Inquinamento atmosferico

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Posted by: | Posted on: gennaio 23, 2015

Alterazioni del ritmo cardiaco da particolato atmosferico e diabete

L’esposizione al particolato fine dell’aria ambientale aumenta il rischio di eventi cardiovascolari ed è stato associato con alterazioni di vari indici di funzionalità cardiovascolare, compresi la frequenza cardiaca, la variabilità della frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Diversi meccanismi sono stati ipotizzati per spiegare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sull’apparato cardiovascolare. Poco noti sono gli effetti dell’inquinamento atmosferico su soggetti maggiormente sensibili come quelli diabetici. Studi precedenti hanno suggerito che i diabetici possono avere un rischio maggiore di effetti avversi sulla loro salute in seguito a esposizione all’ aria inquinata. Infatti, il rischio di coronaropatie nei diabetici è di due-quattro volte superiore a quello della popolazione generale. I diabetici hanno anche un’alterata funzione endoteliale, parzialmente causata da un deficit di ossido nitrico. Le particelle ultra fini, cioè quelle inferiori a 0,1 micron di diametro, svolgono un ruolo importante nella patogenesi degli effetti cardiovascolari causati dal particolato atmosferico. Particolarmente importanti sono le associazioni fra alterazioni del ritmo cardiaco da particolato atmosferico e diabete. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 22, 2015

Artrite reumatoide e inquinamento atmosferico

L’artrite reumatoide è caratterizzata dalla presenza di autoanticorpi, noti come fattore reumatoide, e da un’artrite infiammatoria che può causare invalidità permanente e riduzione della durata di vita media. Questi autoanticorpi possono essere presenti nel sangue dei pazienti anche numerosi anni prima della comparsa dei sintomi tipici dell’artrite reumatoide, suggerendo che i fattori coinvolti nella patogenesi autoimmunitaria dell’artrite reumatoide cominciano ad agire prima della comparsa dei sintomi articolari e degli altri sintomi o segni caratteristici che consentono di diagnosticare clinicamente la malattia. Le cause dell’artrite reumatoide non sono note. L’esistenza di una correlazione fra artrite reumatoide e inquinamento atmosferico e/o altri  fattori ambientali,  come il fumo di sigaretta e i silicati, sono stati associati con un aumentato rischio di artrite reumatoide, suggerendo che l’esposizione ad inquinanti veicolati dall’aria atmosferica possa innescare una risposta autoimmunitaria. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 21, 2015

La sensibilità delle donne agli idrocarburi policiclici aromatici, allo stress ossidativo e ai danni cromosomici è maggiore che nei maschi

Gli idrocarburi policiclici aromatici sono, fra i componenti del particolato atmosferico, quelli dotati con ogni probabilità di maggiore tossicità. Sono prodotti principalmente per combustione incompleta di materiale carbonioso durante la produzione di energia e in numerosi processi industriali, nonché durante il riscaldamento domestico e il movimento di veicoli a motore. È noto che ci sono differenze di sensibilità verso questi composti tra fumatori maschi e femmine, essendo in queste ultime la mortalità per cancro del polmone o cancro al colon superiore. Un recente studio cinese ha dimostrato che le donne hanno una mortalità significativamente superiore rispetto agli uomini se esposte al particolato atmosferico. Che esista una diversa sensibilità delle donne agli idrocarburi policiclici aromatici è stato ipotizzato da molti autori.
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Posted by: | Posted on: gennaio 20, 2015

Inquinamento atmosferico e danni cerebrali precoci nei bambini

Studi condotti a città del Messico, una delle città con l’aria più inquinata al mondo, almeno negli anni passati, hanno dimostrato che l’esposizione cronica ad elevati tassi di inquinamento atmosferico causa uno squilibrio significativo dell’attività di geni essenziali per l’apoptosi, la proliferazione cellulare, l’infiammazione, lo stress ossidativo, le risposte immunitarie innate e acquisite nonché la comparsa di alterazioni anatomiche cerebrali tipiche degli stadi più più precoci della malattia di Alzheimer, quali gli ammassi neurofibrillari o “tangle” già durante l’infanzia o l’adolescenza. Inoltre, bambini residenti a città del Messico, sani e senza problemi di salute, hanno un minor apprendimento scolastico e mostrano una riduzione delle capacità intellettive cognitive quando sottoposti ai test normalmente utilizzati per valutare lo sviluppo neurocognitivo. Infine è stata dimostrata anche una significativa riduzione della materia bianca cerebrale nei bambini residenti nelle zone più inquinate rispetto a quelli che abitano in zone meno inquinate della megalopoli messicana. La correlazione tra Inquinamento atmosferico e danni cerebrali precoci nei bambini è l’oggetto di questo studio messicano. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 19, 2015

Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti

Recenti ricerche hanno fornito risultati convincenti circa la correlazione fra esposizione inquinamento atmosferico e danni cerebrali. Studi condotti sia negli animali che nell’uomo hanno osservato un’associazione fra esposizione ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico e aumentata infiammazione cerebrale con accumulo di beta amiloide, un marcatore di alterata funzione neuronale. I soggetti con infiammazione cerebrale e neurodegenerazione causata dall’inquinamento atmosferico hanno maggiori probabilità di sviluppare difetti cognitivi e di sviluppare malattie neurodegenerative progressive come la malattia di Alzheimer. L’associazione fra Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti non è stata studiata a fondo. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 18, 2015

Inquinamento e lupus eritematoso sistemico

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmunitaria cronica le cui cause sono sconosciute, con una prevalenza di circa un caso ogni 2500 donne. Il lupus è caratterizzato da alterazione delle funzioni e dell’attività del sistema immunitario che distruggono i normali tessuti di quasi tutti gli organi. L’infiammazione che ne risulta causa danni e alterazione della funzione degli organi. Particolarmente devastanti possono essere gli effetti su organi vitali come i reni, il cuore, il sistema nervoso centrale.Diversi fattori ambientali sono stati implicati fra le cause scatenanti di questa malattia. Tuttavia, gli studi finora compiuti non hanno ottenuto risultati concordanti. Negli ultimi anni l’interesse per la possibile correlazione fra inquinamento e lupus eritematoso sistemico è aumentato, come per la patogenesi ambientale  di altre condizioni autoimmunitarie,  in seguito alla pubblicazione di risultati di studi ben condotti che hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico ,e il materiale particolato, possono indurre, fra l’altro, uno stato di infiammazione sistemica che potrebbe avere importanti ripercussioni sull’autoimmunità. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 17, 2015

Inquinamento atmosferico e anomalie cromosomiche dello sperma

Gli spermatozoi umani sembrano essere portatori di anomalie cromosomiche molto più frequentemente rispetto alle cellule germinali degli animali da esperimento. È stato riportato che circa il 10% degli uomini normali hanno spermatozoi con anomalie cromosomiche. In particolare inquinamento atmosferico e anomalie cromosomiche dello sperma sono stati correlati in almeno uno studio.  Le cause della  maggiore frequenza di anomalie cromosomiche nella specie umana non sono note, ma secondo alcuni andrebbero ricercate nella crescente esposizione a fattori tossici ambientali. Questa esposizione spiegherebbe anche una notevole eterogeneità individuale per quanto riguarda le anomalie cromosomiche presenti nello sperma. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 16, 2015

Effetti dei motori diesel sui linfociti: i gas di scarico alterno la funzione del sistema immunitario

Il gas emesso dai tubi di scarico dei motori diesel contiene, fra l’altro, particelle fini, cioè materiale particolato con un diametro inferiore ai 2,5 micron, comprese un grande numero di particelle ultra fini (<0,1 micron di diametro). Tutti questi composti sono costituiti da un nucleo centrale di carbonio elementare (80%) e da composti organici assorbiti, compresi idrocarburi policiclici aromatici, idrocarburi policiclici aromatici azotati, piccole quantità di solfati, nitrati, metalli pesanti ed altri elementi in tracce. Queste particelle hanno tutte una notevole importanza tossicologica. Le loro dimensioni infinitesimali le rendono respirabili, cioè hanno la capacità di raggiungere gli alveoli polmonari e di penetrare direttamente nella circolazione sanguigna attraverso l’endotelio o indirettamente attraverso i vasi linfatici.Pertanto l’eventuale danno del sistema linfatico ed immunitario ha spinto molti ricercatori a studiare gli effetti dei gasi di scarico dei motori diesel sui linfociti. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 14, 2015

Inquinamento atmosferico e fertilità umana

Studi recenti hanno dimostrato un’associazione dell’inquinamento atmosferico con anomalie della riproduzione della gravidanza fra cui prematurità, basso peso alla nascita dei neonati, alterazione della qualità dello sperma, infertilità, riduzione delle percentuali di successo delle tecniche di fecondazione artificiale in vitro, riduzione della fertilità sia nell’uomo che nei topi. Tuttavia non sono disponibili molti studi epidemiologici sull’associazione potenziale fra inquinamento atmosferico e fertilità umana nella pratica clinica quotidiana. Lo scopo di questo studio di popolazione spagnolo era di colmare una lacuna per quanto riguarda le nostre conoscenze sull’associazione tra inquinamento atmosferico da traffico veicolare e fertilità , valutando a tal proposito un gruppo di coppie residenti nella città di Barcellona. L’ipotesi dei ricercatori era che gli elevati livelli di inquinamento atmosferico possano essere associati con una riduzione dei tassi di fertilità valutata come il numero di nati vivi ogni 1000 donne di età compresa tra 15 e 44 anni. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 12, 2015

Associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini

Le leucemie sono il tumore maligno più frequente nei bambini con meno di 15 anni di età. La leucemia linfoblastica acuta è la più frequente di tutte le leucemie infantili e pediatriche, spiegando almeno l’80% di tutti i casi di leucemia nei bambini nelle nazioni civilizzate.L’incidenza nei paesi industrializzati è circa quattro volte superiore rispetto a quella dei paesi in via di sviluppo, suggerendo che la causa di queste malattie sia correlata anche con fattori ambientali o con gli stili di vita. Il picco dell’incidenza si ha fra i due e i cinque anni di età, suggerendo che l’esposizione prima del concepimento, durante la gravidanza e nei primi anni di vita può rappresentare una finestra temporale di esposizione importante dal punto di vista eziologico. L’associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini è stata oggetto di molti studi, non sempre con risultati concordanti.

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