Neurologia

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Posted by: | Posted on: novembre 24, 2014

I livelli di DDT e del suo metabolita DDE sono più alti nella malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è la malattia neurodegenerativa più frequente a livello mondiale, con un aumento previsto dei casi di oltre tre volte nei prossimi quarant’anni . La forma più frequente di Alzheimer è quella ad esordio tardivo, che si sviluppa tipicamente dopo i 60 anni di età. I fattori eziologici non sono completamente conosciuti ma è noto che fattori genetici, ambientali e abitudini di vita condizionano il rischio individuale di sviluppare la malattia (2). Tra i numerosi geni di suscettibilità per l’Alzheimer che continuano ad ingrossare la lista dei candidati, soltanto l’allele dell’apolipoproteina E4 (APOE4) ha un effetto significativo, aumentando il rischio di 2- 3 volte nei soggetti che ne sono portatori. Considerati nel loro insieme, la decina di geni identificati finora permette di spiegare soltanto la metà circa dei casi di Alzheimer (3). Diversi studi hanno riportato risultati che suggeriscono come l’esposizione occupazionale a metalli, solventi e pesticidi possa rappresentare un importante fattore di rischio (4,5). Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 11, 2014

Tumori cerebrali e onde elettromagnetiche emesse dai cellulari. I risultati dello studio francese CERENAT

Introduzione

Il numero di abbonati alla telefonia mobile alla fine del 2011 era di oltre 6.000.000.00 in tutto il mondo, secondo i dati dell’unione internazionale delle compagnie telefoniche. Dal 1980 i cellulari si sono evoluti attraverso quattro diverse generazioni, fornendo via via un numero sempre maggiore di servizi diversi da quelli telefonici. Questi progressi hanno portato a un aumento notevole dell’uso degli apparecchi di telefonia mobile. Secondo il ministero delle telecomunicazioni e delle poste francesi, ogni cittadino di quel paese utilizza in media il cellulare per 150 minuti al mese, con un incremento del 27% sul 2000, escludendo altri servizi ed usi specifici, per esempio sul posto di lavoro.

Il potenziale cancerogeno dei campi elettromagnetici a radiofrequenza, secondo molti, non è stato ancora definitivamente accertato. Studi in vitro hanno valutato diversi meccanismi come la genotossicità, la proliferazione cellulare, l’apoptosi, l’espressione genica, e gli effetti diretti sulle proteine. Giacché durante la conversazione il cellulare è a diretto contatto con il cranio, l’associazione potenziale fra l’uso del cellulare e i tumori cerebrali è un argomento di notevole preoccupazione. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 7, 2014

L’inquinamento acustico da traffico aumenta il rischio di ictus cerebrale nei soggetti anziani

L’esposizione acuta all’inquinamento acustico è sospettata di attivare i sistemi endocrino e nervoso simpatico, causando quindi variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca oltre al rilascio di ormoni dello stress. Inoltre, l’esposizione all’inquinamento sonoro notturno, anche ai livelli che normalmente si osservano in ambiente urbano, causa disturbi del sonno.

L’esposizione persistente all’inquinamento acustico sembra aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Una rassegna critica pubblicata nel 2006 di 61 studi epidemiologici sugli effetti dell’esposizione al rumore del traffico veicolare (strade, aerei, ferrovie) sulla salute cardiovascolare ha dimostrato un’associazione con l’ipertensione arteriosa e le cardiopatie ischemiche negli adulti. Recentemente, una meta-analisi ha suggerito che il rischio di infarto del miocardio aumenta con l’aumentare dell’inquinamento acustico da traffico in modo dose-dipendente. Queste osservazioni sono state corroborate dai risultati di studi caso controllo, anche dopo aggiustamento per l’inquinamento atmosferico, altra causa nota di malattie cardiovascolari. Read More …