Pneumologia

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Posted by: | Posted on: gennaio 18, 2015

Inquinamento e lupus eritematoso sistemico

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmunitaria cronica le cui cause sono sconosciute, con una prevalenza di circa un caso ogni 2500 donne. Il lupus è caratterizzato da alterazione delle funzioni e dell’attività del sistema immunitario che distruggono i normali tessuti di quasi tutti gli organi. L’infiammazione che ne risulta causa danni e alterazione della funzione degli organi. Particolarmente devastanti possono essere gli effetti su organi vitali come i reni, il cuore, il sistema nervoso centrale.Diversi fattori ambientali sono stati implicati fra le cause scatenanti di questa malattia. Tuttavia, gli studi finora compiuti non hanno ottenuto risultati concordanti. Negli ultimi anni l’interesse per la possibile correlazione fra inquinamento e lupus eritematoso sistemico è aumentato, come per la patogenesi ambientale  di altre condizioni autoimmunitarie,  in seguito alla pubblicazione di risultati di studi ben condotti che hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico ,e il materiale particolato, possono indurre, fra l’altro, uno stato di infiammazione sistemica che potrebbe avere importanti ripercussioni sull’autoimmunità. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 16, 2015

Effetti dei motori diesel sui linfociti: i gas di scarico alterno la funzione del sistema immunitario

Il gas emesso dai tubi di scarico dei motori diesel contiene, fra l’altro, particelle fini, cioè materiale particolato con un diametro inferiore ai 2,5 micron, comprese un grande numero di particelle ultra fini (<0,1 micron di diametro). Tutti questi composti sono costituiti da un nucleo centrale di carbonio elementare (80%) e da composti organici assorbiti, compresi idrocarburi policiclici aromatici, idrocarburi policiclici aromatici azotati, piccole quantità di solfati, nitrati, metalli pesanti ed altri elementi in tracce. Queste particelle hanno tutte una notevole importanza tossicologica. Le loro dimensioni infinitesimali le rendono respirabili, cioè hanno la capacità di raggiungere gli alveoli polmonari e di penetrare direttamente nella circolazione sanguigna attraverso l’endotelio o indirettamente attraverso i vasi linfatici.Pertanto l’eventuale danno del sistema linfatico ed immunitario ha spinto molti ricercatori a studiare gli effetti dei gasi di scarico dei motori diesel sui linfociti. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 1, 2015

Inquinamento atmosferico e BPCO: incidenza, mortalità e ricoveri ospedalieri in una metanalisi della letteratura

La malattia polmonare istruttiva cronica(BPCO) è una delle principali cause di morte nel mondo, causando circa 3 milioni di decessi all’anno. Fino al 2010 la BPCO era la principale causa di morte e fra le prime cinque cause di anni di vita persi in Asia. Si stima che in tutto il mondo ci siano oltre 210 milioni di persone affette da BPCO e che senza interventi efficaci, il numero di morti per tale patologia aumenterà di oltre il 30% nella prossima decade. I principali fattori di rischio per la BPCO sono il fumo di tabacco, l’inquinamento atmosferico esterno e quello interno alle abitazioni derivante dalla combustione di biomasse ed altre fonti di combustibile fossile. In alcune revisioni sistematiche della letteratura, l’inquinamento atmosferico degli ambienti confinati (abitazione, uffici, eccetera) raddoppia il rischio di BPCO; il fumo di tabacco aumenta il rischio di malattie respiratorie croniche polmonari, mentre la cessazione dell’abitudine al fumo è un’efficace strategia per il trattamento della BPCO. L’inquinamento atmosferico è un problema di estrema rilevanza in Cina a causa del tumultuoso sviluppo industriale che sta avvenendo in quella nazione. Pertanto, la prevenzione delle malattie respiratorie croniche causate dall’inquinamento atmosferico è un problema di estrema rilevanza. Inoltre, la verifica delle misure attuate per migliorare la qualità dell’aria è un aspetto importante per giudicare la qualità delle decisioni politiche del governo cinese. In questo studio sono stati rivisiti i dati della letteratura sulla correlazione  fra incidenza e mortalità da BPCO e inquinamento atmosferico.  Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 24, 2014

Inquinamento atmosferico e mortalità da cause naturali: i risultati dello studio europeo ESCAPE

In questo articolo sono riportati i risultati del progetto europeo ESCAPE relativi all’associazione fra inquinamento atmosferico e mortalità. Altri studi  da ogni causa naturale. Altri articoli sono stati pubblicati con i risultati dell’analisi relativa alle cause specifiche di morte.

La popolazione arruolata in questo studio consisteva di 367.251 persone a rischio, seguite per un follow-up di 13,9 anni (range 6,5-18,6 anni). Di queste 29.076 morirono di causa naturale durante il periodo dello studio. Le popolazioni furono arruolate principalmente negli anni 1990 in 22 città europee ed erano molto diverse per quanto riguarda l’età media al momento dell’ingresso nello studio, la presenza di altri fattori confondenti, la percentuale di soggetti che si erano trasferiti durante il follow-up. Anche le concentrazioni dell’inquinamento atmosferico erano molto variabili nelle città studiate, ed aumentavano in genere passando dal Nord al Sud d’Europa. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 22, 2014

Inquinamento atmosferico e ictus cerebrale: i risultati dello studio europeo ESCAPE

Gli standard che definiscono la qualità dell’aria in Europa sono in corso di revisione da parte del Parlamento europeo, il quale ha raccomandato di dedicare maggior attenzione agli effetti cronici dell’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico, soprattutto per quanto riguarda gli effetti sull’apparato cardiovascolare e respiratorio del particolato fine, cioè del PM 2,5 che definisce le particelle con un diametro di aerodinamico inferiore a 2,5 micron. Numerosi studi epidemiologici hanno suggerito l’esistenza di una  possibile correlazione fra inquinamento atmosferico e ictus cerebrale

Al contrario degli Stati Uniti e del Canada, dove sono stati condotti numerose prove sulla mortalità per cause respiratorie e cardiache associata all’inquinamento atmosferico, soltanto un numero limitato di studi sono stati condotti in Europa, la maggior parte dei quali su una singola popolazione di una sola nazione. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 21, 2014

Inquinamento atmosferico e cancro polmonare in 17 popolazioni europee: i risultati dello studio europeo ESCAPE

Il cancro polmonare è uno dei più frequenti tumori e ha una cattiva prognosi. Il fumo di sigaretta ne è la causa principale, ma l’esposizione occupazionale, l’esposizione al radon nella propria residenza, il fumo di tabacco passivo sono fattori di rischio ben noti. Inoltre l’appartenenza a classi sociali di livello socioeconomico inferiore aumenta il rischio di cancro polmonare. L’inquinamento atmosferico, soprattutto il materiale particolato con gli idrocarburi policiclici aromatici ed altre molecole genotossiche assorbite è fortemente indiziato di provocare il cancro polmonare. L’associazione fra inquinamento atmosferico e cancro polmonare è stata osservata in moltissimi studi epidemiologici,  i cui risultati  hanno evidenziato un aumentato rischio di cancro polmonare dopo esposizione  con vari parametri utilizzati per misurare l’inquinamento dell’aria atmosferica. L’associazione è particolarmente evidente nei non-fumatori, nei soggetti che non hanno mai fumato e in quelli con un basso consumo di frutta. Nelle nazioni sviluppate l’incidenza totale di cancro polmonare si è stabilizzata durante le ultime decadi, anche se sono state notate variazioni nella frequenza dei diversi tipi istologici, con un sostanziale incremento relativo degli adenocarcinomi e una riduzione del carcinoma a cellule squamose. Variazioni delle miscele di tabacco e della composizione degli inquinanti atmosferici può aver contribuito a determinare questa variazione. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 20, 2014

Inquinamento atmosferico e basso peso alla nascita: i risultati dello studio europeo ESCAPE

L’inquinamento dell’aria atmosferica è uno dei più importanti fattori modificabili che minacciano la salute umana. L’esposizione materna all’ inquinamento atmosferico durante la gravidanza aumenta il rischio di prematurità (<37 settimana di gestazione), basso peso alla nascita (<2.500 g), malformazioni congenite e numerosi altri effetti dannosi sulla salute umana. Loo studio dell’associazione fra inquinamento atmosferico e basso peso alla nascita è importante perché altre forme di inquinamento ambientale potrebbero giocare un ruolo.

Gli infanti con un basso peso alla nascita hanno un rischio maggiore di mortalità e morbilità rispetto a quelli che nascono con un peso più elevato. Il basso peso alla nascita aumenterebbe il rischio di asma negli anni successivi e di una ridotta funzione polmonare nell’età adulta, anche se non tutti gli studi hanno fornito risultati concordanti. Gli infanti con basso peso alla nascita aumentano rapidamente di peso nei primi tre mesi di vita, fenomeno che è stato associato con i sintomi di asma nei bambini fino al quarto anno di età. Read More …