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Posted by: | Posted on: febbraio 28, 2016

ISDE Veneto emette un comunicato stampa sull’inadeguatezza della commissione PFAS

Dopo la recente pubblicazione del verbale della seduta del 13 gennaio u.s. della Commissione tecnica che si occupa della contaminazione delle falde acquifere e della catena alimentare da PFAS in Veneto, il Coordinamento delle sezioni provinciali venete dell’associazione  medici per l’ambiente-ISDE Italia onlus, condivide le preoccupazioni e perplessità della responsabile della commissione.

Nel verbale si mettono in luce gravi lacune nella gestione dell’emergenza rappresentata dalla contaminazione delle acque da PFAS, che riguarda circa 350.000 persone di 60 comuni veneti. Affiorano chiaramente difficoltà e inadeguatezze in seno alla stessa Commissione mista Regione Veneto-Istituto Superiore di Sanità nell’affrontare e governare il grave inquinamento ambientale. Nessuno dei Membri della Commissione, tranne uno, pare si sia mai occupato prima del 2013 in modo specifico di PFAS. Per questo motivo nell’autunno 2014 la nostra associazione aveva chiesto, senza ricevere ad oggi risposta alcuna, l’inserimento nella suddetta commissione di esperti indipendenti come il professor  Tony Fletcher, della  London School of Hygiene and Tropical Medicine, Londra. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 4, 2016

Risultati della seconda verifica sulle risposte fornite dai partecipanti all’indagine epidemiologica sui POP in Veneto

elaborazione nopops2 I risultati della seconda verifica sui primi 102 soggetti che si sono registrati spontaneamente o sono stati intervistati dai volontari autorizzati. Ancora non è possibile effettuare alcuna elaborazione statisticamente valida dei risultati. Prossimo aggiornamento a fine marzo

Posted by: | Posted on: dicembre 15, 2015

Obesità e PFOA – Le concentrazioni più alte di PFOA nel siero materno durante la gravidanza aumentano la quantità di tessuto adiposo all’età di 8 anni

Obesità e PFOA potrebbero essere correlate. L’obesità infantile costituisce uno dei principali problemi per la salute pubblica negli Stati Uniti, dove il 17% dei bambini sono obesi ed un altro 15% sono in sovrappeso . L’eccesso di tessuto adiposo è difficilmente reversibile nell’età adulta una volta stabilitasi

obesità infantile

L’obesità infantile è un fenomeno di porporzioni inaudite

nei primi anni di vita; inoltre un significativo sovrappeso aumenta il rischio di complicanze metaboliche, cardiache, polmonari e scheletriche . Negli ultimi anni si stanno accumulando prove molto convincenti a sostegno dell’ipotesi che l’esposizione prenatale a numerose sostanze chimiche svolge un ruolo importante nell’aumentare il rischio dell’obesità in età pediatrica, alterando meccanismi biologici che modulano il metabolismo, la produzione di energia, l’appetito e l’adipogenesi .

I composti perfluoroalchilici PFAS sono sospettati di essere obesogeni e di persistere a lungo nell’ambiente e nei tessuti umani. Gli studi di biomonitoraggio dimostrano che la quasi totalità della popolazione degli Stati Uniti è esposta ai PFAS.

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Posted by: | Posted on: dicembre 1, 2015

PFAS e diabete gestazionale – Elevate concentrazioni di PFAS prima della gravidanza aumentano il rischio di diabete gravidico

Uno studio prospettico negli Stati Uniti suggerisce una correlazione fra PFAS e diabete gestazionale

 

Il diabete gestazionale, o gravidico, è definito come uno stato di intolleranza al glucosio che compare o viene riconosciuto per la prima volta durante la gravidanza. L’incidenza del diabete gravidico è in continuo aumento e rappresenta un problema per la salute pubblica, in quanto correla con una serie di eventi avversi a breve e lungo termine sia per la madre che per la progenie . Il diabete gravidico aumenta il rischio di diabete di tipo 2 dopo la gravidanza. I neonati sono molto più frequentemente macrosomici alla nascita e sviluppano obesità infantile e intolleranza al glucosio in età adulto più spesso dei controlli. L’incidenza del diabete gestazionale aumenta parallelamente con l’aumentare dei tassi di sovrappeso e obesità nelle donne in età fertile.

I composti perfluoroalchilici sono una classe di inquinanti persistenti globali, presenti nel sangue della maggioranza della popolazione generale e diffusi anche nelle zone più remote del pianeta, come l’antartico o le montagne del Tibet. I composti perfluoroalchilici, noti con la sigla PFAS, sono dei profondi disturbatori del metabolismo endocrino e lipidico. In particolare, è stata dimostrata un’associazione positiva fra concentrazione nel siero di PFOA e livelli di colesterolo, trigliceridi e acido urico nel siero. Ognuno di questi tre parametri, se aumentato, accresce il rischio di diabete mellito di tipo 2 e di diabete gestazionale in modo indipendente. I risultati di alcuni studi condotti nella popolazione generale hanno dimostrato un’associazione positiva fra PFAS e diabete mellito nella popolazione non gravida e nei lavoratori esposti. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 30, 2015

I bambini con diabete di tipo 1 hanno concentrazioni elevate di PFOS nel sangue al momento della diagnosi iniziale

Ricercatori del Dipartimento di pediatria dell’Università di Modena e Reggio Emilia hanno studiato 25 bambini e adolescenti con diabete mellito di tipo 1 al momento della diagnosi iniziale e 19 soggetti sani di controllo. Oltre ai comuni esami di laboratorio tutti i soggetti furono analizzati per PFOS e PFOA.

Le concentrazioni di PFOA erano simili nei bimbi diabetici e in quelli di controllo, mentre le concentrazioni di PFOS erano significativamente più alte nei bambini diabetici (1,53 + O/- 1,5 versus 0,55 +/- 0,15 ng/millilitro; P <0, 001). Le concentrazioni di PFOS variavano da 0,48 a 6,68 ng/millilitro con valore mediani di 0,95 nanogrammi/millilitro nei bambini diabetici, mentre nei soggetti di controllo le concentrazioni di PFOS andavano da 0,47 a 0,93 ng/millilitro, con valori mediani di 0,49 ng/millilitro. Nei bambini diabetici i livelli medi di colesterolo erano significativamente più elevati rispetto ai controlli. Nel gruppo dei bambini diabetici il numero di linfociti era significativamente inferiore rispetto ai controlli sani, anche se non fu possibile dimostrare differenze significative nel numero totale di globuli bianchi. Read More …

Posted by: | Posted on: novembre 27, 2015

Risultati della prima verifica sulle risposte fornite dai partecipanti all’indagine epidemiologica sui POP in Veneto

Ecco l’elaborazione dei dati relativi ai primi 30  soggetti che si sono registrati spontaneamente o sono stati intervistati per partecipare all’indagine epidemiologica on line sulle malattie da inquinanti ambientali in Veneto.  I totali delle malattie sono più di 30 perché in molti casi coesistono più patologie, evidentemente.
Ci sono alcune incongruenze, per esempio solo due hanno dichiarato di avere malattie della tiroide ma ben sette assumono Eutirox, farmaco che si usa solo per la cura dell’ipotiroidismo. Non è possibile fare alcuna considerazione su questi dati.
è anche per questo che servono i ventimila volontari addestrati e preparati se vogliamo ripetere l’esperienza arruolati da Hammond e Horn di cui parlo qui.
Alla buonora
Per informazioni sull’indagine infoCHIOCCIOLA.nopops.it

 

Posted by: | Posted on: settembre 7, 2015

Anche il Sole24 ore parla dei PFAS

Cliccare qui per leggere un breve resoconto sul problema dei PFAS scritto per il sole 24 ore deiprimi di maggio 2015 ad opera di Vincenzo Cordiano

Posted by: | Posted on: gennaio 19, 2015

Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti

Recenti ricerche hanno fornito risultati convincenti circa la correlazione fra esposizione inquinamento atmosferico e danni cerebrali. Studi condotti sia negli animali che nell’uomo hanno osservato un’associazione fra esposizione ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico e aumentata infiammazione cerebrale con accumulo di beta amiloide, un marcatore di alterata funzione neuronale. I soggetti con infiammazione cerebrale e neurodegenerazione causata dall’inquinamento atmosferico hanno maggiori probabilità di sviluppare difetti cognitivi e di sviluppare malattie neurodegenerative progressive come la malattia di Alzheimer. L’associazione fra Inquinamento atmosferico e declino cognitivo negli adulti non è stata studiata a fondo. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 13, 2015

Composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani: i risultati dello studio LIFE

L’infertilità e la sub-fertilità maschile sono problemi osservati con frequenza crescente nella società occidentale. Gli studi epidemiologici mostrano un aumento dell’infertilità e del ricorso alle tecniche di produzione assistita. Questa tendenza crescente si osserva non solo come conseguenza di fattori correlati con lo stile di vita, di abitudini personali, degli effetti collaterali di terapie antineoplastiche o immunosoppressive, ma anche a causa dell’esposizione a inquinanti ambientali. Si stima che nel 20% dei casi l’infertilità di coppia può essere attribuita esclusivamente a fattori maschili e che i fattori maschili contribuiscono con un altro 30%-40% al totale. Ciononostante, l’infertilità maschile rimane un problema complesso le cui possibili cause sono ancora poco conosciute. Soltanto negli ultimi anni un i ricercatori hanno cominciato ad interessarsi alla possibile associazione fra esposizione a composti perfluoroalchilici e spermatozoi umani. Read More …

Posted by: | Posted on: gennaio 11, 2015

Composti perfluoroalchilici e cancro della prostata

I fattori di rischio per il cancro della prostata sono numerosi ed eterogenei: fattori genetici, infettivi, infiammatori, età, dieta, gruppo etnico di appartenenza, eccesso di androgeni, ormoni sessuali maschili sono tutti fattori noti. Recentemente, nella ricerca di nuovi fattori di rischio notevole interesse ha suscitato l’interesse dei rapporti fra PFAS o composti perfluoroalchilici e cancro della prostata. Queste molecole artificiali sono state associate con diversi tipi di cancro, prevalentemente a carico delle vie genito-urinarie (testicolo, prostata, reni, vescica) sia nei lavoratori esposti per motivi professionali che negli individui residenti in aree contaminate.In uno studio danese fu stimato un aumento del 30-40% del rischio di cancro prostatico nei soggetti con concentrazioni molto elevati di acido perfluorooctansulfonico (PFOS), cioè in quelli posti nei tre quartili superiori di concentrazione di PFOS rispetto a quelli del quartile inferiore. Read More …