Tetracloroetilene e danni alla salute

Posted by: | Posted on: gennaio 15, 2015

Il lavaggio a secco sfrutta la capacità di alcuni solventi (percloroetilene, tricloroetilene, riclorotrifluoroetano) di estrarre i grassi trattenuti nei tessuti.

Il tetracloroetilene è stato rinvenuto nell’acqua potabile, negli ambienti confinati (case, uffici ecc.), nell’aria ambiente, nelle falde acquifere profonde e nei suoli. La via principale di esposizione è rappresentata dalle vie aeree, anche a causa della contaminazione dell’aria inspirata da parte di vapori provenienti dal suolo e/o dall’acqua. Il tetracloroetilene è metabolizzato a diversi composti secondari, principalmente nel fegato, ed è molto probabile che almeno alcuni dei suoi metaboliti contribuiscano a determinare gli effetti tossici tipici della molecola originaria. Numerosi sono gli studi che hanno valutato la correlazione fra tetracloroetilene e danni alla salute. Read More …


Inquinamento atmosferico e fertilità umana

Posted by: | Posted on: gennaio 14, 2015

Studi recenti hanno dimostrato un’associazione dell’inquinamento atmosferico con anomalie della riproduzione della gravidanza fra cui prematurità, basso peso alla nascita dei neonati, alterazione della qualità dello sperma, infertilità, riduzione delle percentuali di successo delle tecniche di fecondazione artificiale in vitro, riduzione della fertilità sia nell’uomo che nei topi. Tuttavia non sono disponibili molti studi epidemiologici sull’associazione potenziale fra inquinamento atmosferico e fertilità umana nella pratica clinica quotidiana. Lo scopo di questo studio di popolazione spagnolo era di colmare una lacuna per quanto riguarda le nostre conoscenze sull’associazione tra inquinamento atmosferico da traffico veicolare e fertilità , valutando a tal proposito un gruppo di coppie residenti nella città di Barcellona. L’ipotesi dei ricercatori era che gli elevati livelli di inquinamento atmosferico possano essere associati con una riduzione dei tassi di fertilità valutata come il numero di nati vivi ogni 1000 donne di età compresa tra 15 e 44 anni. Read More …


Composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani: i risultati dello studio LIFE

Posted by: | Posted on: gennaio 13, 2015

L’infertilità e la sub-fertilità maschile sono problemi osservati con frequenza crescente nella società occidentale. Gli studi epidemiologici mostrano un aumento dell’infertilità e del ricorso alle tecniche di produzione assistita. Questa tendenza crescente si osserva non solo come conseguenza di fattori correlati con lo stile di vita, di abitudini personali, degli effetti collaterali di terapie antineoplastiche o immunosoppressive, ma anche a causa dell’esposizione a inquinanti ambientali. Si stima che nel 20% dei casi l’infertilità di coppia può essere attribuita esclusivamente a fattori maschili e che i fattori maschili contribuiscono con un altro 30%-40% al totale. Ciononostante, l’infertilità maschile rimane un problema complesso le cui possibili cause sono ancora poco conosciute. Soltanto negli ultimi anni un i ricercatori hanno cominciato ad interessarsi alla possibile associazione fra esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani. Read More …


Associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini

Posted by: | Posted on: gennaio 12, 2015

Le leucemie sono il tumore maligno più frequente nei bambini con meno di 15 anni di età. La leucemia linfoblastica acuta è la più frequente di tutte le leucemie infantili e pediatriche, spiegando almeno l’80% di tutti i casi di leucemia nei bambini nelle nazioni civilizzate.L’incidenza nei paesi industrializzati è circa quattro volte superiore rispetto a quella dei paesi in via di sviluppo, suggerendo che la causa di queste malattie sia correlata anche con fattori ambientali o con gli stili di vita. Il picco dell’incidenza si ha fra i due e i cinque anni di età, suggerendo che l’esposizione prima del concepimento, durante la gravidanza e nei primi anni di vita può rappresentare una finestra temporale di esposizione importante dal punto di vista eziologico. L’associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini è stata oggetto di molti studi, non sempre con risultati concordanti.

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Composti perfluoroalchilici e cancro della prostata

Posted by: | Posted on: gennaio 11, 2015

I fattori di rischio per il cancro della prostata sono numerosi ed eterogenei: fattori genetici, infettivi, infiammatori, età, dieta, gruppo etnico di appartenenza, eccesso di androgeni, ormoni sessuali maschili sono tutti fattori noti. Recentemente, nella ricerca di nuovi fattori di rischio notevole interesse ha suscitato l’interesse dei rapporti fra PFAS o composti perfluoroalchilici e cancro della prostata. Queste molecole artificiali sono state associate con diversi tipi di cancro, prevalentemente a carico delle vie genito-urinarie (testicolo, prostata, reni, vescica) sia nei lavoratori esposti per motivi professionali che negli individui residenti in aree contaminate.In uno studio danese fu stimato un aumento del 30-40% del rischio di cancro prostatico nei soggetti con concentrazioni molto elevati di acido perfluorooctansulfonico (PFOS), cioè in quelli posti nei tre quartili superiori di concentrazione di PFOS rispetto a quelli del quartile inferiore. Read More …


Tetracloroetilene e cancro della vescica negli operai delle lavanderie a secco

Posted by: | Posted on: gennaio 10, 2015

Il cancro della vescica è, in ordine di frequenza, il nono tumore maligno con oltre 330.000 nuovi casi e circa 130.000 morti all’anno stimate in tutto il mondo nel 2010. Il fumo di sigaretta è la causa più nota, provocando circa il 65% dei casi nei maschi e il 30% nelle femmine nei paesi industrializzati. Un’associazione fra esposizione a tetracloroetilene e cancro della vescica è stata sospettata da numerosi anni. Un aumento del rischio di cancro della vescica è stato segnalato negli operai di certe industrie (produzione e lavorazione della gomma e dell’alluminio, industrie tessili, solventi e coloranti) e occupazioni (verniciatori, imbianchini, lavanderie a secco, barbieri e parrucchieri di entrambi i sessi) o nei soggetti esposti a specifiche sostanze chimiche (ammine aromatiche, IPA, arsenico, tetracloroetilene). Il tetracloroetilene, noto anche come percloroetilene, è utilizzato fin dai primi anni 1990 come intermedio per la produzione di fluorocarburi e nella pulitura a secco; altro impiego di rilevanza per diffusione è come sgrassante per la pulizia dei metalli.Gli addetti alle puliture a secco rappresentano probabilmente la frazione di lavoratori maggiormente esposti al tetracloroetilene, stando ai risultati dello studio CAREX. Per esempio negli USA la prevalenza dell’esposizione fra i pulitori a secco era del 70%, in Danimarca del 75% e in quasi il 90% in Francia.  Read More …


Tetracloroetilene e malformazioni congenite

Posted by: | Posted on: gennaio 9, 2015

Negli anni 1980-1985 nel sistema di distribuzione delle acque di una base militare della marina  americana  furono riversati  tetracloroetilene (percloroetilene) tricloroetilene, trans-1,2-dicloroetilene e cloruro di vinile come prodotti di degradazione del percloroetilene e benzene. Per queste molecole vi è il sospetto di un’associazione con difetti della crescita del feto e di altre anomalie fetali, soprattutto per quanto riguarda il tetracloroetilene e malformazioni congenite. Read More …


Aumento della mortalità per cancro e trattamento dei rifiuti in Spagna

Posted by: | Posted on: gennaio 8, 2015

Gli inceneritori e gli impianti di recupero o smaltimento di rifiuti pericolosi generano inevitabilmente emissioni tossiche che sono rilasciate nell’ambiente, per esempio diossine e altre sostanze riconosciute ufficialmente come cancerogene che possono essere diffuse nelle città poste nelle vicinanze di tali impianti. Numerosi studi hanno associato l’emissione degli impianti di trattamento dei rifiuti pericolosi con effetti deleteri sulla salute umana, per esempio sulla fertilità, le malformazioni congenite e l’incidenza delle neoplasie.  L’ associazione fra aumento della mortalità per cancro e trattamento dei rifiuti merita di essere pertanto studiata in tutto il mondo. Infatti, il trattamento e il recupero dei rifiuti tossici o pericolosi, per esempio il riciclaggio di veicoli rottamati, di residui metallici, la re-raffinazione di oli esausti, il trattamento chimico-fisico dei rifiuti rilasciano cancerogeni come diossine, arsenico, benzene, cadmio e cromo che potrebbero causare danni alla salute degli abitanti delle città vicine agli impianti. Read More …


Esposizione materna durante la gravidanza al tetracloroetilene e restrizione della crescita fetale

Posted by: | Posted on: gennaio 7, 2015

Negli anni 1980-1985 in alcuni pozzi di una base della marina militare americana fu scoperta la presenza di composti organici volatili (VOC), soprattutto il tetracloroetilene proveniente da un deposito di rifiuti, principalmente solventi utilizzati per la pulizia dei locali della base che era stata aperta nei primi anni 1940. La quantità massima di tetracloroetilene fu 215 parti per miliardo nel febbraio 1985. Nel sistema di distribuzione delle acque erano presenti anche tricloroetilene, trans-1,2-dicloroetilene e cloruro di vinile come prodotti di degradazione del percloroetilene e benzene. Per queste molecole vi è il sospetto di un’associazione con difetti della crescita del feto, soprattutto per quanto riguarda tetracloroetilene e restrizione della crescita fetale. Read More …


Pesticidi e cancro della vescica – Rischio aumentato negli agricoltori americani

Posted by: | Posted on: gennaio 6, 2015

L’esposizione dei lavoratori alle ammine aromatiche è da tempo riconosciuta come un fattore causale del cancro della vescica, diverse ammine aromatiche essendo state specificamente implicate come cancerogeni per la vescica umana. La presenza di addotti tossici delle ammine aromatiche nel DNA è stata dimostrata in diversi organi e tessuti, compresi colon, prostata e pancreas. È stato ipotizzato che questi addotti possono aumentare il rischio di cancro in questi ed altri tessuti umani. Le amine aromatiche non sono tutte cancerogene allo stesso modo, e alcune di esse sono molto diffuse, per esempio l‘ imazethapyr, che è usato tranquillamente come erbicida in agricoltura per il diserbo totale della soia e dell’erba medica. Gli imidazolinoni, classe di pesticidi cui appartiene l’imazethapyr, sono considerati come molecole a bassa tossicità acuta. Dopo la sua registrazione, l‘imazethapyr è stato sempre più utilizzato, tanto da diventare uno degli erbicidi preferiti dai coltivatori statunitensi di soia e altri legumi. Infatti, circa il 42% dei partecipanti al progetto U.S. Agricultural Health Study (AHS), uno studio prospettico sugli agricoltori dotati di licenza per l’applicazione dei pesticidi in Nord Carolina e Iowa, riferisce di utilizzare regolarmente l’imazethapyr. In questa popolazione di agricoltori americana è già stata dimostrata l’associazione fra pesticidi e cancro della vescica, della prostata e altri tipi di cancro. Read More …