e PFOA sono molecole sia lipofile che idrofobiche le quali si legano alle proteine nel siero invece di accumularsi nei lipidi. La clearance renale è trascurabile negli esseri umani, spiegando l’emivita riportata di 3,8 e 5,4 anni per PFOA e PFOS, rispettivamente.

Queste molecole si comportano come interferenti endocrini e numerosi studi condotti negli animali hanno dimostrato che possono alterare l’omeostasi della ghiandola tiroidea. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 27, 2014

Diabete mellito e inquinamento atmosferico: revisione e metanalisi degli studi della letteratura

Il diabete mellito di tipo secondo è una delle malattie più frequenti al mondo e la sua prevalenza è in continuo aumento: è stato stimato che nel 2011 c’erano in tutto il mondo 366 milioni di diabetici almeno e che il loro numero aumenterà a 566 milioni entro il 2030. L’aumentata incidenza del diabete di tipo 2, almeno in parte, può essere il risultato dell’aumento dell’obesità, ma altri potenziali fattori di rischio sono stati proposti per spiegare questo enorme aumento, fra cui l’inquinamento dell’aria atmosferica. Nelle ultime decadi, numerosi studi epidemiologici ben condotti hanno dimostrato che l’inquinamento atmosferico rappresenta ovvia causa di aumento del rischio di malattie cardiovascolari, cancro polmonare e di mortalità da ogni causa naturale. Il diabete mellito e l’inquinamento atmosferico potrebbe essere pertanto collegati. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 1, 2014

Le piretrine aumentano il rischio di prediabete nei lavoratori esposti

Le piretrine sono insetticidi al largo spettro d’azione utilizzate principalmente per il controllo e la prevenzione della malaria e di altre malattie trasmesse da artropodi. Ai tropici sono utilizzate per il trattamento delle zanzariere e per la “disinfestazione” degli aeroplani. Negli ultimi vent’anni l’uso di queste molecole ha conosciuto una rapida impennata, essendo state utilizzate in tutto il mondo dei principali programmi di controllo delle malattie trasmesse da insetti (1, 2). Gli spruzzatori di questi pesticidi sono fra gli individui maggiormente esposti agli effetti tossici. Dagli anni 1990 le permetrine hanno quasi completamente sostituito i pesticidi organoclorurati persistenti come il DDT e gli organofosfati, soprattutto grazie alla loro minore tossicità acuta., Attualmente, le piretrine maggiormente utilizzate sono l’alfa-cipermetrina e la lambda-cialometrina, mentre minori quantità di deltametrina e di beta-cipermetrina sono usate in alcune regioni del mondo. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 17, 2014

L’influenza dell’esposizione ambientale prenatale a bifenili policlorurati (PCB) e a eteri difenili policlorurati (PBDE) sul peso alla nascita in un gruppo di neonati svedesi

Introduzione

Fra i diversi effetti negativi che sono stati dimostrati dai vari inquinanti ambientali persistenti o POP (Persistent Organig Pollutants) c’è anche la riduzione della crescita fetale e neonatale. Fra i principali POP ricordiamo i bifenili policlorurati (PCB), le diossine, gli eteri difenile policlorurati (PBDE) i dibenzofurani policlorurati (PCDF).

Fra i pochi studi che hanno analizzato le associazioni fra esposizione a PBDE e peso alla nascita, alcuni hanno osservato una correlazione inversa fra esposizione prenatale e peso alla nascita. Altri studi hanno dimostrato che il sovrappeso nelle epoche successive della vita è associato sia con un basso peso alla nascita che con la macrosomia fetale. Inoltre numerosi studi hanno suggerito che anche l’obesità adolescenziale o nell’età adulta può dipendere da un’esposizione precoce durante le prime settimane della gravidanza, addirittura prima del concepimento nel caso dei genitori, a diversi interferenti endocrini. Queste osservazioni sono fonte di preoccupazione anche per le autorità, in quanto variazioni anche piccole indotte dai POP sulla crescita fetale potrebbero influenzare la salute pubblica nella popolazione esposta anche a minime concentrazioni di inquinanti ambientali persistenti, quali sono quelle osservate inquinamento di fondo. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 16, 2014

Esposizione dei genitori agli inquinanti organici persistenti (POP) prima del concepimento e crescita fetale: i risultati dello studio LIFE

 

Introduzione

Numerosi studi epidemiologici, ma non tutti, hanno evidenziato una diminuzione del peso fetale alla nascita in seguito all’esposizione dei genitori a inquinanti organici persistenti, POP (Persistent Organig Pollutants), fra i quali sono compresi i bifenili policlorurati (PCB), gli eteri difenile policlorurati (PBDE), i pesticidi organoclorurati, i composti perfluoroalchilici (PFAS).

La discordanza delle conclusioni fra i numerosi studi compiuti possono dipendere da numerosi fattori, non ultimo il fatto che molti ricercatori hanno valutato l’esposizione ai POP prima o dopo la nascita, mentre, a causa delle numerose modificazioni dei processi metabolici e fisiologici che si verificano durante la gravidanza, la valutazione dell’esposizione agli inquinanti ambientali prima del concepimento può costituire uno strumento più accurato per valutare le conseguenze sul feto. Indipendentemente dalla loro concentrazione del siero, i POP possono alterare la crescita fetale se agiscono durante una particolare finestra temporale critica, durante la quale, come dimostrato per i PCB ed altri POP, la crescita fetale si dimostra molto più sensibile agli effetti dannosi degli inquinanti chimici esogeni. Altri studi, inoltre, hanno valutato soltanto l’esposizione materna ai POP, mentre l’esito della gravidanza dipende dalle condizioni di salute di entrambi i genitori. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 14, 2014

Aumento del rischio di menopausa precoce in donne esposte ai composti perfluoroalchilici (PFAS)

Nonostante gli effetti tossici dei composti perfluoroalchilici (PFAS) non siano completamente noti, queste molecole sono state associate con numerosi effetti fisiologici sia nell’uomo che negli animali. Fra i principali effetti riportati vi è la distruzione endocrina, che è stata dimostrata nei ratti, nei topi e nei pesci. Da questi studi è emerso che i composti perfluoroalchilici hanno attività estrogena, essendo capaci di aumentare l’espressione del recettore beta degli estrogeni nel fegato dei pesci sia di genere maschile che femminile. Nei topi trattati prima della pubertà, il PFOA aumenta il progesterone ed aumenta le risposte della ghiandola mammaria all’estradiolo esogeno. Nei ratti maschi il PFOA riduce la concentrazione del testosterone nel siero e nel liquido interstiziale testicolare e aumenta i livelli di estradiolo. Nelle cellule di Leydig rimosse da questi testicoli è stata dimostrata un’inibizione diretta da parte del PFOA del rilascio di testosterone. Read More …