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Posted by: | Posted on: gennaio 4, 2016

Risultati della seconda verifica sulle risposte fornite dai partecipanti all’indagine epidemiologica sui POP in Veneto

elaborazione nopops2 I risultati della seconda verifica sui primi 102 soggetti che si sono registrati spontaneamente o sono stati intervistati dai volontari autorizzati. Ancora non è possibile effettuare alcuna elaborazione statisticamente valida dei risultati. Prossimo aggiornamento a fine marzo

Posted by: | Posted on: dicembre 15, 2015

Obesità e PFOA – Le concentrazioni più alte di PFOA nel siero materno durante la gravidanza aumentano la quantità di tessuto adiposo all’età di 8 anni

Obesità e PFOA potrebbero essere correlate. L’obesità infantile costituisce uno dei principali problemi per la salute pubblica negli Stati Uniti, dove il 17% dei bambini sono obesi ed un altro 15% sono in sovrappeso . L’eccesso di tessuto adiposo è difficilmente reversibile nell’età adulta una volta stabilitasi

obesità infantile

L’obesità infantile è un fenomeno di porporzioni inaudite

nei primi anni di vita; inoltre un significativo sovrappeso aumenta il rischio di complicanze metaboliche, cardiache, polmonari e scheletriche . Negli ultimi anni si stanno accumulando prove molto convincenti a sostegno dell’ipotesi che l’esposizione prenatale a numerose sostanze chimiche svolge un ruolo importante nell’aumentare il rischio dell’obesità in età pediatrica, alterando meccanismi biologici che modulano il metabolismo, la produzione di energia, l’appetito e l’adipogenesi .

I composti perfluoroalchilici PFAS sono sospettati di essere obesogeni e di persistere a lungo nell’ambiente e nei tessuti umani. Gli studi di biomonitoraggio dimostrano che la quasi totalità della popolazione degli Stati Uniti è esposta ai PFAS.

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Posted by: | Posted on: dicembre 6, 2015

I “nuovi” PFAS – La Dichiarazione di Helsingør (Helsingør Statement)

Questa è la traduzione più o meno fedele di un articolo scientifico recente di Scheringer et al. liberamente scaricabile dal sito Pubmed. Ho tradotto la dichiarazione di un gruppo di scienziati “preoccupati” sperando di fare opera di pubblica utilità e di contribuire ad un dibattito sereno e pacato sulla presunta “innocuità” dei nuovi PFAS. Infatti circolano in rete dichiarazioni e documenti rilasciati da “autorità ufficiali” che abbracciano acriticamente la posizione delle industrie che stanno contrabbandando come non pericolosi i “nuovi PFAS” (come avevano fatto per decenni con quelli “vecchi”), ignorando (o fingendo di ingorare?) tutti gli articoli scientifici che stanno confermando, purtroppo, come anche i “nuovi PFAS” siano dotati degli stessi effetti negativi sul metabolismo dei grassi e sulla tiroide. ll timore è, che con l’aumentare degli studi, e con la durata dell’esposizione a tali “nuove” molecole, si comincino a vedere anche gli effetti che impiegnao decenni a manifestarsi, per esempio quelli cancerogeni.

Continua a leggere sul mio blog qui

Posted by: | Posted on: novembre 28, 2015

Distribuzione dei PFAS in Veneto

Distribuzione di PFAS nelle acque del Veneto

Date un pò un’occhiata alla mappa che ho costruito. E’ veramente impressionante  constatare che oramai i PFAS si siano distribuiti in tutto il Veneto, con la sola eccezione, forse, della provincia di Belluno

Posted by: | Posted on: novembre 27, 2015

Risultati della prima verifica sulle risposte fornite dai partecipanti all’indagine epidemiologica sui POP in Veneto

Ecco l’elaborazione dei dati relativi ai primi 30  soggetti che si sono registrati spontaneamente o sono stati intervistati per partecipare all’indagine epidemiologica on line sulle malattie da inquinanti ambientali in Veneto.  I totali delle malattie sono più di 30 perché in molti casi coesistono più patologie, evidentemente.
Ci sono alcune incongruenze, per esempio solo due hanno dichiarato di avere malattie della tiroide ma ben sette assumono Eutirox, farmaco che si usa solo per la cura dell’ipotiroidismo. Non è possibile fare alcuna considerazione su questi dati.
è anche per questo che servono i ventimila volontari addestrati e preparati se vogliamo ripetere l’esperienza arruolati da Hammond e Horn di cui parlo qui.
Alla buonora
Per informazioni sull’indagine infoCHIOCCIOLA.nopops.it

 

Posted by: | Posted on: settembre 7, 2015

Anche il Sole24 ore parla dei PFAS

Cliccare qui per leggere un breve resoconto sul problema dei PFAS scritto per il sole 24 ore deiprimi di maggio 2015 ad opera di Vincenzo Cordiano

Posted by: | Posted on: marzo 15, 2015

La TDI per i PFAS dell’EFSA può essere facilmente superata nelle zone più contaminate

La TDI (dose max tollerabile) di PFAS proposta dall’EFSA, può essere superata nelle zone maggiormente contaminate, soprattutto nei forti mangiatori di pesce, come nel caso del PFOS. In uno studio italiano, per esempio, il PFOS (ma non il PFOA) risultò presente nel muscolo di tutti i campioni (90) di Coregonus lavaretus (lavarello) e Perca fluviatilis (persico reale) pescati nel Lago Maggiore, con concentrazioni massime di 46 ng/g di peso secco. Le concentrazioni medie erano 22,2 ng/g nel persico reale e 20 ng/g nel lavarello. Rispetto ai dati riportati in letteratura, i risultati di questo studio suggeriscono che i pesci del Lago Maggiore possono rappresentare una fonte significativa di esposizione al PFOS nella dieta, nonostante i valori osservati siano inferiori alla TDI proposta dall’EFSA (Squadrone et al., 2014).

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Posted by: | Posted on: gennaio 19, 2015

Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti

Recenti ricerche hanno fornito risultati convincenti circa la correlazione fra esposizione inquinamento atmosferico e danni cerebrali. Studi condotti sia negli animali che nell’uomo hanno osservato un’associazione fra esposizione ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico e aumentata infiammazione cerebrale con accumulo di beta amiloide, un marcatore di alterata funzione neuronale. I soggetti con infiammazione cerebrale e neurodegenerazione causata dall’inquinamento atmosferico hanno maggiori probabilità di sviluppare difetti cognitivi e di sviluppare malattie neurodegenerative progressive come la malattia di Alzheimer. L’associazione fra Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti non è stata studiata a fondo. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 13, 2015

Composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani: i risultati dello studio LIFE

L’infertilità e la sub-fertilità maschile sono problemi osservati con frequenza crescente nella società occidentale. Gli studi epidemiologici mostrano un aumento dell’infertilità e del ricorso alle tecniche di produzione assistita. Questa tendenza crescente si osserva non solo come conseguenza di fattori correlati con lo stile di vita, di abitudini personali, degli effetti collaterali di terapie antineoplastiche o immunosoppressive, ma anche a causa dell’esposizione a inquinanti ambientali. Si stima che nel 20% dei casi l’infertilità di coppia può essere attribuita esclusivamente a fattori maschili e che i fattori maschili contribuiscono con un altro 30%-40% al totale. Ciononostante, l’infertilità maschile rimane un problema complesso le cui possibili cause sono ancora poco conosciute. Soltanto negli ultimi anni un i ricercatori hanno cominciato ad interessarsi alla possibile associazione fra esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 11, 2015

Composti perfluoroalchilici e cancro della prostata

I fattori di rischio per il cancro della prostata sono numerosi ed eterogenei: fattori genetici, infettivi, infiammatori, età, dieta, gruppo etnico di appartenenza, eccesso di androgeni, ormoni sessuali maschili sono tutti fattori noti. Recentemente, nella ricerca di nuovi fattori di rischio notevole interesse ha suscitato l’interesse dei rapporti fra PFAS o composti perfluoroalchilici e cancro della prostata. Queste molecole artificiali sono state associate con diversi tipi di cancro, prevalentemente a carico delle vie genito-urinarie (testicolo, prostata, reni, vescica) sia nei lavoratori esposti per motivi professionali che negli individui residenti in aree contaminate.In uno studio danese fu stimato un aumento del 30-40% del rischio di cancro prostatico nei soggetti con concentrazioni molto elevati di acido perfluorooctansulfonico (PFOS), cioè in quelli posti nei tre quartili superiori di concentrazione di PFOS rispetto a quelli del quartile inferiore. Read More …