idrocarburi policlici aromatici

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Posted by: | Posted on: gennaio 21, 2015

La sensibilità delle donne agli idrocarburi policiclici aromatici, allo stress ossidativo e ai danni cromosomici è maggiore che nei maschi

Gli idrocarburi policiclici aromatici sono, fra i componenti del particolato atmosferico, quelli dotati con ogni probabilità di maggiore tossicità. Sono prodotti principalmente per combustione incompleta di materiale carbonioso durante la produzione di energia e in numerosi processi industriali, nonché durante il riscaldamento domestico e il movimento di veicoli a motore. È noto che ci sono differenze di sensibilità verso questi composti tra fumatori maschi e femmine, essendo in queste ultime la mortalità per cancro del polmone o cancro al colon superiore. Un recente studio cinese ha dimostrato che le donne hanno una mortalità significativamente superiore rispetto agli uomini se esposte al particolato atmosferico. Che esista una diversa sensibilità delle donne agli idrocarburi policiclici aromatici è stato ipotizzato da molti autori.
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Posted by: | Posted on: gennaio 12, 2015

Associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini

Le leucemie sono il tumore maligno più frequente nei bambini con meno di 15 anni di età. La leucemia linfoblastica acuta è la più frequente di tutte le leucemie infantili e pediatriche, spiegando almeno l’80% di tutti i casi di leucemia nei bambini nelle nazioni civilizzate.L’incidenza nei paesi industrializzati è circa quattro volte superiore rispetto a quella dei paesi in via di sviluppo, suggerendo che la causa di queste malattie sia correlata anche con fattori ambientali o con gli stili di vita. Il picco dell’incidenza si ha fra i due e i cinque anni di età, suggerendo che l’esposizione prima del concepimento, durante la gravidanza e nei primi anni di vita può rappresentare una finestra temporale di esposizione importante dal punto di vista eziologico. L’associazione fra idrocarburi policiclici aromatici e leucemia linfatica acuta nei bambini è stata oggetto di molti studi, non sempre con risultati concordanti.

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Posted by: | Posted on: gennaio 4, 2015

Autismo, inquinamento e genetica: importanza delle interazioni fra gene MET e particolato atmosferico

L‘autismo e i disturbi dello spettro autistico stanno aumentando continuamente di frequenza in tutto il mondo occidentale. Nella patogenesi dell’autismo, inquinamento e genetica si suppone che siano intimamente correlative la nota interazione di  fattori genetici e fattori ambientali. Infatti, diversi studi indipendenti hanno osservato un aumento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico nei bambini esposti ad elevati livelli di inquinanti emessi dal traffico veicolare in prossimità della loro residenza al momento della nascita. Sappiamo anche che un aumento del rischio di autismo è stato osservato nel bambini portatori di una variante genetica del promoter del gene MET, rs1858830, che comporta una ridotta espressione della proteina MET nel cervello e nel sistema immunitario. Inoltre, nei topi, la progenie nata da madri esposte durante la gravidanza al benzo(a)pirene, un idrocarburo policiclico aromatico presente nel particolato atmosferico e nei gas di scarico dei veicoli, presenta una ridotta espressione della proteina MET ed alterazioni del comportamento simile a quelli dei bambini autistici. Sia nei bambini che negli animali l’esposizione agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) in epoca prenatale è stata associata con uno ridotto quoziente intellettivo all’età di 5 anni e con un aumento dell’ansia, della depressione e dei deficit di attenzione all’età di 6-7 anni. Read More …