Inquinamento atmosferico

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Posted by: | Posted on: gennaio 8, 2015

Aumento della mortalità per cancro e trattamento dei rifiuti in Spagna

Gli inceneritori e gli impianti di recupero o smaltimento di rifiuti pericolosi generano inevitabilmente emissioni tossiche che sono rilasciate nell’ambiente, per esempio diossine e altre sostanze riconosciute ufficialmente come cancerogene che possono essere diffuse nelle città poste nelle vicinanze di tali impianti. Numerosi studi hanno associato l’emissione degli impianti di trattamento dei rifiuti pericolosi con effetti deleteri sulla salute umana, per esempio sulla fertilità, le malformazioni congenite e l’incidenza delle neoplasie.  L’ associazione fra aumento della mortalità per cancro e trattamento dei rifiuti merita di essere pertanto studiata in tutto il mondo. Infatti, il trattamento e il recupero dei rifiuti tossici o pericolosi, per esempio il riciclaggio di veicoli rottamati, di residui metallici, la re-raffinazione di oli esausti, il trattamento chimico-fisico dei rifiuti rilasciano cancerogeni come diossine, arsenico, benzene, cadmio e cromo che potrebbero causare danni alla salute degli abitanti delle città vicine agli impianti. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 4, 2015

Autismo, inquinamento e genetica: importanza delle interazioni fra gene MET e particolato atmosferico

L‘autismo e i disturbi dello spettro autistico stanno aumentando continuamente di frequenza in tutto il mondo occidentale. Nella patogenesi dell’autismo, inquinamento e genetica si suppone che siano intimamente correlative la nota interazione di  fattori genetici e fattori ambientali. Infatti, diversi studi indipendenti hanno osservato un aumento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico nei bambini esposti ad elevati livelli di inquinanti emessi dal traffico veicolare in prossimità della loro residenza al momento della nascita. Sappiamo anche che un aumento del rischio di autismo è stato osservato nel bambini portatori di una variante genetica del promoter del gene MET, rs1858830, che comporta una ridotta espressione della proteina MET nel cervello e nel sistema immunitario. Inoltre, nei topi, la progenie nata da madri esposte durante la gravidanza al benzo(a)pirene, un idrocarburo policiclico aromatico presente nel particolato atmosferico e nei gas di scarico dei veicoli, presenta una ridotta espressione della proteina MET ed alterazioni del comportamento simile a quelli dei bambini autistici. Sia nei bambini che negli animali l’esposizione agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) in epoca prenatale è stata associata con uno ridotto quoziente intellettivo all’età di 5 anni e con un aumento dell’ansia, della depressione e dei deficit di attenzione all’età di 6-7 anni. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 2, 2015

Autismo e particolato atmosferico prima, durante e dopo la gravidanza

Lo spettro dei disordini autistici (ASD) è un’anomalia dello sviluppo neurologico la cui prevalenza sta aumentando continuamente in tutto il mondo.

L’inquinamento atmosferico contiene diverse sostanze tossiche che sono state associate con la neurotossicità ed altri eventi avversi fetali in utero. Il materiale particolato veicolato dall’aria è ricoperto di diverse sostanze contaminanti che sono in grado di penetrare all’interno delle cellule inducendo stress ossidativo e danno mitocondriale in vitro. Nei roditori queste sostanze stimolano il rilascio sistemico di citochine infiammatorie anche nel cervello e nel sistema immunitario neonatale, modulando processi che sono stati implicati nella patogenesi dell’ASD. Autismo e particolato atmosferico potrebbero quindi essere correlati. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 19, 2014

Inquinamento atmosferico e aterosclerosi carotidea: i risultati di uno studio canadese

L’inquinamento atmosferico e aterosclerosi: l’associazione  con le malattie cardiovascolari può avvenire attraverso due principali meccanismi: promozione della progressione dell’aterosclerosi e scatenamento di eventi acuti cardiaci in individui con aterosclerosi avanzata, specialmente se con placche vulnerabili.

L’aterosclerosi è una malattia cronica-degenerativa caratterizzata dalla formazione di placche nelle arterie maggiori e dalla loro progressiva estensione fino a provocare ischemia cronica da ridotto rifornimento di sangue nonché eventi acuti cardiaci causati dalla rottura delle placche e della formazione di trombi. Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che la gravità dell’aterosclerosi misurata mediante lo spessore intima-media carotideo è in grado di prevedere il rischio cardiovascolare futuro (per esempio cardiopatia ischemica e ictus cerebrale) nella popolazione senza malattie cardiovascolari in atto.

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Posted by: | Posted on: dicembre 17, 2014

Inquinamento atmosferico e ipertensione della gravidanza

È definitivamente dimostrato che l’inquinamento atmosferico aumenta la morbilità e la mortalità per malattie cardiovascolari e aterosclerosi. Sono stati proposti diversi meccanismi per spiegare questa associazione, fra cui le alterazioni del sistema nervoso autonomico, l’ induzione di infiammazione e di stress ossidativo a livello sia polmonare che sistemico, la disfunzione endoteliale, l’ aumentata coagulabilità del sangue. L’ aumento della pressione arteriosa è un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e può contribuire a questa associazione tra inquinamento atmosferico e mortalità e morbilità cardiovascolare. Sebbene molti studi abbiano dato risultati a volte differenti, le prove di un rapporto tra esposizione all’aria atmosferica inquinata e aumentati livelli della pressione arteriosa divengono sempre più corpose.

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Posted by: | Posted on: dicembre 15, 2014

Inquinamento atmosferico e aterosclerosi asintomatica: i risultati di uno studio spagnolo

L’inquinamento dell’aria atmosferica da traffico veicolare o da qualsiasi altra causa determina un aumento della mortalità prematura, principalmente a causa di un aumento delle malattie cardiovascolari. Secondo la World Health Organization (WHO), il 2008 le malattie cardiovascolari rappresentavano la principale causa di morte in tutto il mondo. Queste malattie sono caratterizzate dalla comparsa di lesioni tipiche dell’aterosclerosi, un processo degenerativo cronico che si osserva principalmente nelle arterie di medie e grandi dimensioni ed è caratterizzata dall’ispessimento localizzato asimmetrico dello strato più interno della parete arteriosa, l’intima. Lo sviluppo dell’aterosclerosi rappresenta risultato dell’esposizione cumulativa diversi fattori di rischio: ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, obesità, fumo di tabacco, ridotta attività fisica, predisposizione genetica ed altri fattori legati allo stile di vita. L’esposizione a breve termine all’inquinamento atmosferico causa infarto del miocardio e ictus cerebrale, ma, almeno nell’uomo, prove definitive a conferma dell’ipotesi che l’inquinamento atmosferico contribuisca alla aterogenesi non ve ne sono, mentre studi sperimentali, condotti soprattutto nei topi obesi confermano questa associazione.

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Posted by: | Posted on: novembre 19, 2014

L’esposizione a pesticidi, insetticidi, fungicidi e fumiganti aumenta il rischio di linfoma non Hodgkin e di mieloma multiplo negli agricoltori americani. I risultati dell’Agricoltural Health Study

Introduzione

L’associazione dei linfomi non-Hodgkin ed altre neoplasie ematologiche con l’esposizione lavorativa negli agricoltori è nota fin dagli anni 1970. Gli agricoltori e gli altri addetti alle aziende agricole possono essere esposti a numerose sostanze cancerogene, fra le quali Le maggiormente sospettate sono i pesticidi. Diversi studi epidemiologici condotti in numerose regioni del mondo. hanno suggerito un aumento del rischio di mieloma multiplo e di alcuni sottotipi di linfoma non-Hodgkin in rapporto con l’uso di specifici pesticidi appartenenti a diverse classe funzionali (insetticidi, fungicidi, fumiganti, erbicidi). Una metanalisi di 13 studi caso-controllo pubblicati fra il 1993 e il 2005 aveva dimostrato un aumento significativo del rischio di linfoma non Hodgkin in seguito ad esposizione occupazionale ai pesticidi (OR = 1,35; IC 95% 1,2-1,5). Il rischio era ancora superiore nei soggetti esposti per oltre 10 anni ai pesticidi (OR = 1,65; IC 95% 1,08-1,95). Tuttavia, in questa metanalisi non fu effettuata alcuna indagine circa l’uso di specifici pesticidi e la presenza di eventuali altri fattori di rischio. La International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione ha classificato come probabilmente cancerogene per gli esseri umani le attività che espongono ai pesticidi, anche se per molte di queste sostanze la cancerogenicità non è stata ancora definitivamente dimostrata. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 18, 2014

L’esposizione a basse concentrazioni di particolato atmosferico ambientale causa infiammazione sistemica in pazienti con cardiopatia ischemica

Introduzione

Il particolato atmosferico non è una miscela omogenea ma è molto variabile per composizione e grandezza delle particelle, cosicché, anche gli effetti sulla salute possono variare notevolmente. Studi tossicologici hanno dimostrato che anche le particelle grossolane, originate principalmente dal suolo, sono dei potenti induttori d’infiammazione, ancora più potenti delle particelle più fini. Inoltre, gli studi epidemiologici sul PM2.5 hanno indicato che le particelle derivanti dalla combustione producono effetti cardiovascolari particolarmente dannosi. Studi recenti hanno suggerito che anche le particelle derivanti dalla combustione delle biomasse sono altrettanto pericolose di quelle derivate dalla combustione fossile. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 12, 2014

Il rischio di cancro è aumentato fra i lavoratori addetti alla sintesi e alla polimerizzazione del tetrafluoroetilene

 

 Il tetrafluoroetilene (TFR, formula chimica: C2 F4, numero di registro  CAS 116-14-3) è un gas incolore e  insolubile in acqua usato principalmente come monomero per la produzione del politetrafluoroetilene (PTFE), o altri polimeri fluorurati,  o come composto intermedio per la sintesi dell’esafluoropropilene. Il PTFE possiede numerose proprietà molto utili ed è usato principalmente nell’industria e nei prodotti di consumo, per esempio, nelle pellicole per alimenti, nei cuscinetti e  guarnizioni, nei rivestimenti antiaderenti per gli utensili da cucina, nelle membrane impermeabili e traspiranti per i vestiti, nei rivestimenti protettivi sui tappeti ed altro ancora.  L’inalazione cronica del tetrafluoroetilene ha causato un aumento dell’incidenza di tumori negli animali di laboratorio di entrambi i sessi. Nei topi  maschi è stata dimostrata un’aumentata incidenza di neoplasie renali ed epatiche dopo esposizione cronica al tetrafluoroetilene. Nelle femmine di topo è stata osservata un’aumentata incidenza di neoplasie renali, di sarcomi epatici, di epatocarcinomi e leucemie. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 7, 2014

L’inquinamento atmosferico accelera la progressione dell’aterosclerosi?

Introduzione

Che lo sviluppo clinico delle malattie cardiovascolari sia il risultato dell’interazione fra i geni e l’ambiente è una premessa biologica universalmente accettata: l’espressione dei geni che porta alla malattia è il risultato di influenze ambientali che operano sullo sfondo di una predisposizione genetica. Numerosi sforzi sono stati compiuti per esplorare la natura di questa predisposizione genetica. L’ impegno dei ricercatori per l’identificazione dei fattori ambientali responsabili delle malattie cardiovascolari si è focalizzato soprattutto sui fattori modificabili a livello personale come la dieta, il livello di attività fisica e i farmaci. Tuttavia, i risultati di studi sempre più numerosi confermano l’importanza di altri fattori ambientali sui quali i singoli soggetti hanno scarse possibilità di controllo, come l’inquinamento atmosferico, e nondimeno sono di notevole importanza per lo sviluppo e la comparsa di malattie cardiovascolari. Read More …