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Posted by: | Posted on: dicembre 25, 2014

Salassi per eliminare i composti perfluoroalchilici in una famiglia con concentrazione ematiche molto alte

Le concentrazioni dei composti perfluoroalchilici nel sangue della popolazione generale sono solitamente molto basse, in genere pochi nanogrammi/millilitro. Tuttavia alcuni individui, soprattutto se appartenenti a particolari popolazioni esposte per motivi occupazionali, o per contaminazione dell’ambiente da parte d’industrie, possono presentare concentrazioni molto più elevate.

L’eliminazione dei composti perfluoroalchilici per l’organismo umano dipende da numerosi fattori: età, sesso, persistenza dell’esposizione al momento dell’analisi (per esempio nei lavoratori addetti alla produzione di queste molecole), gravidanza, allattamento e menopausa nelle donne.

Negli animali e nell’uomo l’esposizione ai PFAS è stata associata con immunotossicità, infertilità, alterazioni della spermatogenesi, ipercolesterolemia negli adulti e nei bambini, ‘ipertensione arteriosa, neurotossicità, epatotossicità, distruzione endocrina, cancerogenicità. I PFAS sono anche trasmessi verticalmente durante la gravidanza dalla madre al feto e persistono nei neonati. Per quanto riguarda i meccanismi patogenetici diverse ipotesi sono state avanzate: danno mitocondriale, alterazioni epigenetiche, induzione dell’apoptosi, alterazioni della sintesi ormonale, tossicità a carico delle membrane cellulari, cancerogenesi, anomalie dello sviluppo neurocomportamentale. Alcuni PFAS, come il PFOS e il PFOA sono in grado di provocare effetti dannosi anche a dosi infinitesimali. Read More …