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Posted by: | Posted on: gennaio 1, 2015

Inquinamento atmosferico e BPCO: incidenza, mortalità e ricoveri ospedalieri in una metanalisi della letteratura

La malattia polmonare istruttiva cronica(BPCO) è una delle principali cause di morte nel mondo, causando circa 3 milioni di decessi all’anno. Fino al 2010 la BPCO era la principale causa di morte e fra le prime cinque cause di anni di vita persi in Asia. Si stima che in tutto il mondo ci siano oltre 210 milioni di persone affette da BPCO e che senza interventi efficaci, il numero di morti per tale patologia aumenterà di oltre il 30% nella prossima decade. I principali fattori di rischio per la BPCO sono il fumo di tabacco, l’inquinamento atmosferico esterno e quello interno alle abitazioni derivante dalla combustione di biomasse ed altre fonti di combustibile fossile. In alcune revisioni sistematiche della letteratura, l’inquinamento atmosferico degli ambienti confinati (abitazione, uffici, eccetera) raddoppia il rischio di BPCO; il fumo di tabacco aumenta il rischio di malattie respiratorie croniche polmonari, mentre la cessazione dell’abitudine al fumo è un’efficace strategia per il trattamento della BPCO. L’inquinamento atmosferico è un problema di estrema rilevanza in Cina a causa del tumultuoso sviluppo industriale che sta avvenendo in quella nazione. Pertanto, la prevenzione delle malattie respiratorie croniche causate dall’inquinamento atmosferico è un problema di estrema rilevanza. Inoltre, la verifica delle misure attuate per migliorare la qualità dell’aria è un aspetto importante per giudicare la qualità delle decisioni politiche del governo cinese. In questo studio sono stati rivisiti i dati della letteratura sulla correlazione  fra incidenza e mortalità da BPCO e inquinamento atmosferico.  Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 29, 2014

Inquinamento ambientale e rischio di malattia di Alzheimer. Possiamo identificare le prove definitive?

Negli ultimi 30-40 anni i progressi sulla patogenesi molecolare della malattia di Alzheimer ci hanno consentito di migliorare le nostre conoscenze sull’inizio dei sintomi e il decorso della malattia . Biomarcatori sono stati identificati sia nei soggetti sintomatici che in quegli normali in grado di identificare placche amiloidi e, conseguentemente, soggetti ad alto rischio di demenza. Almeno una ventina di geni sono stati identificati ed associati con un aumento o una riduzione del rischio di demenza ad esordio tardivo . Ogni nuovo gene identificato permette di colmare un vuoto nel processo di completa comprensione della patogenesi della malattia di Alzheimer e, potenzialmente, può rappresentare una nuova opportunità terapeutica.

Considerato singolarmente, ognuno dei 20 geni associati con l’Alzheimer ad esordio tardivo ha un’influenza minima sul rischio globale. L’eccezione è rappresentata dall’allele epsilon 4 dell’apolipoproteina E, localizzato sul cromosoma 19, ciascuna copia del quale triplica il rischio di Alzheimer. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 18, 2014

L’esposizione a basse concentrazioni di particolato atmosferico ambientale causa infiammazione sistemica in pazienti con cardiopatia ischemica

Introduzione

Il particolato atmosferico non è una miscela omogenea ma è molto variabile per composizione e grandezza delle particelle, cosicché, anche gli effetti sulla salute possono variare notevolmente. Studi tossicologici hanno dimostrato che anche le particelle grossolane, originate principalmente dal suolo, sono dei potenti induttori d’infiammazione, ancora più potenti delle particelle più fini. Inoltre, gli studi epidemiologici sul PM2.5 hanno indicato che le particelle derivanti dalla combustione producono effetti cardiovascolari particolarmente dannosi. Studi recenti hanno suggerito che anche le particelle derivanti dalla combustione delle biomasse sono altrettanto pericolose di quelle derivate dalla combustione fossile. Read More …