Neonatologia

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Posted by: | Posted on: gennaio 17, 2015

Inquinamento atmosferico e anomalie cromosomiche dello sperma

Gli spermatozoi umani sembrano essere portatori di anomalie cromosomiche molto più frequentemente rispetto alle cellule germinali degli animali da esperimento. È stato riportato che circa il 10% degli uomini normali hanno spermatozoi con anomalie cromosomiche. In particolare inquinamento atmosferico e anomalie cromosomiche dello sperma sono stati correlati in almeno uno studio.  Le cause della  maggiore frequenza di anomalie cromosomiche nella specie umana non sono note, ma secondo alcuni andrebbero ricercate nella crescente esposizione a fattori tossici ambientali. Questa esposizione spiegherebbe anche una notevole eterogeneità individuale per quanto riguarda le anomalie cromosomiche presenti nello sperma. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 14, 2015

Inquinamento atmosferico e fertilità umana

Studi recenti hanno dimostrato un’associazione dell’inquinamento atmosferico con anomalie della riproduzione della gravidanza fra cui prematurità, basso peso alla nascita dei neonati, alterazione della qualità dello sperma, infertilità, riduzione delle percentuali di successo delle tecniche di fecondazione artificiale in vitro, riduzione della fertilità sia nell’uomo che nei topi. Tuttavia non sono disponibili molti studi epidemiologici sull’associazione potenziale fra inquinamento atmosferico e fertilità umana nella pratica clinica quotidiana. Lo scopo di questo studio di popolazione spagnolo era di colmare una lacuna per quanto riguarda le nostre conoscenze sull’associazione tra inquinamento atmosferico da traffico veicolare e fertilità , valutando a tal proposito un gruppo di coppie residenti nella città di Barcellona. L’ipotesi dei ricercatori era che gli elevati livelli di inquinamento atmosferico possano essere associati con una riduzione dei tassi di fertilità valutata come il numero di nati vivi ogni 1000 donne di età compresa tra 15 e 44 anni. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 13, 2015

Composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani: i risultati dello studio LIFE

L’infertilità e la sub-fertilità maschile sono problemi osservati con frequenza crescente nella società occidentale. Gli studi epidemiologici mostrano un aumento dell’infertilità e del ricorso alle tecniche di produzione assistita. Questa tendenza crescente si osserva non solo come conseguenza di fattori correlati con lo stile di vita, di abitudini personali, degli effetti collaterali di terapie antineoplastiche o immunosoppressive, ma anche a causa dell’esposizione a inquinanti ambientali. Si stima che nel 20% dei casi l’infertilità di coppia può essere attribuita esclusivamente a fattori maschili e che i fattori maschili contribuiscono con un altro 30%-40% al totale. Ciononostante, l’infertilità maschile rimane un problema complesso le cui possibili cause sono ancora poco conosciute. Soltanto negli ultimi anni un i ricercatori hanno cominciato ad interessarsi alla possibile associazione fra esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 12, 2015

Associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini

Le leucemie sono il tumore maligno più frequente nei bambini con meno di 15 anni di età. La leucemia linfoblastica acuta è la più frequente di tutte le leucemie infantili e pediatriche, spiegando almeno l’80% di tutti i casi di leucemia nei bambini nelle nazioni civilizzate.L’incidenza nei paesi industrializzati è circa quattro volte superiore rispetto a quella dei paesi in via di sviluppo, suggerendo che la causa di queste malattie sia correlata anche con fattori ambientali o con gli stili di vita. Il picco dell’incidenza si ha fra i due e i cinque anni di età, suggerendo che l’esposizione prima del concepimento, durante la gravidanza e nei primi anni di vita può rappresentare una finestra temporale di esposizione importante dal punto di vista eziologico. L’associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini è stata oggetto di molti studi, non sempre con risultati concordanti.

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Posted by: | Posted on: gennaio 9, 2015

Tetracloroetilene e malformazioni congenite

Negli anni 1980-1985 nel sistema di distribuzione delle acque di una base militare della marina  americana  furono riversati  tetracloroetilene (percloroetilene) tricloroetilene, trans-1,2-dicloroetilene e cloruro di vinile come prodotti di degradazione del percloroetilene e benzene. Per queste molecole vi è il sospetto di un’associazione con difetti della crescita del feto e di altre anomalie fetali, soprattutto per quanto riguarda il tetracloroetilene e malformazioni congenite. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 7, 2015

Esposizione materna durante la gravidanza al tetracloroetilene e restrizione della crescita fetale

Negli anni 1980-1985 in alcuni pozzi di una base della marina militare americana fu scoperta la presenza di composti organici volatili (VOC), soprattutto il tetracloroetilene proveniente da un deposito di rifiuti, principalmente solventi utilizzati per la pulizia dei locali della base che era stata aperta nei primi anni 1940. La quantità massima di tetracloroetilene fu 215 parti per miliardo nel febbraio 1985. Nel sistema di distribuzione delle acque erano presenti anche tricloroetilene, trans-1,2-dicloroetilene e cloruro di vinile come prodotti di degradazione del percloroetilene e benzene. Per queste molecole vi è il sospetto di un’associazione con difetti della crescita del feto, soprattutto per quanto riguarda tetracloroetilene e restrizione della crescita fetale. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 3, 2015

Autismo e pesticidi in gravidanza: aumento del rischio se le madri risiedono in prossimità di terreni agricoli contaminati

Alcuni fra i pesticidi più frequentemente usati in agricoltura sono stati associati con anomalie dello sviluppo neurocomportamentale dei bambini e con i disordini dello spettro autistico. Per autismo si intende un’anomalia dello sviluppo neurologico i cui sintomi compaiono entro tre anni di età presentandosi con alterazioni specifiche dello sviluppo del linguaggio e delle capacità di stabilire interazioni sociali; i bambini autistici mostrano comportamenti, attività e movimenti ripetitivi e limitati. I bambini sono colpiti 4-5 volte più delle bambine, con una frequenza che è in continuo, reale aumento nelle ultime decadi. La correlazione fra autismo e  pesticidi in gravidanza merita pertanto il massimo della considerazione.  Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 22, 2014

Inquinamento atmosferico e ictus cerebrale: i risultati dello studio europeo ESCAPE

Gli standard che definiscono la qualità dell’aria in Europa sono in corso di revisione da parte del Parlamento europeo, il quale ha raccomandato di dedicare maggior attenzione agli effetti cronici dell’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico, soprattutto per quanto riguarda gli effetti sull’apparato cardiovascolare e respiratorio del particolato fine, cioè del PM 2,5 che definisce le particelle con un diametro di aerodinamico inferiore a 2,5 micron. Numerosi studi epidemiologici hanno suggerito l’esistenza di una  possibile correlazione fra inquinamento atmosferico e ictus cerebrale

Al contrario degli Stati Uniti e del Canada, dove sono stati condotti numerose prove sulla mortalità per cause respiratorie e cardiache associata all’inquinamento atmosferico, soltanto un numero limitato di studi sono stati condotti in Europa, la maggior parte dei quali su una singola popolazione di una sola nazione. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 21, 2014

Inquinamento atmosferico e cancro polmonare in 17 popolazioni europee: i risultati dello studio europeo ESCAPE

Il cancro polmonare è uno dei più frequenti tumori e ha una cattiva prognosi. Il fumo di sigaretta ne è la causa principale, ma l’esposizione occupazionale, l’esposizione al radon nella propria residenza, il fumo di tabacco passivo sono fattori di rischio ben noti. Inoltre l’appartenenza a classi sociali di livello socioeconomico inferiore aumenta il rischio di cancro polmonare. L’inquinamento atmosferico, soprattutto il materiale particolato con gli idrocarburi policiclici aromatici ed altre molecole genotossiche assorbite è fortemente indiziato di provocare il cancro polmonare. L’associazione fra inquinamento atmosferico e cancro polmonare è stata osservata in moltissimi studi epidemiologici,  i cui risultati  hanno evidenziato un aumentato rischio di cancro polmonare dopo esposizione  con vari parametri utilizzati per misurare l’inquinamento dell’aria atmosferica. L’associazione è particolarmente evidente nei non-fumatori, nei soggetti che non hanno mai fumato e in quelli con un basso consumo di frutta. Nelle nazioni sviluppate l’incidenza totale di cancro polmonare si è stabilizzata durante le ultime decadi, anche se sono state notate variazioni nella frequenza dei diversi tipi istologici, con un sostanziale incremento relativo degli adenocarcinomi e una riduzione del carcinoma a cellule squamose. Variazioni delle miscele di tabacco e della composizione degli inquinanti atmosferici può aver contribuito a determinare questa variazione. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 20, 2014

Inquinamento atmosferico e basso peso alla nascita: i risultati dello studio europeo ESCAPE

L’inquinamento dell’aria atmosferica è uno dei più importanti fattori modificabili che minacciano la salute umana. L’esposizione materna all’ inquinamento atmosferico durante la gravidanza aumenta il rischio di prematurità (<37 settimana di gestazione), basso peso alla nascita (<2.500 g), malformazioni congenite e numerosi altri effetti dannosi sulla salute umana. Loo studio dell’associazione fra inquinamento atmosferico e basso peso alla nascita è importante perché altre forme di inquinamento ambientale potrebbero giocare un ruolo.

Gli infanti con un basso peso alla nascita hanno un rischio maggiore di mortalità e morbilità rispetto a quelli che nascono con un peso più elevato. Il basso peso alla nascita aumenterebbe il rischio di asma negli anni successivi e di una ridotta funzione polmonare nell’età adulta, anche se non tutti gli studi hanno fornito risultati concordanti. Gli infanti con basso peso alla nascita aumentano rapidamente di peso nei primi tre mesi di vita, fenomeno che è stato associato con i sintomi di asma nei bambini fino al quarto anno di età. Read More …