DDT

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Posted by: | Posted on: novembre 24, 2014

I livelli di DDT e del suo metabolita DDE sono più alti nella malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è la malattia neurodegenerativa più frequente a livello mondiale, con un aumento previsto dei casi di oltre tre volte nei prossimi quarant’anni . La forma più frequente di Alzheimer è quella ad esordio tardivo, che si sviluppa tipicamente dopo i 60 anni di età. I fattori eziologici non sono completamente conosciuti ma è noto che fattori genetici, ambientali e abitudini di vita condizionano il rischio individuale di sviluppare la malattia (2). Tra i numerosi geni di suscettibilità per l’Alzheimer che continuano ad ingrossare la lista dei candidati, soltanto l’allele dell’apolipoproteina E4 (APOE4) ha un effetto significativo, aumentando il rischio di 2- 3 volte nei soggetti che ne sono portatori. Considerati nel loro insieme, la decina di geni identificati finora permette di spiegare soltanto la metà circa dei casi di Alzheimer (3). Diversi studi hanno riportato risultati che suggeriscono come l’esposizione occupazionale a metalli, solventi e pesticidi possa rappresentare un importante fattore di rischio (4,5). Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 19, 2014

L’esposizione a pesticidi, insetticidi, fungicidi e fumiganti aumenta il rischio di linfoma non Hodgkin e di mieloma multiplo negli agricoltori americani. I risultati dell’Agricoltural Health Study

Introduzione

L’associazione dei linfomi non-Hodgkin ed altre neoplasie ematologiche con l’esposizione lavorativa negli agricoltori è nota fin dagli anni 1970. Gli agricoltori e gli altri addetti alle aziende agricole possono essere esposti a numerose sostanze cancerogene, fra le quali Le maggiormente sospettate sono i pesticidi. Diversi studi epidemiologici condotti in numerose regioni del mondo. hanno suggerito un aumento del rischio di mieloma multiplo e di alcuni sottotipi di linfoma non-Hodgkin in rapporto con l’uso di specifici pesticidi appartenenti a diverse classe funzionali (insetticidi, fungicidi, fumiganti, erbicidi). Una metanalisi di 13 studi caso-controllo pubblicati fra il 1993 e il 2005 aveva dimostrato un aumento significativo del rischio di linfoma non Hodgkin in seguito ad esposizione occupazionale ai pesticidi (OR = 1,35; IC 95% 1,2-1,5). Il rischio era ancora superiore nei soggetti esposti per oltre 10 anni ai pesticidi (OR = 1,65; IC 95% 1,08-1,95). Tuttavia, in questa metanalisi non fu effettuata alcuna indagine circa l’uso di specifici pesticidi e la presenza di eventuali altri fattori di rischio. La International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione ha classificato come probabilmente cancerogene per gli esseri umani le attività che espongono ai pesticidi, anche se per molte di queste sostanze la cancerogenicità non è stata ancora definitivamente dimostrata. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 16, 2014

Esposizione dei genitori agli inquinanti organici persistenti (POP) prima del concepimento e crescita fetale: i risultati dello studio LIFE

 

Introduzione

Numerosi studi epidemiologici, ma non tutti, hanno evidenziato una diminuzione del peso fetale alla nascita in seguito all’esposizione dei genitori a inquinanti organici persistenti, POP (Persistent Organig Pollutants), fra i quali sono compresi i bifenili policlorurati (PCB), gli eteri difenile policlorurati (PBDE), i pesticidi organoclorurati, i composti perfluoroalchilici (PFAS).

La discordanza delle conclusioni fra i numerosi studi compiuti possono dipendere da numerosi fattori, non ultimo il fatto che molti ricercatori hanno valutato l’esposizione ai POP prima o dopo la nascita, mentre, a causa delle numerose modificazioni dei processi metabolici e fisiologici che si verificano durante la gravidanza, la valutazione dell’esposizione agli inquinanti ambientali prima del concepimento può costituire uno strumento più accurato per valutare le conseguenze sul feto. Indipendentemente dalla loro concentrazione del siero, i POP possono alterare la crescita fetale se agiscono durante una particolare finestra temporale critica, durante la quale, come dimostrato per i PCB ed altri POP, la crescita fetale si dimostra molto più sensibile agli effetti dannosi degli inquinanti chimici esogeni. Altri studi, inoltre, hanno valutato soltanto l’esposizione materna ai POP, mentre l’esito della gravidanza dipende dalle condizioni di salute di entrambi i genitori. Read More …