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Posted by: | Posted on: dicembre 26, 2014

Fattori importanti per la concentrazione dei composti perfluoroalchilici nel siero materno negli anni successivi alla riduzione della loro produzione e utilizzo

I composti perfluoroalchilici (PFAS), furono prodotti sin dal 1950 con intensità crescente dal 1966 alla fine degli anni, finché la loro produzione e uso furono sottoposti a rigide limitazioni in Europa nel 2008 e negli Stati Uniti fin dal 2001. I dubbi e la preoccupazione circa la loro persistenza ambientale, la capacità di bioaccumulo e le prove sempre più numerose e solide circa i loro effetti tossicologici negli uomini e negli animali portarono alla classificazione dell’acido perfluorooctansulfonico (PFOS) come inquinante organico persistente e al suo inserimwento nella lista della convenzione di Stoccolma nel 2009. Inoltre negli Stati Uniti, nel 2006 otto fra le principali multinazionali produttrici di acido perfluorottanoico (PFOA) furono invitate a ridurre ”spontaneamente” del 95% la produzione e l’emissione dell’ambiente entro il 2010. A partire dal 2015 negli Stati Uniti il PFOS sarà bandito, e la stessa decisione fu presa dal governo norvegese che, inizialmente aveva stabilito il blocco dell’utilizzo di questo composto a partire dal 1 giugno 2014, provvedimento poi fatto slittare al 2018 per l’opposizione delle lobby industriali. In seguito a tutte queste misure legislative la produzione e l’emissione di molti composti perfluoralchilici cominciò a declinare, ad eccezione di quelli a catena più lunga. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 25, 2014

Salassi per eliminare i composti perfluoroalchilici in una famiglia con concentrazione ematiche molto alte

Le concentrazioni dei composti perfluoroalchilici nel sangue della popolazione generale sono solitamente molto basse, in genere pochi nanogrammi/millilitro. Tuttavia alcuni individui, soprattutto se appartenenti a particolari popolazioni esposte per motivi occupazionali, o per contaminazione dell’ambiente da parte d’industrie, possono presentare concentrazioni molto più elevate.

L’eliminazione dei composti perfluoroalchilici per l’organismo umano dipende da numerosi fattori: età, sesso, persistenza dell’esposizione al momento dell’analisi (per esempio nei lavoratori addetti alla produzione di queste molecole), gravidanza, allattamento e menopausa nelle donne.

Negli animali e nell’uomo l’esposizione ai PFAS è stata associata con immunotossicità, infertilità, alterazioni della spermatogenesi, ipercolesterolemia negli adulti e nei bambini, ‘ipertensione arteriosa, neurotossicità, epatotossicità, distruzione endocrina, cancerogenicità. I PFAS sono anche trasmessi verticalmente durante la gravidanza dalla madre al feto e persistono nei neonati. Per quanto riguarda i meccanismi patogenetici diverse ipotesi sono state avanzate: danno mitocondriale, alterazioni epigenetiche, induzione dell’apoptosi, alterazioni della sintesi ormonale, tossicità a carico delle membrane cellulari, cancerogenesi, anomalie dello sviluppo neurocomportamentale. Alcuni PFAS, come il PFOS e il PFOA sono in grado di provocare effetti dannosi anche a dosi infinitesimali. Read More …