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Posted by: | Posted on: gennaio 11, 2015

Composti perfluoroalchilici e cancro della prostata

I fattori di rischio per il cancro della prostata sono numerosi ed eterogenei: fattori genetici, infettivi, infiammatori, età, dieta, gruppo etnico di appartenenza, eccesso di androgeni, ormoni sessuali maschili sono tutti fattori noti. Recentemente, nella ricerca di nuovi fattori di rischio notevole interesse ha suscitato l’interesse dei rapporti fra PFAS o composti perfluoroalchilici e cancro della prostata. Queste molecole artificiali sono state associate con diversi tipi di cancro, prevalentemente a carico delle vie genito-urinarie (testicolo, prostata, reni, vescica) sia nei lavoratori esposti per motivi professionali che negli individui residenti in aree contaminate.In uno studio danese fu stimato un aumento del 30-40% del rischio di cancro prostatico nei soggetti con concentrazioni molto elevati di acido perfluorooctansulfonico (PFOS), cioè in quelli posti nei tre quartili superiori di concentrazione di PFOS rispetto a quelli del quartile inferiore. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 6, 2015

Pesticidi e cancro della vescica – Rischio aumentato negli agricoltori americani

L’esposizione dei lavoratori alle ammine aromatiche è da tempo riconosciuta come un fattore causale del cancro della vescica, diverse ammine aromatiche essendo state specificamente implicate come cancerogeni per la vescica umana. La presenza di addotti tossici delle ammine aromatiche nel DNA è stata dimostrata in diversi organi e tessuti, compresi colon, prostata e pancreas. È stato ipotizzato che questi addotti possono aumentare il rischio di cancro in questi ed altri tessuti umani. Le amine aromatiche non sono tutte cancerogene allo stesso modo, e alcune di esse sono molto diffuse, per esempio l‘ imazethapyr, che è usato tranquillamente come erbicida in agricoltura per il diserbo totale della soia e dell’erba medica. Gli imidazolinoni, classe di pesticidi cui appartiene l’imazethapyr, sono considerati come molecole a bassa tossicità acuta. Dopo la sua registrazione, l‘imazethapyr è stato sempre più utilizzato, tanto da diventare uno degli erbicidi preferiti dai coltivatori statunitensi di soia e altri legumi. Infatti, circa il 42% dei partecipanti al progetto U.S. Agricultural Health Study (AHS), uno studio prospettico sugli agricoltori dotati di licenza per l’applicazione dei pesticidi in Nord Carolina e Iowa, riferisce di utilizzare regolarmente l’imazethapyr. In questa popolazione di agricoltori americana è già stata dimostrata l’associazione fra pesticidi e cancro della vescica, della prostata e altri tipi di cancro. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 5, 2015

Associazione tra diabete e esaclorocicloesano, un pesticida organoclorurato

Fattori di rischio noti per il diabete mellito di tipo 2 sono l’obesità, la sedentarietà, il tipo di dieta, la storia familiare, il gruppo etnico, l’età, la ridotta tolleranza al glucosio, l’ipertensione arteriosa, la riduzione del colesterolo HDL e l’aumento dei trigliceridi. La prevalenza del diabete mellito di tipo 2 nel mondo era del 2,8% nel 2000 e, secondo le stime più accreditate, raggiungerà il 4,4% nel 2030. Considerando che soltanto il 6% dei casi di diabete mellito sono spiegati da fattori ereditari, i fattori ambientali sembrano avere un’importanza determinante nel contribuire all’aumentata incidenza di questa malattia osservata in tutto il mondo. In tutti i paesi, la prevalenza del diabete mellito progredisce parallelamente con l’aumentare dello sviluppo industriale, soprattutto nei soggetti adulti. I risultati di uno studio condotto fra il 1995 e il 2000 dimostrano che il circa il 20% degli arabi sauditi adulti è affetto del diabete mellito di tipo 2. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 3, 2015

Autismo e pesticidi in gravidanza: aumento del rischio se le madri risiedono in prossimità di terreni agricoli contaminati

Alcuni fra i pesticidi più frequentemente usati in agricoltura sono stati associati con anomalie dello sviluppo neurocomportamentale dei bambini e con i disordini dello spettro autistico. Per autismo si intende un’anomalia dello sviluppo neurologico i cui sintomi compaiono entro tre anni di età presentandosi con alterazioni specifiche dello sviluppo del linguaggio e delle capacità di stabilire interazioni sociali; i bambini autistici mostrano comportamenti, attività e movimenti ripetitivi e limitati. I bambini sono colpiti 4-5 volte più delle bambine, con una frequenza che è in continuo, reale aumento nelle ultime decadi. La correlazione fra autismo e  pesticidi in gravidanza merita pertanto il massimo della considerazione.  Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 11, 2014

Il rischio di cancro della prostata e delle sue forme più aggressive è aumentato negli agricoltori americani esposti ai pesticidi.

L’esposizione occupazionale ai pesticidi è stata associata con un aumentato rischio di cancro della prostata in molti studi epidemiologici.I pesticidi sono stati associati anche ad altri tipi di tumori: leucemia linfoblastica nei bambini, linfoma e mieloma negli adulti, sindromi mielodisplastiche negli adulti, nonché a malattie non tumorali, per esempio diabete e prediabete e malattia di Alzheimer, riduzione della crescita fetale.

Nel progetto Agricultural Health Study iniziato negli Stati Uniti nel 1998, il più importante studio prospettico di coorte sui pesticidi in agricoltura, è stato osservato un significativo eccesso nel cancro della prostata sia negli agricoltori che negli applicatori di pesticidi, con rapporti di incidenza standardizzati di 1,19 (IC 95% percento 1,14-1,25) e di 1,28 (IC 95% = 1-1,61) rispettivamente, confrontati con i tassi attesi nei due Stati dove fu condotto lo studio.

Diversi tipi di pesticidi e di sostanze chimiche sono state associate con un aumentato rischio di cancro della prostata, i possibili meccanismi patogenetici essendo le alterazioni delle vie di segnalazione ormonale causate dai pesticidi che hanno attività di interferenti endocrini e l’induzione di danni al DNA. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 10, 2014

Esposizione al pesticida clordecone e rischio di cancro alla prostata

Il clordecone causa tumori epatici nei ratti e nei topi esposti in laboratorio. Le proprietà estrogene e cancerogene del clordecone, unite alla sua lunga emivita biologica, aumentano il rischio di effetti a lungo termine, soprattutto di tipo neoplastico. Gli autori di questo studio francese hanno cercato di confermare l’ipotesi che l’esposizione al clordecone nell’età adulta, estesa per un periodo di oltre trent’anni, abbia favorito l’insorgenza di cancro della prostata nelle Indie occidentali francesi, dove l’incidenza di queste neoplasie è particolarmente elevata. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 9, 2014

Pesticidi e cancro alla prostata nella Martinica francese in agricoltori esposti per oltre 25 anni

Il continuo aumento dell’incidenza di neoplasie nell’isola della Martinica, nelle Indie Occidentali Francesi, desta notevole preoccupazione per la salute pubblica di quella regione. Infatti, negli ultimi decenni si è osservato un aumento dell’incidenza di diversi tumori (prostata, mammella, colon-retto, linfomi) sia nei maschi che nelle femmine. Modificazioni degli stili di vita e un aumento della durata di vita, assieme al miglioramento delle procedure diagnostiche e delle metodiche di screening possono aver contribuito ad un aumento dell’incidenza nel tempo. Il cancro della prostata presenta un’incidenza fra le più alte al mondo nell’isola della Martinica. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 8, 2014

Esposizione a pesticidi come fattore di rischio per le sindromi mielodisplastiche

Le sindromi mielodisplastiche sono un gruppo eterogeneo di neoplasie delle cellule staminali emopoietiche caratterizzate da emopoiesi inefficace e riduzione del numero delle cellule nel sangue periferico. In alcune di queste sindromi c’è anche un aumentato rischio di trasformazione leucemia mieloide acuta. Con l’avanzare dell’età, le mielodisplasie aumentano di frequenza sino a diventare la più frequente delle neoplasie mieloidi. La prevalenza delle mielodisplasie è in continuo aumento causando un notevole impegno per i sistemi sanitari. Nonostante la proposta di nuove terapie negli anni più recenti, il trattamento delle sindrome mielodisplastiche è insoddisfacente; soltanto un limitato numero di pazienti giovani con un buon performance status ed un donatore di midollo compatibile riescoe a guarire dalla malattia.

L’eziologia di questa sindrome è in gran parte sconosciuta. Fra i diversi fattori di rischio i pesticidi sono stati associati in alcuni studi, ma non in tutti, con un aumentato rischio di mielodisplasia. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 1, 2014

Le piretrine aumentano il rischio di prediabete nei lavoratori esposti

Le piretrine sono insetticidi al largo spettro d’azione utilizzate principalmente per il controllo e la prevenzione della malaria e di altre malattie trasmesse da artropodi. Ai tropici sono utilizzate per il trattamento delle zanzariere e per la “disinfestazione” degli aeroplani. Negli ultimi vent’anni l’uso di queste molecole ha conosciuto una rapida impennata, essendo state utilizzate in tutto il mondo dei principali programmi di controllo delle malattie trasmesse da insetti (1, 2). Gli spruzzatori di questi pesticidi sono fra gli individui maggiormente esposti agli effetti tossici. Dagli anni 1990 le permetrine hanno quasi completamente sostituito i pesticidi organoclorurati persistenti come il DDT e gli organofosfati, soprattutto grazie alla loro minore tossicità acuta., Attualmente, le piretrine maggiormente utilizzate sono l’alfa-cipermetrina e la lambda-cialometrina, mentre minori quantità di deltametrina e di beta-cipermetrina sono usate in alcune regioni del mondo. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 24, 2014

I livelli di DDT e del suo metabolita DDE sono più alti nella malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è la malattia neurodegenerativa più frequente a livello mondiale, con un aumento previsto dei casi di oltre tre volte nei prossimi quarant’anni . La forma più frequente di Alzheimer è quella ad esordio tardivo, che si sviluppa tipicamente dopo i 60 anni di età. I fattori eziologici non sono completamente conosciuti ma è noto che fattori genetici, ambientali e abitudini di vita condizionano il rischio individuale di sviluppare la malattia (2). Tra i numerosi geni di suscettibilità per l’Alzheimer che continuano ad ingrossare la lista dei candidati, soltanto l’allele dell’apolipoproteina E4 (APOE4) ha un effetto significativo, aumentando il rischio di 2- 3 volte nei soggetti che ne sono portatori. Considerati nel loro insieme, la decina di geni identificati finora permette di spiegare soltanto la metà circa dei casi di Alzheimer (3). Diversi studi hanno riportato risultati che suggeriscono come l’esposizione occupazionale a metalli, solventi e pesticidi possa rappresentare un importante fattore di rischio (4,5). Read More …