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Posted by: | Posted on: dicembre 28, 2014

Associazione fra concentrazione nel siero di acido perfluoroottanoico (PFOA) e malattie della tiroide nella popolazione americana

I composti perfluoroalchilici hanno proprietà tensioattive e sono utilizzate in numerosi processi produttivi. Recenti studi indicano la persistenza a lungo termine dell’ambiente di queste molecole nella popolazione umana e negli animali selvatici in tutto il globo. Fra i composti perfluoroalchilici le maggiori preoccupazioni derivano dai composti costituiti da otto atomi di carbonio l’acido perfluoroottanoico (PFOA)  e l’acido perfluoroottano sulfonato (PFOS). 

La maggioranza degli inquinanti organici persistenti (POP) è costituita da molecole dotate di lipofilìa che si accumulano nel tessuto adiposo, ma PFOS   e PFOA sono molecole sia lipofile che idrofobiche le quali si legano alle proteine nel siero invece di accumularsi nei lipidi. La clearance renale è trascurabile negli esseri umani, spiegando l’emivita riportata di 3,8 e 5,4 anni per PFOA e PFOS, rispettivamente.

Queste molecole si comportano come interferenti endocrini e numerosi studi condotti negli animali hanno dimostrato che possono alterare l’omeostasi della ghiandola tiroidea. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 26, 2014

Fattori importanti per la concentrazione dei composti perfluoroalchilici nel siero materno negli anni successivi alla riduzione della loro produzione e utilizzo

I composti perfluoroalchilici (PFAS), furono prodotti sin dal 1950 con intensità crescente dal 1966 alla fine degli anni, finché la loro produzione e uso furono sottoposti a rigide limitazioni in Europa nel 2008 e negli Stati Uniti fin dal 2001. I dubbi e la preoccupazione circa la loro persistenza ambientale, la capacità di bioaccumulo e le prove sempre più numerose e solide circa i loro effetti tossicologici negli uomini e negli animali portarono alla classificazione dell’acido perfluorooctansulfonico (PFOS) come inquinante organico persistente e al suo inserimwento nella lista della convenzione di Stoccolma nel 2009. Inoltre negli Stati Uniti, nel 2006 otto fra le principali multinazionali produttrici di acido perfluorottanoico (PFOA) furono invitate a ridurre ”spontaneamente” del 95% la produzione e l’emissione dell’ambiente entro il 2010. A partire dal 2015 negli Stati Uniti il PFOS sarà bandito, e la stessa decisione fu presa dal governo norvegese che, inizialmente aveva stabilito il blocco dell’utilizzo di questo composto a partire dal 1 giugno 2014, provvedimento poi fatto slittare al 2018 per l’opposizione delle lobby industriali. In seguito a tutte queste misure legislative la produzione e l’emissione di molti composti perfluoralchilici cominciò a declinare, ad eccezione di quelli a catena più lunga. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 25, 2014

Salassi per eliminare i composti perfluoroalchilici in una famiglia con concentrazione ematiche molto alte

Le concentrazioni dei composti perfluoroalchilici nel sangue della popolazione generale sono solitamente molto basse, in genere pochi nanogrammi/millilitro. Tuttavia alcuni individui, soprattutto se appartenenti a particolari popolazioni esposte per motivi occupazionali, o per contaminazione dell’ambiente da parte d’industrie, possono presentare concentrazioni molto più elevate.

L’eliminazione dei composti perfluoroalchilici per l’organismo umano dipende da numerosi fattori: età, sesso, persistenza dell’esposizione al momento dell’analisi (per esempio nei lavoratori addetti alla produzione di queste molecole), gravidanza, allattamento e menopausa nelle donne.

Negli animali e nell’uomo l’esposizione ai PFAS è stata associata con immunotossicità, infertilità, alterazioni della spermatogenesi, ipercolesterolemia negli adulti e nei bambini, ‘ipertensione arteriosa, neurotossicità, epatotossicità, distruzione endocrina, cancerogenicità. I PFAS sono anche trasmessi verticalmente durante la gravidanza dalla madre al feto e persistono nei neonati. Per quanto riguarda i meccanismi patogenetici diverse ipotesi sono state avanzate: danno mitocondriale, alterazioni epigenetiche, induzione dell’apoptosi, alterazioni della sintesi ormonale, tossicità a carico delle membrane cellulari, cancerogenesi, anomalie dello sviluppo neurocomportamentale. Alcuni PFAS, come il PFOS e il PFOA sono in grado di provocare effetti dannosi anche a dosi infinitesimali. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 23, 2014

La concentrazione nel cordone ombelicale dimostra la correlazione fra composti perfluoroalchilici e anomalie neonatali –

Nonostante i numerosi sforzi compiuti per eliminare gli inquinanti ambientali, i composti perfluoroalchilici (PFAS) sono ancora largamente diffusi e rilevabili nelle acque superficiali, nel suolo, nei ghiacci polari, negli animali selvatici e negli esseri umani. La cancerogenicità e gli effetti tossici sul sistema immunitario e sulle ghiandole endocrine di questi composti chimici sono ben noti, sia negli animali che negli esseri umani.   Notevoli preoccupazioni suscitano gli effetti sulla sfera riproduttiva e sulla salute neonatale. Infatti, alcuni parametri importanti al momento del parto ( feto piccolo per l’età gestazionale, basso peso alla nascita, circonferenza cranica ecc.) non soltanto influenzano la sopravvivenza neonatale ed infantile ma possono condizionare anche lo sviluppo nell’età adulta di malattie come il diabete, l’ipertensione e le cardiopatie ischemiche, tumori vari. Pertanto, è di fondamentale importanza indagare la correlazione tra composti perfluoroalchilici ed eventi avversi alla nascita negli esseri umani e sulla fertilità. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 7, 2014

Associazione fra concentrazioni plasmatiche di PFOA e PFOS con il colesterolo totale in una popolazione danese di mezza età

In alcuni studi PFOA e PFOS sono stati positivamente associati con i livelli del colesterolo nel siero, il quale può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. La maggioranza degli studi umani che ha valutato l’associazione fra i composti perfluoroalchilici ed il colesterolo sono stati effettuati su popolazioni con elevati livelli di composti perfluorinati nel sangue, per esempio in lavoratori esposti, oppure su comunità ad elevata esposizione ambientale. Le associazioni fra PFOA e colesterolo sono state valutate in sei studi occupazionali, ognuno dei quali ha suggerito un’associazione positiva, sebbene l’ampiezza dell’associazione non fosse correlata con il livello di esposizione. Associazioni positive sono state anche osservate in due studi su popolazioni esposte, ma non in un terzo.

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Posted by: | Posted on: dicembre 6, 2014

L’esposizione all’acido perfluoroottanoico (PFOA) aumenta l’omocisteina e la pressione arteriosa nell’uomo

Nonostante esistano controversie riguardo il rischio per la salute umana derivanti dall’esposizione al PFOA, gli studi epidemiologici suggeriscono che nella popolazione esposta per motivi occupazionali o comunitari, l’esposizione a questo interferente endocrino causa aumento del colesterolo e dell’uricemia, due importanti fattori di rischio cardiovascolari. Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nei paesi industrializzati, essendo ormai assodato che oltre ai fattori di rischio “classici” quali il fumo di sigaretta, il diabete e l’obesità, anche l’esposizione a sostanze tossiche disperse nell’ambiente rappresenti un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Gli autori di questo studio hanno indagato una popolazione esposta all’acido perfluoroottanoico per convalidare l’ipotesi che l’esposizione a questa molecola rappresenti veramente un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 3, 2014

I composti perfluoroalchilici (PFAS) aumentano il rischio di cancro della prostata

I fattori di rischio per il cancro alla prostata sono numerosi ed eterogenei: fattori genetici, infettivi, infiammatori, età, dieta, gruppo etnico di appartenenza, eccesso di androgeni, gli ormoni sessuali maschili.

Fra i fattori di rischio recentemente identificati vi sono i composti perfluoroalchilici o PFAS. Queste molecole artificiali sono state associate con diversi tipi di cancro, prevalentemente a carico delle vie genito-urinarie (testicolo, prostata, reni, vescica) sia nei lavoratori esposti per motivi professionali che negli individui residenti in aree contaminate. Read More …

Posted by: | Posted on: dicembre 2, 2014

La tossicità dei composti perfluoroalchilici (PFAS) a carico del sistema immunitario nei bambini potrebbe osservarsi anche a concentrazioni di PFAS nell’acqua potabile di un nanogrammo/mL

I composti perfluoroalchilici sono impiegati da oltre sessant’anni in una vasta gamma di prodotti. L’acido perfluorottanoico e l’acido perfluorottano sulfonato sono i prodotti più noti di questa categoria di molecole e rappresentano un esempio paradigmatico di composti chimici in grado di contaminare il suolo e le acque di superficie. La loro elevata inerzia chimica, termica e biologica li rende particolarmente adatti in numerosi processi industriali ma, allo stesso tempo, crea un rischio ambientale molto rilevante. Infatti, questi composti, possedendo un forte legame carbonio-fluoro, sono inquinanti persistenti nell’ambiente e tendono ad accumularsi nel corpo umano.

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Posted by: | Posted on: novembre 16, 2014

Esposizione dei genitori agli inquinanti organici persistenti (POP) prima del concepimento e crescita fetale: i risultati dello studio LIFE

 

Introduzione

Numerosi studi epidemiologici, ma non tutti, hanno evidenziato una diminuzione del peso fetale alla nascita in seguito all’esposizione dei genitori a inquinanti organici persistenti, POP (Persistent Organig Pollutants), fra i quali sono compresi i bifenili policlorurati (PCB), gli eteri difenile policlorurati (PBDE), i pesticidi organoclorurati, i composti perfluoroalchilici (PFAS).

La discordanza delle conclusioni fra i numerosi studi compiuti possono dipendere da numerosi fattori, non ultimo il fatto che molti ricercatori hanno valutato l’esposizione ai POP prima o dopo la nascita, mentre, a causa delle numerose modificazioni dei processi metabolici e fisiologici che si verificano durante la gravidanza, la valutazione dell’esposizione agli inquinanti ambientali prima del concepimento può costituire uno strumento più accurato per valutare le conseguenze sul feto. Indipendentemente dalla loro concentrazione del siero, i POP possono alterare la crescita fetale se agiscono durante una particolare finestra temporale critica, durante la quale, come dimostrato per i PCB ed altri POP, la crescita fetale si dimostra molto più sensibile agli effetti dannosi degli inquinanti chimici esogeni. Altri studi, inoltre, hanno valutato soltanto l’esposizione materna ai POP, mentre l’esito della gravidanza dipende dalle condizioni di salute di entrambi i genitori. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 15, 2014

Esposizione all’acido perfluoroottanoico (PFOA) e neoplasie in una comunità contaminata

L’acido perfluoroottanoico (PFOA) è stato associato ad alcuni tipi di neoplasia e con un aumento della mortalità sia nei lavoratori esposti che negli animali da esperimento.

Questo lavoro fa parte di una serie di studi che hanno analizzato l’effetto sulla salute umana dell’acido perfluoroottanoico sui residenti attorno ad un impianto chimico della DuPont. Gli autori dello studio hanno correlato l’esposizione all’acido perfluoroottanoico con l’incidenza dei tumori nei registri tumori dell’Ohio e della Virginia. L’acido perfluoroottanoico fu rilasciato nell’ambiente sia mediante immissione nell’aria atmosferica che mediante scarichi nel fiume Ohio negli anni 1950, causando la contaminazione delle falde acquifere. I campionamenti effettuati sia su centinaia di pozzi privati che su fonti pubbliche dimostrano che, persino dopo la drastica riduzione dell’immissione da parte dell’impianto chimico, la contaminazione delle acque potabili da parte dl PFOA persisteva e continuava ad aumentare negli anni in alcuni distretti situati in prossimità dell’impianto chimico. Read More …